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Mandatoriccio (Cosenza) - Gli "ostacoli" del cuore


di DON MICHELE ROMANO - Nel brano del Vangelo di oggi (Lc 9, 38-43.45.47-48),Gesù ci esorta a rivedere il nostro modo di rapportarci con Dio e con i nostri fratelli. Il suo Vangelo, insegna..., non è monopolio di una "cerchia di privilegiati", occorre superare quella che è conosciuta come la " Sindrome dell'esclusiva e del privilegio", per tornare a gioire del Bene e del Bello, a prescindere da chi lo compie.
Dio non possiamo circoscriverlo nei parametri o nei confini, da noi stabiliti ("Lo Spirito soffia dove vuole - Gv 3, 8 ), vantando diritti di "primogenitura", che poi scadono, inevitabilmente, in un integralismo che esclude ("Volevamo impedirglielo...").
Dio semina il Bene e la Verità della sua Parola, in ogni Uomo, e lo fà sempre in modo misterioso, sorprendendoci ogni volta.
Occorre, pertanto, rivedere il nostro incedere e il nostro modo di pensare, sapendo riconoscere la presenza e l'azione di Dio, anche in quegli ambiti (Fossero razze, culture, ideologie...), che per noi risultano, a dir poco, insoliti ed impensabili, quando,persino, non ostativi al cammino di fede. 
Chi fa il Bene, insegna Gesù, non può essere contro Dio. 
Sarà che io non so riconoscerlo, perché chiuso e segregato nel mio perbenismo bieco ed accecante, che valuta uomini e cose, secondo parametri che risentono di un tipo di sequela escludente e mortificante. 
Forse è il caso di dire, che il vero problema, non sono gli altri, la radice del male, va ricercata in noi stessi, l'ostacolo è dentro, non fuori di noi.
Quante volte siamo inflessibili con gli altri, e poi noi (Presunti "Cataròi"), ci sentiamo autorizzati a concederci "larghi sconti", nel nostro (Spesso "deprecabile"), stile di vita.
Ecco allora, che nella seconda parte del Vangelo, Gesù ci propone un "linguaggio figurato", basato su due verbi :"tagliare" e "togliere", che vogliono farci comprendere, come tutto ciò che non ci aiuta (anzi ci è di intralcio),a riconoscere la presenza di Dio nella Storia, va rivisto ed eliminato. 
Mani, piedi e occhi che generano conflitti nelle nostre comunità, favorendo tante chiusure e gelosie, rallentando, anziché aiutare e sostenere, un autentico cammino sinodale di Chiesa, è il caso di "convertirli" a un nuovo modo di guardare e agire, sposando lo sguardo d'amore di Dio, che ama tutti, si serve di tutti, e non esclude nessuno.
A noi, quindi, la scelta: o la Geènna, luogo simbolo della dannazione eterna, o la Ricompensa Divina per il Bene che facciamo (Fosse anche e solo, "un bicchiere d'acqua" !).
Santa Domenica a tutti 


di Redazione | 26/09/2021

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