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Pescara (Pescara) - Cerimonia solenne per consegna Ciatté d’Oro e Delfino d’Oro, il pensiero del Sindaco


“Hanno contribuito a costruire l’immagine di una città, Pescara, quale modello di sviluppo moderno, frutto della capacità innovativa della classe imprenditoriale. Hanno contribuito a consolidare il volto di un capoluogo caratterizzato dal grande rispetto per le Istituzioni. Hanno soprattutto dato onore al nostro territorio, e per tale ragione oggi l’intera città rivolge il proprio ringraziamento alle sei personalità alle quali abbiamo deciso di conferire le benemerenze civiche del Ciatté d’Oro e del Delfino d’Oro”. Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia salutando la platea per la cerimonia solenne che come da tradizione si è svolta nel giorno della festa del Santo Patrono San Cetteo. Ad aprire la seduta – riferisce testualmente una nota dell’Ufficio stampa del Comune di Pescara - è stato il vicepresidente del Consiglio comunale Gianni Santilli che ha chiesto un minuto di raccoglimento e di silenzio per i quattro alpini italiani uccisi in Afghanistan, seguito dall’esecuzione dell’Inno d’Italia. E dopo la lettura del messaggio di saluto del Presidente Licio Di Biase, assente per impegni istituzionali, ha preso la parola il sindaco Luigi Albore Mascia, alla presenza di tre rappresentanti del Comitato dei Saggi che hanno partecipato alla scelta delle sei personalità da premiare, ossia Gabriella Albertini, Suor Olga e l’ex Preside Claudio Palma. “Per il secondo anno ho l’onore di rappresentare la mia città alla cerimonia di commemorazione del Santo Patrono di Pescara e alla consegna dei nostri simboli identitari alle personalità che con la loro attività e il loro impegno hanno dato lustro e visibilità al nostro territorio – ha sottolineato il sindaco Albore Mascia -. Personalità che hanno contribuito a consolidare l’immagine di un capoluogo e di una collettività caratterizzati da un forte senso delle Istituzioni e dal grande rispetto per gli uomini che le rappresentano, con particolare riguardo ai temi della sicurezza e dell’ordine pubblico, e soprattutto del perseguimento delle imprescindibili necessità di legalità dello Stato e della società che, proprio grazie alla dedizione e all’impegno di alcuni uomini oggi presenti, sono state garantite al nostro territorio, con interventi ispirati al coraggio e al massimo rigore morale. L’immagine di una realtà economica interprete, a livello nazionale e internazionale, di un modello di sviluppo moderno, frutto della lungimiranza e della capacità innovativa della propria classe imprenditoriale, nonché di una città in fermento e piena di stimoli, che ha dato i natali a giovani artisti i quali hanno legato con orgoglio il proprio nome e la propria fama a Pescara e alla sua gente. Oggi la celebrazione della solennità del Santo Patrono ha un significato particolare, perché il nostro primo anno di governo cittadino ci ha visti fortemente impegnati in un lavoro di recupero e di valorizzazione delle tradizioni storiche e culturali pescaresi, un percorso che ha visto il proprio culmine nel riconoscimento di Pescara come ‘Città Dannunziana’, portando sul territorio una serie di rilevanti eventi collegati alla figura e all’opera del nostro più illustre concittadino. Ricordiamo la prima edizione del Festival Dannunziano – ha ancora detto il sindaco Albore Mascia -, che si è svolta appena la scorsa estate, con grande successo di pubblico e di critica, un evento di respiro internazionale destinato a ripetersi negli anni futuri con sempre maggiore coinvolgimento delle articolazioni culturali ed economiche locali. Tale cammino, teso a consolidare i sentimenti identitari pescaresi, trova nelle celebrazioni del Santo Patrono e nella consegna delle benemerenze civiche, un importante momento di riflessione collettiva, utile a dare il giusto risalto all’attività di persone che quotidianamente contribuiscono a onorare la comunità cittadina con insigni meriti, a perpetuarne i valori fondamentali per la nostra Repubblica, a incentivare lo sviluppo del nostro territorio e della nostra cultura”. Subito dopo è iniziata la consegna dei tre Ciatté d’Oro e dei tre Delfini d’Oro, originali creazioni di Italo Lupo, conferiti dal sindaco Albore Mascia. Il primo è stato assegnato all’artista Carmela Remigio con la seguente motivazione ‘Vincitrice del concorso ‘Luciano Pavarotti International Voice Competition’ di Philadelphia, Soprano lirico di grandi capacità interpretative e tecniche, è divenuta una delle maggiori cantanti del repertorio mozartiano. La grande estensione e i profondi chiaroscuri della sua voce, le hanno consentito, con la guida dei più grandi direttori d’orchestra, di spaziare dalla musica barocca alle preziose interpretazioni del romanticismo italiano e francese, dando così lustro, attraverso la notorietà internazionale ormai acquisita, alla sua terra di origine e alla sua Pescara’. Ciatté d’Oro all’ingegner Carlo Pace ‘Sindaco di Pescara per nove anni, ha affrontato con determinazione, ragionevolezza ed intelligente preveggenza i problemi che si ponevano all’attenzione del suo Ufficio, nella visione esclusiva del bene della città e di ogni singolo suo cittadino. Ha interpretato in modo encomiabile i compiti del suo mandato, con appassionata dedizione per la sua Pescara, supportata da una grande capacità e vissuta attraverso una peculiare sensibilità e umanità unanimemente riconosciute’. L’ex sindaco Pace ha voluto ricordare alcuni dei suoi collaboratori oggi scomparsi “come il Capo di Gabinetto Achille D’Alessandri e l’architetto Sabatino Di Giovanni, con i quali abbiamo portato avanti un governo etico in cui l’interesse pubblico non era frutto della somma degli interessi privati, ma rappresentavano esclusivamente l’interesse dei cittadini. E per quei cittadini abbiamo raggiunto risultati importanti, come l’acquisizione per la città delle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria, o dell’ex Aurum”. “Con il mio vicesindaco Fiorilli – ha detto il sindaco Albore Mascia, interrompendo il cerimoniale – ho avuto l’onore e il privilegio di far parte, giovanissimi, della seconda giunta Pace che ha operato per nove anni bene, per la città, senza essere mai colpita da un’inchiesta giudiziaria”. Terzo Ciatté d’Oro all’artista Giò di Tonno con la seguente motivazione ‘La straordinaria capacità interpretativa che infonde in una splendida voce, fanno vivere di magnifica passione i personaggi che, attraverso la sua arte, regalano emozioni indimenticabili a tutti coloro i quali, in Italia e in Europa, ascoltano le sue esecuzioni. Le grandi opere classiche del repertorio moderno hanno vissuto e vivono, anche grazie alla sua capacità e sensibilità, una nuova e splendida stagione di popolarità e successi, portando con sé il nome di Pescara e dell’Abruzzo’. Delfino d’Oro all’ex prefetto Paolo Orrei con la seguente motivazione: “Insediato nell’autorevole ruolo di prefetto della Provincia di Pescara, ha svolto il difficile compito di mediatore tra le irrinunciabili necessità di legalità dello Stato e le esigenze vive e quotidiane della società, con grande sensibilità e umanità, non disdegnando apprezzatissime incursioni di amabile sagacia. La stima e la riconoscenza della città di Pescara per i numerosi interventi risolutori attuati, ma anche la simpatia per la generosa disponibilità sempre dimostrata, lo accompagnano nella assunzione dell’incarico ancor più prestigioso, cui è stato destinato’. Secondo Delfino d’Oro al dottor Nicola Zupo, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Pescara con la seguente motivazione: “Forgiato dalla severa disciplina di una brillante carriera nella Polizia di Stato, coniugando il rigore della metodologia investigativa con l’arguzia di una mente intuitiva, ha saputo legare indissolubilmente la sua presenza in terra d’Abruzzo alle indagini più importanti e significative. In virtù di tali doti e di grandi capacità relazionali e di comunicazione, è assurto ai ruoli più impegnativi, divenendo un preziosissimo elemento, irrinunciabile, per la Magistratura pescarese e abruzzese’. Il dottor Zupo, non potendo essere presente al ritiro della benemerenza, ha inviato un proprio messaggio di ringraziamento: ‘Egregio signor sindaco di Pescara, come a lei noto sono impegnato, dal 27 settembre scorso, a Roma e sono quindi temporaneamente assegnato alla Scuola Superiore di Polizia di quella città. Per tali impegni mi spiace doverle comunicare che non potrò essere presente alla cerimonia solenne di consegna del 10 ottobre, ma ringrazio per l’importante riconoscimento che codesta spettabile amministrazione comunale ha voluto attribuirmi per il lavoro svolto da me e dall’intera Squadra Mobile’, messaggio seguito da un lungo applauso della platea e delle personalità politiche presenti in sala e sugli scranni. Infine, ultimo Delfino d’Oro al dottor Filippo Antonio De Cecco con la seguente motivazione: ‘Erede di una secolare capacità industriale, nel rigoroso rispetto delle regole della tradizione familiare e di una oculata responsabilità imprenditoriale, ha saputo guidare e accompagnare la crescita e la evoluzione di un’azienda leader, che ha avuto, per lunghi anni, il suo punto di riferimento industriale e umano nella città di Pescara. La capacità produttiva acquisita, coniugata con il massimo rispetto della consuetudine nella qualità, consente all’Industria ‘De Cecco’ di rimanere incontrastata al primo posto tra gli ambasciatori della tradizione di Pescara e dell’Abruzzo nel mondo’. “Ringrazio tutti i presenti – ha concluso il sindaco Albore Mascia -, non dimenticherò mai gli occhi lucidi di coloro che oggi hanno ritirato la benemerenza, pescaresi e non, che hanno dimostrato la propria appartenenza e il legame forte, indissolubile, con il nostro territorio>>. 

di Redazione | 11/10/2010

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