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Mandatoriccio (Cosenza) - Vieni e vedi!


di DON MICHELE ROMANO - Solo se "conosciamo" bene il Maestro, e ci lasciamo conoscere da Lui, saremo in condizione di presentarlo agli altri, così come fa Filippo nel Vangelo di oggi (Gv 1, 43-51),  accompagnando Natanaèle (Bartolomeo) da Gesù, sicuro di condividere con lui, il tesoro più grande :"Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù,  figlio di Giuseppe di Nazaret" (Gv 1, 45) . Se Gesù vive nel nostro cuore, il desiderio di condividerlo, si trasformerà presto, in una necessità . Purtroppo, l'entusiasmo di Filippo, si "scontra" con i dubbi espressi da Natanaèle :"Da Nazaret può venire qualcosa di buono" (Gv 1, 46a) .  È quì, che Filippo incalza :"Vieni e vedi" ! Lo invita a "vedere" con i propri occhi, a fare esperienza diretta di Gesù ! Un invito che dovremmo rivolgere anche noi, ai tanti ancora dubbiosi della fede, prigionieri di una visione, spesso e solo "razionale", delle Verità che riguardano Dio 
"Vieni e vedi", ripete anche a noi, Filippo,  incontra anche tu il Signore, sarai inondato della sua Grazia, ed illuminato dal suo Spirito . Anche Natanaèle verrà illuminato da Cristo, e passerà dal dubbio, alla Fede piena e dichiarata:"Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il Re di Israele (Gv1, 49). Anche oggi, Cristo continua a chiamare, soprattutto tanti giovani, ad una speciale sequela, ma, ahimé : quanti dubbi, quanti tentennamenti, quanti rifiuti... !
E Gesù, che ci ripete :"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi (Gv 15, 16) . Chi invece, ha la gioia e la grazia di seguirLo, e fidarsi di Lui, divenendo così,  suo discepolo, davvero potrà vedere "Cose più grande di queste" (Gv 1,50 b) È l'esperienza di Natanaèle, un discepolo convinto, che medita la Toràh, e dimostra di conoscere bene la Scrittura . Tuttavia, il suo carattere è piuttosto duro e scontroso (E il povero Filippo, lo ha sperimentato), quasi una corazza difensiva !
Ma è proprio lì, che Gesù lo aspetta ! Da vero Maestro, elogia la sua franchezza :"Ecco un Israelita, in cui non c'è falsità "(Gv 1,47b), ignora il suo "caratteraccio", e loda la sua grande sincerità. Solo Dio può guardarci "dentro" e valorizzare il meglio che c'è in noi . A questo punto, Natanaèle, si scioglie come neve al sole, e il suo scetticismo è vinto : Così, si  lascia andare, e fa quella bellissima (Quanto prematura !), "Professione di Fede", del versetto 49 .
Se anche noi, nella nostra vita, con umiltà e sincerità  di cuore, sapremo metterci in discussione,  accettando i nostri limiti e le nostre fragilità,  Dio ci sorprenderà,  aiutandoci a tirar fuori il meglio di noi stessi ! Lasciamoci,  pertanto,  incontrare e cambiare da Lui,  perché ci ama e desidera che il nostro bene si realizzi. Una buona giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 05/01/2022

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