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Corigliano Rossano (Cosenza) - Scomparsa mons. Nicola Librandi, il ricordo di don Pino De Simone


Chi non ricorda Don Nicola? Una vera icona di verace sacerdote rossanese, da identificare quasi con la “Cappella di S. Giacomo”, l’ex Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano a Rossano centro, dove ha vissuto e operato pastoralmente una vita. A circa due settimane dal suo ritorno alla casa del Padre, avvenuto il 19 maggio 2021, è per me un’esigenza del cuore, ma anche un motivo di fraterna riconoscenza ripercorrere le varie fasi della sua lunga ed intensa esistenza. Il nostro era nato a Rossano il 16 gennaio 1929 in una famiglia profondamente cristiana e negli anni della II guerra mondiale (1941-42) entrò nel Seminario Arcivescovile di Rossano, dove frequentò il ginnasio inferiore e quello superiore, per poi passare nel Seminario liceale “Pio XI” di Reggio Calabria. Per i corsi teologici frequentò la Pontificia Facoltà di S. Luigi a Posillipo – Napoli (1949-1953), guidata dai Padri Gesuiti e dove, in seguito, conseguì la Licenza in Teologia (1967). Fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Rossano il 29 giugno 1953 da Mons. Giovanni Rizzo, Arcivescovo di Rossano. Come ci ricordano le cronache del tempo : “Il giorno successivo Don Librandi ha celebrato la S. Messa solenne all’altare della Vergine SS. Achiropita, circondato da parenti, amici e molti fedeli. Don A. Cosentino ha tenuto il discorso d’occasione. Al novello Sacerdote, nostro concittadino, gli auguri di un apostolato intenso a bene della società”. Queste le parole di una testata locale, La Nuova Rossano, che riportava brevemente l’avvenimento del momento. Ed è stato proprio quest’amore tenero e profondo all’Achiropita a caratterizzare sempre il suo lungo e fecondo ministero. In un’intervista di qualche anno orsono a Rai 1, parlando dell’antica icona e della devozione mariana, legata alla Città bizantina, non potè trattenere la commozione rispondendo alla domanda della giornalista su quanto amasse la Madonna Achiropita, che  per i Rossanesi “è il dono più bello” - egli disse - Lei “dipinta da mano anonima”, così egli traduceva il “difficile” termine Achiropita. E’ giusto a questo punto fare riferimento agli incarichi e ministeri, almeno a quelli più significativi, da lui svolti nella Diocesi, a cominciare dal servizio nel Seminario Arcivescovile di Rossano come V. Rettore/Economo (dal 1953 in poi) e docente di Lettere latine e greche nello stesso Seminario. Dobbiamo a questo proposito ricordare il suo benemerito servizio nel Seminario Regionale “S. Pio X” di Catanzaro, come Docente di Lettere greche e latine dal 1959 al 1961 e negli anni successivi  come docente delle stesse materie nel Liceo statale “S. Nilo” di Rossano (1963-1964). Come dimenticare anche il suo fedele e puntuale servizio di insegnante di religione nella Suola statale, in diversi Istituti superiori di Rossano Centro e Scalo ed in specie nella Scuola Media “Leonardo da Vinci”, fin dal 1975? Ma anche la formazione teologico-biblica dei Laici gli è stata sempre a cuore e in tale campo  è stato impegnato, possiamo dire, fino agli ultimi anni della sua esistenza, dapprima nella Scuola dei Lettori, poi nella Scuola di Teologia per Laici, fondate negli anni ’70 da Mons. Antonio Cantisani e quindi nell’ Istituto di Scienze religiose “S. Nilo” (1986) e nelle altre realtà formative teologico-pastorali come la Scuola di formazione teologica “Giovanni Paolo II”, fondata da Mons. Santo Marcianò e nei Corsi di formazione per operatori pastorali a livello zonale, attivati negli ultimi anni da Mons. Giuseppe Satriano. Inoltre nella stessa Cattedrale della Città lo troviamo canonico fin dal 1956, sottocantore (1958), teologo (1966), cantore (2007), nonché V. Parroco (1957) e cerimoniere (1958).  Inoltre come non menzionare il suo lungo e fruttuoso apostolato tra i giovani ? Molti adulti ed anziani di oggi lo ricordano come vivace assistente della GIAC maschile (Gioventù di AC) ed in particolare come Assistente diocesano degli Scout (Agesci) negli anni 1957-1971, ma anche assistente di altri gruppi e realtà associative come la Confraternita dell’ Addolorata (1964) e la Polisportiva Rossanese (1967), essendo stato egli un grande sportivo e tifoso della Juventus... E dal 1983, mentre era Arcivescovo Mons. Serafino Sprovieri, svolse il ruolo di Assistente unitario dell’ Azione cattolica a livello diocesano per alcuni anni. Lo stesso Arcivescovo nel 1983 lo aveva segnalato alla S. Sede per la nomina a Cappellano di S.S. e quindi monsignore, insieme ad altri quattro sacerdoti della Diocesi. Anche nella Curia diocesana ha svolto diversi incarichi quali : contabile (1961), membro dell’Ufficio amministrativo e di quello missionario, dell’Ufficio comunicazioni sociali e notaio del Tribunale ecclesiastico (1961), Direttore dell’Ufficio catechistico diocesano (1978) e Direttore dell’Archivio storico diocesano per lunghi anni (1978-2007). A cominciare dal 1967 aveva iniziato a prestare il suo servizio nella Parrocchia SS. Cosma e Damiano, come vicario coadiutore di Don Carlo Terzi e nello stesso anno, alla morte di Don Carlo, come Parroco (25 settembre). E’ qui che ha svolto il suo lungo ed intenso ministero pastorale, anche se ha servito anche la Parrocchia di S. Bartolomeo a Rossano, come vicario economo già nel 1967 e poi dal 1984 in questa stessa Parrocchia, unita in una sola realtà con quella dei SS. Cosma e Damiano, unitamente a quella di S. Bernardino. Ma il suo servizio pastorale lo prestò per alcuni anche nella nuova Parrocchia S. Maria della Pace a Rossano centro, quando ancora la Parrocchia era ospitata in un garage, nel quartiere S. Stefano. Dal 1997 ancora parroco moderatore di S. Bartolomeo ed è proprio in questi anni che abbiamo collaborato in questa Parrocchia, essendo anche io Parroco in solidum della stessa Comunità per alcuni anni (1997-1999).  Gli ultimi anni della sua vita pastorale, fino al 2019, li ha svolti sempre nella Chiesa/Comunità di S. Giacomo, già Parrocchia SS. Cosma e Damiano, come vicario parrocchiale della Parrocchia S. Bartolomeo - a cui già dagli anni ‘80 era unita questa Comunità - collaborando con i diversi Parroci che si sono avvicendati Don Massimiliano Alesina, Don Pompeo Tedesco,  Don Massimiliano Mirante, Don Franco Romano. Da circa due anni, per motivi di salute, aveva lasciato la cura della Comunità di S. Giacomo e viveva nella casa dei suoi familiari, situata nel quartiere Villaggio Santa Chiara a Rossano, amorevolmente assistito dai suoi nipoti Guido e Lucio.

Insomma, una vita pastorale veramente intensa, dedita alla pastorale, alla formazione, all’insegnamento e allo studio a favore delle nuove generazioni e di tutti quelli che gli chiedevano aiuto e supporto, i quali lo trovavano sempre presente nella sua “S. Giacomo”, intento a leggere, studiare,  pregare. Le sue indimenticabili lezioni bibliche, facili ed avvincenti, erano da tutti ricercate sia nell’ Istituto di Scienze religiose che nei vari incontri di formazione,  in Azione cattolica ed in altre sedi. Il suo amore alla Parola di Dio e soprattutto al testo della Sacra Scrittura nel suo originale ebraico e greco, di cui conosceva bene le lingue, la proclamazione dell’ Epistola in greco o del Vangelo nella Chiesa di S. Bernardino in occasione della Domenica delle Palme di ogni anno, insieme a Don Antonino Bennardis o ad altri sacerdoti che si avvicendavano in questo compito, ce lo presentano anche come “il custode” della  tradizione greco-latina nella nostra Diocesi, così come lo ha definito l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano nel suo saluto, che è stato letto dal Parroco della Cattedrale Don Pietro Madeo, in occasione delle esequie liturgiche, celebrate il 20 maggio 2021 nella stessa Chiesa Cattedrale e presiedute da Don Giuseppe Straface, Delegato generale. Don Nicola rimane per tutti noi  “segno e modello” di un amore e di un impegno pastorale e culturale a tutto tondo, a servizio della Città, oggi denominata di Corigliano/Rossano e dell’intera Diocesi, che non potremo dimenticare facilmente. Con lui si chiude un’intera generazione di sacerdoti-pastori, dediti al servizio della gente e della società rossanese, che certamente hanno inciso profondamente e hanno lasciato un’ indelebile impronta evangelica, sociale e culturale. Don Giuseppe De Simone


di Redazione | 02/06/2021

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