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Mandatoriccio (Cosenza) - Abitare


di DON MICHELE ROMANO - In questa II Domenica dopo Natale, ci viene presentato lo splendido Prologo del Vangelo di Giovanni (Gv 1, 1-18), che ci fornisce in una forma poetica meravigliosa, la "Sintesi" di tutti gli elementi che saranno poi sviluppati nel Libro, con un ritmo reso solenne, dai tanti parallelismi, somiglianze, ripetizioni, che quasi vanno ad assumere la forma di "cerchi concentrici", dove il punto centrale, dà valore, a questo tempo del Santo Natale: "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14a). Un po' come la "Chiave di Violino" (per chi s'intende di musica!), posta all'inizio di uno Spartito, che aiuta a capire come suonare e cantare l'intero brano!
Così Dio, ha voluto che suo Figlio condividesse la nostra vita, in tutte le tappe che la caratterizzano : Accoglienza in un seno materno, nascita, crescita, morte (E Risurrezione) :" Abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità (Gv 1,14 b) . Questo perché Dio, nella sua infinita Sapienza e Misericordia, ci ha resi partecipi della sua Vita divina, dove  Cristo stesso è posto all'origine della nostra "Genealogia" di Redenti, a ricordarci che siamo stati creati ad immagine di Dio, immagine poi distrutta in Adamo, ma ricostituita in Cristo" (S. Leone Magno) . Allora ci chiediamo :" Qual'è la nostra risposta al Santo Natale ? Si è vero, abbiamo preparato i Presepi nelle nostre case, addobbato gli Alberelli con tante luci, ma il Signore ci chiede altro!
Non possiamo accontentarci di dare il bacio al Gesù Bambino di porcellana in chiesa, non possiamo limitarci ad essere i soliti bravi "Natalini" o "Pasqualini", che ormai, rappresentano la categoria "Clou" dei presunti cristiani . All'Amore, si risponde con l'Amore . Non basta "solennizzare" le nostre Liturgie in Chiesa, scambiando la Fede con le nostre "fissazioni religiose" :" Abituati a quel posto in Chiesa", fissati in tanti "devozionismi" sterili, che garantiscono (Pseudo) tranquillità e serenità, quanto poi, da vere "Cape toste" (Alias gente di "dura cervice" (Es 32, 9), si rimane sempre gli stessi : pieni di tristezza, di lamentele, di vizi, rancori, e soprattutto, si è candidati all'Oscar dei "pettegolezzi"!
Il Signore vuole che in questo nuovo Anno, "Resettiamo" la nostra vita, con una carica di Fede autentica, proponendoci di essere "perseveranti" nell'accostarci ai Sacramenti della Confessione e della Comunione, dedicandoGli un po' di tempo in più, nella Preghiera,  aprendoci alla gioia e al ringraziamento per tutti i Doni, che ogni giorno ci dà (Spesso, ahimé, immeritatamente!) .
Ed anche se :"Dio nessuno l'ha mai visto" (Gv 1,18a), sapremo "riconoscerlo" nei poveri e nei sofferenti, sapremo dare un "bacio" e una parola buona, anche ad un emarginato, profugo, anziano solo e abbandonato, con la certezza che quel "bacio" e quella carezza, l'avremo data e fatta a Lui, fino a poter gioire con San Paolo :"Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me (Gal 2,20) .
Sono sono queste le vere "luminarie", che siamo chiamati ad accendere, all'inizio di questo nuovo Anno, le Luci del concreto Amore di Dio :"A quanti lo hanno accolto, ha dato potere di diventare Figli di Dio (Gv 1,12) ! Buona domenica a tutti e rinnovati auguri di un buon inizio d'anno.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 02/01/2022

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