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Rossano (Cosenza) - Anne e la bellezza che rimane ancora


di LETIZIA GUAGLIARDI - Riconosci questo posto? È la porta che nasconde il rifugio segreto di Anne Frank. Si trova in una sezione non utilizzata della ditta di Otto Frank, suo padre. L’indirizzo è Prinsengracht 263 ad Amsterdam. Si tratta di una sistemazione abbastanza grande, con due piani, pensata per nascondere due famiglie. Tutti i dipendenti della ditta sono a conoscenza del nascondiglio, poiché il personale è poco numeroso. Durante le ore in cui il piano di sotto è occupato, Anne e gli altri devono fare molta attenzione. Anche solo un piccolo rumore potrebbe rovinare ogni cosa e potrebbe far insospettire qualcuno, persone esterne, ad esempio gli operai, i magazzinieri o dei clienti.
Silenzio, finestre chiuse, attesa e ore e ore seduta, spesso in balia della paura. Questa diventa la nuova vita di Anne.

Anche rinchiusa, comunque, lei mantiene il cuore grato, l’entusiasmo tipico della sua età e una determinazione non comune.

“È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare.

Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.“

Cosa sarebbe stato di tutti quei potenziali talenti e ideali ancora bambini e adolescenti come Anne, se non fossero stati distrutti dalla follia omicida dei nazisti? Quanti futuri grandi scrittori, giornalisti e artisti sono stati perduti in questo orribile modo? Quanti medici, scienziati e ingegneri avrebbero portato il loro prezioso contributo al progresso dell’umanità?

"Voglio fare la scrittrice o la giornalista", scrive Anne nel suo diario. Qualcuno ha tolto a lei e a molti altri la possibilità di scegliere se coltivare o sprecare il proprio talento.

Anne si sarebbe sposata, avrebbe avuto dei figli, forse, e magari sarebbe diventata nonna, con dei nipoti a cui raccontare la sua esperienza? O magari avrebbe scelto di dedicarsi totalmente alla sua attività di scrittrice, avrebbe pubblicato il suo diario, sarebbe andata nelle scuole e avrebbe portato il suo messaggio agli studenti? O invece avrebbe ripreso gli studi, si sarebbe diplomata e poi, forse, laureata? Sarebbe diventata giornalista, avrebbe girato per il mondo e avrebbe scritto articoli, magari altri libri, realizzato reportage? Quante cose avrebbe potuto scegliere di fare… se solo non le avessero spezzato il filo delle sue speranze e dei suoi sogni!

“Quanto sarebbero buoni gli uomini, se ogni sera prima di addormentarsi rievocassero gli avvenimenti della giornata e riflettessero a ciò che v’è stato di buono e di cattivo nella loro condotta!

Involontariamente cercheresti allora ogni giorno di correggerti, ed è probabile che dopo qualche tempo avresti ottenuto un risultato”.

Questo suo messaggio è sempre più attuale. Perché il Giorno della Memoria? Perché abbiamo l’obbligo di ricordare? Per non ripetere gli stessi errori, per correggerci, per analizzare ciò che c’è di buono e cosa c’è di cattivo in ciò che facciamo. Ogni sera, prima di addormentarci.

“Mio Dio, ti ringrazio di tutte le cose buone, care e belle” : Anne conclude così le sue preghiere, ogni sera, in tedesco, la lingua dei suoi persecutori.

“Nonostante tutto la mia vita è molto migliorata. Dio non mi ha lasciata sola” – scrive quando si avvicina il momento della cattura.

Siamo stati costretti a ricordarci di essere ebrei incarcerati in casa, privi di diritti, con migliaia di doveri. Noi ebrei non possiamo far valere i nostri sentimenti, dobbiamo essere coraggiosi e forti, prenderci tutte le grane senza lamentarci, dobbiamo fare quello che possiamo e avere fiducia in Dio. Prima o poi questa terribile guerra finirà, e torneremo  a essere uomini e non soltanto ebrei!” (11 aprile 1944) – Fede e speranza. Sempre e nonostante tutto.

“Alla lunga, l’arma più affilata di tutte è lo spirito gentile e cortese” . Vero: la gentilezza è prerogativa delle persone forti. Abbatte le resistenze e i pregiudizi, genera fiducia, apre molte porte.

“A volte penso, qualcuno qui dentro mi capirà? Saprà vedere al di là dell’ingratitudine, dell’essere ebrei o meno, e considerarmi solo per la ragazzina che sono, che ha tanto bisogno di divertirsi?” (24 dicembre 1943).

Anche oggi, in mezzo a tanta miseria, bisogna cercare la bellezza che rimane ancora.

La voce di Anne vibra sempre molto forte dalle pagine del suo diario a quadretti verdi e rossi e ci sprona a riflettere sui nostri comportamenti, sul mondo e sul nostro posto in esso. È una voce potente, nonostante provenga da una ragazzina minuta, costretta a nascondersi in una soffitta affollata, e poi umiliata in un campo di concentramento in cui ha conosciuto tutte le aberrazioni di cui è capace l’essere umano. È la voce di una ragazzina che aveva tanto bisogno di divertirsi.

“Voglio continuare a vivere anche dopo la morte!” Beh… direi che c’è riuscita, anche se in un altro modo.


di Letizia Guagliardi | 03/02/2021

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