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Ancona (Ancona) - Vite, uva e vino tra sacro e profano. Arte dai musei e dalle collezioni marchigiane


Il tema della vite e del vino attraversa la storia dell’arte di tutti i tempi. Da questo principio, universalmente condiviso, nasce la mostra organizzata dal Comune di Ancona, dal titolo “Vite, uva e vino tra sacro e profano. Arte dai musei e dalle collezioni marchigiane” (Ancona, Pinacoteca Civica, Palazzo Bosdari - Via Pizzecolli 12 novembre 2010 / 23 gennaio 2011). La mostra – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Comune di Ancona - sarà aperta da martedì a sabato dalle 10 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Grazie all’opera di raccolta e di organizzazione della Pinacoteca Civica Francesco Podesti, saranno esposte trenta opere, testimonianze di una serie ampia ed eterogenea di periodi storici, dalla civiltà picena al ‘900: dipinti, manufatti ceramici, reperti archeologici, accomunati da una stessa matrice figurativa, che affonda le sue radici nella plurimillenaria cultura della vite e del vino. Il progetto, ideato da Costanza Costanzi, direttrice dell’istituzione museale anconetana, che ne ha curato anche il catalogo, arricchito da un saggio critico della storica dell’arte Silvia Blasio, si è giovato della collaborazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche di Ancona e della Soprintendenza al Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico delle Marche di Urbino, nonché del sostegno di alcuni sponsor: produttori di vino, club service, commercianti, imprenditori, a vario titolo legati alla città e al territorio. La mostra presenta una serie composita di testimonianze iconografiche, a partire dalle scene conviviali dei symposia nelle ceramiche attiche, dalle rappresentazioni scolpite sulle lastre dei sarcofaghi (ne è un esempio altissimo il Sarcofago del Vinaio, del Museo Archeologico delle Marche), dai rilievi lapidei nei portali delle chiese dal X al XIV secolo, che associano tralci di vite, pampini e grappoli, legati alla simbologia eucaristica e cristologica della Resurrezione. Il percorso evidenzia inoltre numerosi temi di conoscenza e di approfondimento relativi alle varie epoche: nella pittura sacra medioevale e moderna il soggetto enologico-conviviale è frequentemente legato a episodi evangelici come l’Ultima Cena o le Nozze di Cana. Da fine Cinquecento in poi il vino e l’uva diventano protagonisti nelle nature morte, un genere di pittura profano e di grande impatto decorativo, molto apprezzato dal collezionismo, confluito in parte oggi nelle raccolte e nei musei delle Marche. Dalle opulenze barocche di Giovanni Paolo Castelli e Cristoforo Munari, ad anonimi pittori fiamminghi, fino al fanese Carlo Magini, inoltre, la natura morta perpetua fino all’arte contemporanea, l’eterna vitalità di questi doni della natura all’arte figurativa di tutti i tempi. Non manca poi la pittura di genere, con Antonio Amorosi da Comunanza, pittore marchigiano vissuto a Roma tra ‘600 e ‘700, in cui il fiasco di vino e l’uva campeggiano nelle scene legate alla quotidianità e al mondo popolaresco, specialmente infantile. A tematiche essenzialmente laiche si collegano anche alcune iconografie riprodotte su manufatti ceramici e maioliche: scene di vendemmia, motivi conviviali (Pesaro, Museim Civici), cortei dionisiaci (Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica), cesti di frutta con grappoli rigogliosi (manifattura Matricardi, Ascoli Piceno), resi con squillanti impasti cromatici.  “L’occasione di questa mostra – afferma il sindaco Fiorello Gramillano - è importante per la nostra città, poiché, raccogliendo le testimonianze iconografiche più preziose della regione, che rappresentano il tema della vite, dell’uva e del vino, ci offre la possibilità di una vera e propria ‘degustazione’ di opere d’arte,  assaggi che danno la percezione dei tesori che sono valorizzati nei nostri musei”.  “Le opere d’arte – afferma l’assessore alla Cultura Andrea Nobili - per loro stessa natura, nascono da private iniziative di artisti, di personaggi illuminati e, dopo essere state create, diventano patrimonio della comunità, confluendo nei musei e nelle raccolte pubbliche. Sempre più l’arte e la cultura necessitano, accanto al sostegno istituzionale pubblico, del coinvolgimento dei privati: un rinnovato rapporto pubblico-privato sul quale questa Amministrazione vuole puntare. Un ringraziamento sincero va dunque anche a tutte le realtà del mondo imprenditoriale, commerciale e dell’associazionismo di categoria che hanno creduto in questa iniziativa e le hanno dato il loro appoggio. Si è creato un sistema virtuoso, che, sostenendo l’arte, arriva a valorizzare i frutti, le peculiarità, il lavoro e la libera iniziativa del nostro territorio. Un sistema che, oltre a lasciare il suo segno tangibile in questo catalogo e nella memoria dei visitatori della mostra, contribuirà anche a valorizzare un luogo storico della nostra città: la Pinacoteca  Francesco Podesti, alla quale proprio in questi mesi si sta lavorando, per renderla più ampia, più accogliente e sempre più capace di contenere i tanti segni del sapere e della bellezza di cui è ricca la nostra cultura”. Alla mostra sarà, infine, dedicata una attività rivolta alle scuole, con una serie di proposte didattiche.

di Redazione | 05/11/2010

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