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Longobucco (Cosenza) - “Sulla via dei briganti”, un progetto dell’associazione culturale “Anima longobucchese”


 “Sulla via dei briganti” è l’ambizioso progetto che sta portando avanti l’associazione culturale “Anima longobucchese” mediante lo studio e la ricerca dei luoghi nei quali i famosi briganti longobucchesi hanno vissuto. Il progetto viene realizzato grazie alla passione di Giovanni De Simone, “garuacciulu” appassionato di storia locale del brigantaggio, di Antonio Vulcano, neo dottore in geologia e di Francesco de Simone esperto d’Arte e Turismo. I luoghi sotto le lenti dell’associazione sono “a petra e gna zita” luogo mitico del brigantaggio, sito che sormonta il centro abitato, luogo di incontro dei briganti ricco di leggende. Soprattutto quella riferita alla “gallina dalle uova d’oro” presso il quale tanti ancora credono si possa trovare il tesoro lasciato dai briganti. Altro luogo molto interessante è una vecchia casa in località “Serra” della frazione Destro, abitazione ormai ridotta a rudere che sicuramente ha ospitato per molto tempo i briganti e nella quale gli stessi briganti avrebbero tenuto prigioniero il giovane De Rosis, figlio del  barone di Corigliano rapito dal famoso brigante “Palma”. All’interno della casa è ancora visibile una giara (nella foto) costruita nella roccia e ben nascosta sotto un davanzale nella quale i briganti stessi tenevano nascoste le monete ricavate dal loro operato. Francesco Madeo

di Redazione | 08/10/2010

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