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Rossano (Cosenza) - 40 mila visitatori l’anno per il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”: un record che fa onore a tutta la Calabria


  Il Museo della Liquirizia intitolato alla santa memoria di Giorgio Amarelli ha raggiunto un importante e invidiabile traguardo ben 40.000 visitatori l’anno. La struttura museale, posta nel quattrocentesco palazzo in contrada Frasso - Amarelli è stata fortemente voluta da tutta la famiglia Amarelli ed oggi, fra i musei d’impresa, è quello più visitato d’Italia dopo la Galleria della Ferrari Auto. E’ una bella soddisfazione per la Calabria operosa, per Rossano e per un Casato, che, ben lungi dal consumare ozioso le sue rendite, è simile a quell’aristocrazia francese e quella “classe dei Lord americani che dirigono personalmente le loro aziende, esercitando persino delle industrie o scendendo nel campo a lavorare con l’agricoltore” (Viteritti E, Dai conci al computer, Tribuna, 2, 1986, p. 2). Il Museo, che può essere visitato gratuitamente e su prenotazione, è un percorso suggestivo, compiuto sotto la guida di personale altamente specializzato e squisitamente cortese, attraverso la luminosa e prestigiosa storia dell’industria calabrese della liquirizia in generale e della fabbrica di liquirizia o concio Amarelli in particolare, fondata nel 1731. Questo primato lo ha annunciato con soddisfazione il docente universitario Francesco Amarelli (dell’Università di Napoli “Federico II” di Napoli, della Pontificia Università Lateranense di Roma e componente dell’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze e di Napoli) nel corso di un convegno tenutosi qualche tempo fa a Messina, ove l’insigne cattedratico ha presentato il Giornale di viaggio in Oriente di Vincenzo dei baroni Amarelli da Rossano (1847-1849) e del soggiorno nella città siciliana del famoso viaggiatore (Cfr. anche il prezioso volumetto di Valente G, Stusio Zeta Rossano). Il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli” nel 2001 ha ottenuto il prestigioso premio Guggenheim e nel 2004 è stato celebrato nel 2004 con un francobollo ad esso dedicato dalle Poste Italiane. Le nuove leve della famiglia Amarelli, in perfetta  comunione tra loro, oggi onorano degnamente la memoria dei loro avi e nella fattispecie di Fortunato, Giuseppe e Pasquale, tre giovanotti, che nel 1924, subentrarono al loro genitore Nicola, facendo progredire l’azienda di famiglia mediante la scrupolosa divisione dei compiti, effondendo in Italia e nel mondo quell’inconfondibile profumo della liquirizia di questa nostra terra (Cfr. Acri P.E., L’industria calabrese della liquirizia verso il Duemila, in AA.VV., La dolce industria. Conci e liquirizia in provincia di Cosenza dal VIII al XX secolo, Il Serratore, Corigliano Calabro, 1991). Pier Emilio Acri 

di Redazione | 01/10/2010

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