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Altomonte (Cosenza) - Difendiamo identità a tavola, soprattuttto nelle feste


Con un patrimonio di ricette della tradizione così vasto, con una eredità culturale millenaria che si tramanda di generazione in generazione, non può esserci occasione migliore delle cosiddette feste comandate per portare più Sud, più Mediterraneo e più Calabria possibile nei nostri piatti. Difendiamo la nostra identità enogastronomica e facciamo in modo che i nostri piatti, anche e soprattutto quelli di Natale e Capodanno, non siano solo prolungamenti degli scaffali dei supermercati e della pubblicità televisiva. È quanto dichiara l’agrichef Enzo Barbieri rivolgendo un appello che suona come un urlo a tutte le famiglie di calabresi a fare di queste festività 2021 verso il 2022 l’occasione migliore per riappropriarsi della straordinaria ricchezza enogastronomica e quindi culturale, economica e davvero competitiva di questa regione. Acqua, uova, zucchero e farina. Se la combinazione di questi semplici ingredienti – sottolinea l’Ambasciatore della Calabria Straordinaria – può sprigionare nelle nostre case il profumo di ricordi che ci legano alla famiglia, perché non rinnovare questa memoria. Che ci siano anche dei panettoni, dolci della tradizione settentrionale sulle nostre tavole, non è un dramma, non siamo talebani, ma che ci siano solo questi e che non vi siano anche i nostri dolci tipici, diventerebbe un atto di vera e propria sudditanza culturale di questa terra verso tutto ciò che non è di casa propria. E non c’è un motivo per vergognarci di essere e mangiare calabrese.

Quindi, avanti tutta con l’identità. A partire dalle 13 portate che per tradizione si consumano alla Vigilia di Natale e passando dall’extravergine d’oliva che ci auguriamo possa essere il protagonista di tutte le ricette, al posto di quello di semi e girasole che sta prendendo sopravvento perfino nelle conserve. Ricordiamoci – sottolinea – che siamo una terra di opportunità, anche e soprattutto a tavola e per la nostra biodiversità.

Per l’agrichef Enzo Barbieri non possono certo mancare, tra le tante proposte della nostra terra, le cipolline selvatiche da preparare in mille modi, fritte con le patate o scottate con l’aceto e spolverate di peperoncino rosso. O, ancora, il baccalà o stocco, a seconda se ci si trovi al nord o al sud della Calabria, che fa ormai parte della tradizione consolidata ed è da preferire sicuramente all’ormai onnipresente salmone che spesso nei banco frigo non è tra i migliori. Preparato in umido, fritto in pastella o abbinato ad altri prodotti della terra può essere un’ottima idea per preparare il primo della Vigilia. Ottima anche la scelta degli spaghetti alle alici, pescate nei nostri mari, con mollica di pane raffermo. Insomma, c’è uno scrigno inesauribile d storia e identità cui attingere. Facciamolo – conclude Barbieri – e trasferiamo questi sapori, queste esperienze e queste emozioni soprattutto alle nuove generazioni.


di Redazione | 25/12/2021

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