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Palermo (Palermo) - La Conciliazione commerciale


La Conciliazione commerciale Quali le norme di riferimento? L. 580/93, art. 2, comma 4; Legge 192/1998 (subfornitura); L. 281/1998 (Diritti dei consumatori ed utenti) L. 481/1995 (Telecomunicazioni); D.Lgs. 17.01.2003, n. 5 (Diritto societario); L.129/2004 (Franchising); Delibera Giunta n. 283 del 21.06.2005 e successive modificazioni delle stesse. Che cosa è la conciliazione commerciale? La conciliazione è una procedura di risoluzione delle controversie, in base alla quale, una terza persona imparziale, il conciliatore, assiste le parti in conflitto, guidando la loro negoziazione e orientandole verso la ricerca di accordi reciprocamente soddisfacenti. La conciliazione non vuole sopperire alle carenze del sistema giudiziario, ne si pone come alternativa alla giustizia, ma propone una via, differente dalle altre più conosciute o più praticate, di soluzione dei conflitti. Quindi con la conciliazione si tenta di individuare la soluzione ottimale del problema e di orientare le parti a giungere ad un accordo vantaggioso per entrambe. Quali sono le caratteristiche e i vantaggi delle conciliazione? Le caratteristiche più importati sono: a) Volontarietà del procedimento: le parti partecipano alla conciliazione per decisione propria, e possono decidere di portare a buon fine la procedura solo se lo considerano conveniente per i loro interessi. In caso di accordo delineano personalmente i suoi termini e non sono costrette a rinunciare ad altre vie per risolvere il conflitto. b) Procedura Cooperativa:  la conciliazione contribuisce non solo ad ottenere una soluzione ai problemi, ma anche a rafforzare le relazioni in base al principio della negoziazione collaborativa per cui si deve "attaccare il problema e non le persone coinvolte". c) La imparzialità : il conciliatore è un terzo imparziale, nel senso che non può avere interessi in comune con nessuna delle parti. d) È una procedura rapida:  la durata media di un giudizio civile ordinario si protrae per anni, il tentativo di conciliazione può consentire una risoluzione in una sola seduta. f) Creatività  sulla misura degli interessi e i bisogni delle parti; ogni accordo sarà modellato g) Preserva la riservatezza: nulla di ciò che emerge dalle udienze di conciliazione potrà essere rivelato dai conciliatori, ne dalle parti. La riservatezza è una caratteristica fondamentale della conciliazione. Per assicurarla, si deve firmare prima dell’inizio delle sessioni, un "Accordo di Riservatezza". h) Autocomposizione: le parti hanno un’equa opportunità di esprimere la loro visione del disaccordo e di ascoltarsi reciprocamente; sono loro stesse (e non un terzo) a decidere la portata del loro accordo, e le modalità di formalizzazione. i) E’ economica: si pagano solo gli onorari del conciliatore, che hanno un costo fisso; non si devono pagare né le tasse giudiziarie, ne perizie, ne altri costi addizionali. i) Autonoma:  se le parti non arrivano ad un accordo, non perdono alcun diritto e possono avviare una causa giudiziaria. Nel caso che la conciliazione si concluda col raggiungimento di un accordo totale o parziale, questo avrà valore di contratto, e le parti si impegneranno a dare esecuzione al medesimo nei termini da loro stabiliti. m) Direzione della procedura ad opera del conciliatore: il conciliatore è un terzo imparziale, con la preparazione sufficiente ad applicare tecniche speciali che aiutino ad ascoltare, valutare e creare alternative. La peculiarità della conciliazione è infatti proprio quella di non affidare al conciliatore un potere giudiziale o decisorio sulla questione da risolvere, ma di favorire il dialogo tra le parti interagendo con esse e senza vincolarle in alcun modo sulla migliore soluzione da adottare per comporre la controversia. Quali sono gli svantaggi della conciliazione? Gli svantaggi sono: - antieconomicità della conciliazione per i micro pagamenti contestati - inidoneità della procedura a soddisfare la "volontà di stravincere ad ogni costo". S'intende il desiderio incontrollabile di atterrare e umiliare l'avversario con ogni mezzo, al limite spendendo risorse finanziarie e personali spropositate. Ci sono Aziende obbligate alla conciliazione per legge? Per legge, le aziende di telecomunicazioni sono obbligate alla conciliazione. Non tutte, però, sono disponibili alla soluzione paritetica, che comporta un dialogo con le associazioni di consumatori. Nella telefonia la maglia nera va a Tiscali, nel mondo della tv a Sky. Due aziende con cui è molto difficile comunicare, anche solo per un reclamo: l'unica via per risolvere una controversia è quella del Corecom o la Camera di Commercio. Con l'accordo di febbraio, Vodafone ha finalmente raggiunto Telecom, Tim, Wind e H3G tra le aziende che permettono la conciliazione paritetica. Entro i prossimi mesi toccherà anche a TeleDue, mentre Fastweb sta per partire a livello nazionale dopo il periodo di prova in Abruzzo, Sicilia, Lazio, Campania e Lombardia. Quando scegliere la procedura di conciliazione? - Quando le parti in conflitto vogliono preservare o ripristinare i loro rapporti. - Quando le parti vogliono evitare i costi di una causa giudiziaria. - Quando le parti preferiscono una composizione veloce dei conflitto. - Quando le parti preferiscono mantenere la riservatezza sulla controversia. - Quando le parti vogliono conservare il controllo sul modo nei quale sarà risolta la   disputa senza che sia un giudice o un arbitro a decidere per loro. Come ha inizio la conciliazione? Le parti possono giungere alla conciliazione:
  • per averlo accordato previamente in un contratto (tramite l’inclusione di un’apposita clausola);
  • per averlo deciso congiuntamente a controversia insorta;
  • per decisione di una delle parti;
  • per consiglio dei loro avvocati.
  • Le parti possono chiedere la conciliazione congiuntamente o può essere proposta soltanto da una parte alle altre. Come avviare la conciliazione? Avviare una conciliazione è molto semplice , le fasi sono:
  • compilare in ogni sua parte il modulo “Domanda di conciliazione”;
  • farlo pervenire  alla segreteria del Servizio di conciliazione della propria Camera di Commercio.
  • La Camera di Commercio si occuperà di contattare l’altra parte e curare tutti gli aspetti organizzativi fino alla data dell’incontro e, nel caso  raggiungano l’accordo le parti potranno firmare un verbale che avrà la stessa efficacia di un contratto. Ogni parte ha diritto di accesso agli atti del procedimento, salvo quando le altre parti abbiano espressamente richiesto di riservarli esclusivamente al conciliatore. Presentata la domanda di conciliazione quanto tempo occorre per la risoluzione della controversia? Per risolvere una controversia occorrono circa sessanta giorni dall’invio della richiesta e nella maggior parte dei casi è sufficiente un solo incontro di Conciliazione. Quanto costa la conciliazione? Le spese di conciliazione variano a seconda del valore della lite e devono essere versate prima dell’inizio dell’incontro di conciliazione Valore della lite in € Spesa per ciascuna parte in € Fino a 1.000,00 40,00 da 1.001,00 a 5.000,00 100,00 da 5.001,00 a 10.000,00 200,00 da 10.001,00 a 25.000,00 300,00 da 25.001,00 a 50.000,00 500,00 da 50.001,00 a 250.000,00 1.000,00 da 250.001,00 a 500.000,00 2.000,00 da 500.001,00 a 2.500.000,00 4.000,00 da 2.500.001,00 a 5.000.000,00 6.000,00 oltre 5.000.000,00 10.000,00 Nelle spese di conciliazione è compresa l’I.V.A. Inoltre sono previsti i diritti di segreteria pari a € 30,00 che non sono dovuti quando: una delle parti della controversia è un consumatore; il tentativo di Conciliazione è obbligatorio per legge; le parti depositano una domanda di Conciliazione congiunta..  Palermo,  22 febbraio 2010                                                                                                                                     Anna Li Muli  

    di Redazione | 22/02/2010

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