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Mandatoriccio (Cosenza) - Tessitori di Riconciliazione


di DON MICHELE ROMANO - Il Vangelo di quest'oggi (Lc 6, 27-38), ci fa dono di un grande insegnamento: la gratuità nell'amare anche i nostri nemici, indicandoci un passaggio fondamentale, ovvero, saper passare dalla cultura dell'ostilità, alla cultura dell'ospitalità. 
Se amiamo quelli che ci amano, insegna Gesù, "non avremo alcun merito..., lo fanno anche i pagani", il nostro amore verso gli altri, deve essere, perciò, "gratuito", disarmante, forse, a volte (apparentemente), "perdente", senza mai dimenticare che Dio "Ci ha amati per primo, mentre noi eravamo ancora peccatori"! L'immobilismo della Legge (La sua rigida, quando sterile "osservanza"), alla fine, non ripaga. Non basta avvalersi di quella bella "regola d'oro" (Anche se conosciuta in accezione negativa), "Non fare agli altri, ciò che non vuoi venga fatto a te"! Nell'amore puro e autentico, occorre una grande creatività, accogliendo il fratello così com'è, senza additarlo nel giudizio spietato, ma aiutandolo nel recupero della sua dignità, offuscata dal peso del peccato. Questa è la gratuità che ci propone, oggi, Gesù nel Vangelo, saper superare i nostri mortificanti "criteri di merito", con i quali ci accostiamo agli altri, soprattutto se conosciuti quali "peccatori pubblici ", come la poveretta del Vangelo.
Vincere, cioè, la logica del "Do ut des", perché questa "gelida reciprocità ", non è Amore, ma solo ricerca di un interesse e di un tornaconto, tipico di una vecchia giustizia, che Dio ripugna: "Oh Israele, se Tu mi ascoltassi...".
Il pensiero che anche noi, peccatori, siamo stati scelti e amati da Dio, dovrebbe riempirci di stupore..., e quando uno si sente amato, non può che amare a sua volta, senza "se", e senza "ma", come ci ricorda S. Paolo: "La pace di Cristo regni nei vostri cuori..., E siate riconoscenti, cantando di cuore a Dio..., E con gratitudine (Col 3, 15-16).
Provvidenzialmente, in cielo, abbiamo un Padre buono e ricco di misericordia, sempre fedele alle sue promesse ("Le mie Vie, non sono le vostre vie"), che vuole realizzare con tutti noi, una storia di salvezza e di riconciliazione!
Solo con questi sentimenti, le nostre assemblee eucaristiche, diventeranno "Cenacoli di carità ", trasparenza della misericordia di Dio, che accoglie tutti, senza distinzione di persone, rendendoci capaci di "perdonare di cuore, ai nostri fratelli", noi che pure, ci nutriamo del Corpo e del Sangue di Cristo. Amen !
In questo Cammino di conversione, ci aiuti oggi l'intercessione dei Santi Cornelio e Cipriano. 
Santa giornata a tutti. 


di Redazione | 09/09/2021

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