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Mandatoriccio (Cosenza) - Lo stile di Dio


di DON MICHELE ROMANO - Oggi la Pagina del Vangelo (Lc 8,1-3) ci mostra chiaramente lo stile dell'agire di Gesù, che rivoluziona i canoni comportamentali e di scelta, tipici del suo tempo, annoverando nel gruppo dei Dodici, anche la presenza di alcune donne. 
Di recente, Papa Francesco, ha paragonato la Chiesa, a una grande orchestra, caratterizzata dalla varietà dei suoi elementi (ognuno di noi ha i suoi talenti), diversi e differenziati tra loro, ma insieme costituiscono la bellezza e la ricchezza della Chiesa. 
Oggi, mi sembra di cogliere questa similitudine, paragonando la storia della salvezza, a una rappresentazione scenica, che si svolge su un palco.
Certo, c'è il palco, ma ciò che fa funzionare lo spettacolo, è il "dietro le quinte", guardacaso, abitato oggi nel Vangelo, soprattutto da donne insostituibili, prima fra tutte la Madonna. 
Tuttavia, c'è da dire, che a Dio non piace il palco, la scenica, la recita e il protagonismo, ma il lavoro umile, nascosto e prezioso di chi sta dietro le quinte ("Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili"- Lc 1,52).
Gesù, nelle scelte alla sua sequela, non ha certo guardato ai canoni su cui si basano le scelte umane, appariscenza ed efficientismo, ma ha scelto un gruppo di uomini semplici e comuni, donne delle quali Luca ci riferisce origini e storia, considerate ai margini della società, con storie di scandali pregressi, che suscitavano il disprezzo dei Giudei, ma che Gesù assume e redime, annoverandole nella sua grande famiglia.
Vuole sottolineare, ancora una volta, che i "prediletti di Dio, sono i "lontani" che tornano all'ovile, i peccatori e le peccatrici, che mostrano tanta gratitudine e amore, sentendosi accolte dall'abbraccio misericordioso del Padre, che li riveste di nuova dignità, invitandoli al banchetto del Regno. 
Questo è lo stile di Dio. 
Anche noi, oggi, nella Chiesa, dovremmo sempre più, riscoprire la preziosità e il ruolo decisivo delle donne, che non solo hanno segnato la storia della salvezza, con la testimonianza Eroica della loro sequela a Gesù, fino al Calvario (mentre gli Apostoli erano in fuga), ma soprattutto nel nostro tempo, forse in una Chiesa troppo "maschilista" (sono quasi sempre e solo le donne, "presenze vive e operanti, nelle nostre parrocchie), a riscoprire e valorizzare l'idea di un nuovo "spaccato di Chiesa", con persone, come le donne del Vangelo, che mostrano di seguire Gesù, non per mettersi in mostra, o per subdoli tornaconti, ma solo per amore e gratitudine. 
Sarà certamente questa loro disponibilità alla sequela, che non indietreggia neanche davanti alla croce, a renderle, poi, protagoniste "primarie", della Risurrezione. 
Buona Giornata


di Redazione | 17/09/2021

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