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Rossano (Cosenza) - O la rosa o il cardo


di LETIZIA GUAGLIARDI -“Cose assai sorprendenti possono accadere a chi, avendo nella mente un pensiero sgradevole e scoraggiante, abbia semplicemente il buonsenso di accorgersene e scacciarlo via in tempo sostituendolo con un altro pensiero piacevole e ottimista. Due cose non possono occupare contemporaneamente lo stesso posto. Là dove coltivi la rosa, ragazzo mio, non può crescere il cardo.” (Frances Hodson Burnett – “Il giardino segreto”). 
Oggi voglio condividere con te questa riflessione perché so quanto può essere di aiuto nel momento in cui un pensiero molesto fa capolino nella nostra mente. Ultimamente sempre più persone mi confidano che uno o più pensieri negativi hanno preso dimora nella loro testa. Sono come le erbacce che invadono un pezzo di terra e arrivano al punto da soffocare le piante che vi stavano crescendo.

Le erbacce che nascono e crescono nella nostra mente si chiamano ansia, paura, agitazione, dubbio, scoraggiamento, rabbia, risentimento, gelosia, invidia…sono tante, tutte brutte.

Alcune si riferiscono al passato, come l’erbaccia del rimorso o del rimpianto, altre al presente, come l’erbaccia dell’incertezza, altre ancora al futuro, l’erbaccia della preoccupazione, per esempio. Alcune hanno un fondo di verità, la maggior parte sono inconsistenti o, almeno, non così gravi come ci appaiono nella nostra mente ma sono comunque insidiose e insistenti. A tal punto da farci perdere il sonno o dormire male e concludere poco da svegli.

La nostra vita è come un giardino, ha bisogno di cure: il nutrimento giusto (e non mi riferisco solo al cibo), l’acqua, la potatura, altrimenti si lascia la possibilità alle erbacce di intromettersi e di prenderne possesso. E così ciò che avevamo di buono e di bello si indebolisce, sopraffatto dalle erbe cattive. A proposito, queste non hanno bisogno né di cibo né di acqua, crescono lo stesso.

Il giardiniere (o l’agricoltore) sa che strappare semplicemente le erbacce non serve a molto – perché queste hanno delle radici molto robuste e profonde – ma sa che deve prevenirne la comparsa.

Tuttavia, può succedere che una o qualcuna riesca lo stesso a infiltrarsi, e bisogna accorgersene in tempo, prima che si moltiplichi.

Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito! (Matteo 23:26)

Avere l’esterno pulito non serve a niente se l’interno, cioè il cuore e la mente, non lo sono: non preoccupiamoci solo di come apparire agli altri.

Non si può semplicemente dire a un pensiero che ci toglie il sonno: “Va’ via!” (magari!), si deve sostituirlo con un pensiero positivo, bello, che ci dà incoraggiamento, forza e serenità. Come fare?

Un metodo può essere quello di scrivere regolarmente, cioè ogni giorno, il nostro diario della gratitudine e concentrarci per riconoscere quello che ci è capitato nelle ultime 24 ore e che ci fa sentire riconoscenti. Ci credo così tanto, nel potere della gratitudine, da dedicargli un intero capitolo nel mio libro “Il sussurro di un vento leggero“.

Un altro sistema, da abbinare al precedente, può essere quello di riconoscere il pensiero negativo, analizzarlo e accettare le emozioni spiacevoli che ci procura, in modo da saperle gestire: questo tranquillizzerà molto il nostro stato d’animo e, da quel momento in poi, saremo pronti a rimpiazzarlo.

Per chi ha fede, la preghiera è l’arma più potente: Sii forte e coraggioso”! Non temere, non spaventarti, perché il Signore tuo Dio sarà con te ovunque andrai” (Giosuè 1, 9). Il rapporto stretto e quotidiano con Dio aiuta a non rimanere passivi quando si viene attaccati dai pensieri negativi.

Ci vuole tempo, pazienza, fede ed energia: gli stessi ingredienti che ci servono per raggiungere i traguardi più belli, no?

Il 25 aprile abbiamo ricordato la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Perché non iniziare anche la liberazione della nostra mente e del nostro cuore dall’occupazione dei pensieri che ci opprimono?

Teniamolo a mente: o il cardo o la rosa!


di Letizia Guagliardi | 28/04/2021

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