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Mandatoriccio (Cosenza) - La 'follia' della Croce!


di DON MICHELE ROMANO - Nella festa che celebriamo oggi, l'Esaltazione della santa Croce (Gv 3, 13-17), la Chiesa vuole invitarci ad accogliere questa, che è una vera "lezione", di Sapienza divina, follia e scandalo per il mondo, ma grido d'amore, e seme di gloria, per ciascuno di noi.
La Croce, è il supplizio che manifesta tutto l'amore di Dio per l'Umanità, dove l'apparente impressione di "impotenza", manifesta tutta la sua misericordia, il "silenzio" che la circonda, è la sua parola più eloquente.
Pertanto, non possiamo distogliere il nostro sguardo dalla Croce ("Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto"- Gv 19,37), perché, è su quel "Legno", che Dio ha "inchiodato" i nostri Limiti, i nostri fallimenti e le nostre vulnerabilità, è lì che ha scritto il suo Vangelo!
L'Eterno "paradosso" della Croce, dovrebbe ridimensionare i nostri criteri di valutazione, che come Chiesa e cristiani, facciamo in merito ai nostri trionfalismi pastorali, legati ai tanti aneliti di successo e gratifica personali, che inseguiamo a discapito di quella grande lezione di vita, che Gesù ci ha consegnato dal "Trono" (Della sua vera Regalità), e dalla cattedra di quella Croce, che se abbracciata ogni giorno, non potrà che portarci solo gioia "soprannaturale". Il Signore, abbracciando la Croce, "ha preso su di sé, il peccato del mondo", e ci ha lasciato una consegna: "Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me "(Mt 10, 38).
Lui, la Croce, l'ha portata tutta intera, ma sul Calvario, al momento della sua morte, è come se quella Croce, fosse "esplosa", in miliardi di "schegge", che hanno colpito gli uomini e le donne, di ogni tempo e di ogni luogo.
E anche se l'opera di Satana, è sempre quella di farci rifuggire dalla Croce, attraendoci con i suoi Idoli: vanità, soldi, affetti umani, ecc., noi, vogliamo guardare a Maria, colei che ha condiviso fino in fondo, fin sotto la Croce, la passione di suo Figlio, perché quale Madre, donataci proprio da Gesù sul Calvario, possa sostenerci, nel portare la nostra scheggia di Croce, certi che alla nostra morte, consegnando ciascuno di noi, la propria scheggia, quella Croce si ricomporrà gloriosa, donandoci pienezza di vita.
Una Santa Giornata


di Redazione | 14/09/2021

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