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Saracena (Cosenza) - Cellulare solidale, al via la campagna di raccolta


  Progetto cellulare solidale. È, questo, il titolo della campagna di raccolta dei cellulari usati avviata dal Comune di Saracena in collaborazione con la Fondazione Magis. Obiettivi: solidarietà e sostegno a progetti di cooperazione internazionale in Africa e corretto smaltimento di cellulari per contrastare l’inquinamento ambientale. Tre i punti di raccolta. Abiti usati, raccolti più di 20 quintali. L’iniziativa – riferisce testualmente una nota dell’Amministrazione comunale di saracena - sarà riproposta a dicembre, nel corso delle festività natalizie. Comando dei Vigili Urbani presso il comune, Scuola Media “Levi” e Piazza XX Settembre. È qui che è possibile depositare, in appositi raccoglitori in cartone, i propri cellulari in disuso. «Con l’inserimento nella cassa di un cellulare – ha dichiarato l’Ing. Pasquale Di Vasto Direttore dell’Azienda Pluriservizi del Comune di Saracena-  il donatore compie un gesto gratuito di solidarietà, ben consapevole che da questo la fondazione MAGIS riceverà dei fondi che serviranno al sostegno di progetti di cooperazione internazionali propri della ONG (Organizzazione non governativa). Attraverso tale gesto il donatore accetta le condizioni della campagna e solleva la Fondazione MAGIS da qualsiasi responsabilità, anche in ordine alla reperibilità o rintracciabilità del telefono cellulare da lui donato. Infatti, il donatore deve prelevare dal telefono la scheda SIM e donare esclusivamente il proprio cellulare usato, di qualsiasi marca e modello, provvisto della sola batteria. La raccolta esclude qualsiasi altro accessorio (carica batterie, auricolari, fili elettrici, ecc). Con l’adesione alla campagna il donatore contribuisce alla realizzazione di due obiettivi. Oltre all’obiettivo sociale di sostegno a progetti di cooperazione internazionale in Africa (realizzazione di cucine in Ciad e sostegno alla casa-famiglia per bambini orfani in Kenya) si contribuisce a raggiungere anche l’obiettivo ambientale per un corretto smaltimento di cellulari la cui vita media è di circa due anni. Ogni anno, infatti, migliaia di cellulari vengono dimenticati in un cassetto o gettati in cassonetti non adeguati. Contribuiamo così – ha concluso Di Vasto- a contrastare l’inquinamento ambientale. Un telefono cellulare è composto principalmente di plastica, metalli pesanti come rame, ferro, nickel, stagno e metalli preziosi come oro, argento e coltan. La tecnologia può dunque avere un’anima sociale che coniuga intenti etici con progetti di sviluppo sostenibile e rispetto ambientale poiché nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, anche per quanto riguarda la tecnologia “mobile”».

di Redazione | 15/10/2010

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