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Venezia (Venezia) - Maxipubblicità, il sindaco di Venezia: “Fondamentale strumento per la salvaguardia della città”


  “A Venezia ci sono 3500 palazzi vincolati dal ministero dei Beni Culturali. E in questo momento circa 1.000 sono interessati da un’opera di restauro interno o esterno. Di questi, in tutta Venezia, solo e soltanto sei sono parzialmente coperti da pubblicità che contribuisce sostanzialmente al loro restauro conservativo”. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (nella foto)  ha spiegato in una conferenza stampa convocata nella sede dell’associazione della Stampa Estera a Roma la situazione del patrimonio architettonico di Venezia e quella economica legata – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Comune di Venezia - alla manutenzione della città alla luce delle recenti polemiche sull’eccessivo utilizzo di maxipubblicità sui palazzi veneziani. Orsoni ha spiegato ai giornalisti della stampa estera come l’uso di tale strumento, fondamentale per la sostenibilità del restauro, sia limitatissimo in città e rigidamente governato: “a differenza di altre città italiane – ha spiegato ancora il sindaco - Venezia non consente ai privati di utilizzare lo strumento delle maxipubblicità, inoltre è consentito l’utilizzo di al massimo un decimo della superficie totale della copertura del cantiere. Cantiere che comunque dovrebbe essere “impacchettato” per ovvi motivi di sicurezza. Inoltre – ha aggiunto – non sono consentite pubblicità di fumo, alcolici, nudi, minori e l’oggetto della campagna deve essere idoneo al luogo che la ospita. E non è mancato il mio personale veto su alcune immagini non consone all’ambiente sul quale insistevano: ci sono dunque regole rigidissime che ci consentono di governare perfettamente questo strumento”. Il sindaco si è soffermato sul caso di Palazzo Ducale, spiegando come il suo restauro sia valutato in 2,8 milioni di euro di spesa, soldi che arriveranno in parte direttamente dalla ditta Dottor Group che ne è l’esecutrice (una prima ipotesi prevedeva un loro impegno per 400 mila euro, successivamente aumentato a 700 mila) e che si occuperà autonomamente di reperire il resto del denaro necessario ai lavori attraverso le sponsorizzazioni: “E’ falso – ha detto Orsoni - sostenere che i cartelloni pubblicitari nascondano cantieri fermi, nel caso di Palazzo Ducale i teli oscurano un cantiere attivo e la copertura sarà eliminata con la chiusura dei lavori che, per contratto, avverrà nell’ottobre 2011. Dopo 100 anni il Palazzo simbolo di Venezia sarà restaurato e messo in sicurezza, grazie alla pubblicità che ci ha consentito di ridurre i tempi di parziale “impacchettamento” a soli tre anni”. Il sindaco, sollecitato dalla stampa, ha aperto all’ipotesi di regolamentare il numero massimo delle maxipubblicità, ma ha ribadito l’importanza di uno strumento che consente ai cantieri di proseguire il loro lavoro di restauro. Il sindaco di Venezia ha anche illustrato il fabbisogno del Comune per garantire la manutenzione del proprio patrimonio rapportandolo al reale trasferimento da Legge Speciale. Solo per i capitoli relativi alla salvaguardia del patrimonio artistico, grazie alla Legge Speciale negli ultimi 18 anni sono arrivati al Comune di Venezia mediamente 69 milioni di euro l’anno (circa 1,2 miliardi di euro sui 2 miliardi complessivi trasferiti). Il fabbisogno è stato calcolato invece in 108 milioni l’anno che consentirebbero una sufficiente manutenzione. Ancora peggiore è la situazione se si pensa che negli ultimi dieci anni i trasferimenti complessivi da Legge Speciale si sono ridotti più che sensibilmente arrivando nel 2009 a 3,3 milioni di euro. Se si parla di restauro, non solo di manutenzione dunque, interessante è la relazione illustrata Aggiungi un appuntamento per ai giornalisti della stampa estera. In base ai dati di Edilvenezia del 2008 per restaurare l’intero patrimonio della città occorrerebbe oltre un miliardo e 794 mila euro, oneri esclusi. “Capite bene – ha spiegato il sindaco - che il contributo che arriva dai comitati per la salvaguardia di Venezia, che è certo importante, è solo una goccia in mezzo al mare. La Sprintendenza ha calcolato il loro contributo in circa 200 mila euro l’anno nel corso degli ultimi cinque anni. Bene dunque, ma le esigenze di Venezia sono altre”. Il sindaco ha anche spiegato che dal 2007 grazie ai maxicartelloni, la città ha introitato, Palazzo Ducale escluso, circa quattro milioni e 200 mila euro. Infine, ringraziando il lavoro dei comitati - “che non possono però sostituirsi al Comune di Venezia”, ha detto Orsoni - ha annunciato che presenterà loro un dossier contenente 63 proposte di intervento spot, per un totale di spesa stimata in 13 milioni e 200 mila euro.

di Redazione | 14/10/2010

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