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Catanzaro (Catanzaro) - La storia della Diocesi di Catanzaro scritta in un volume di mons. Cantisani


Dopo le pubblicazioni di tante opere storiche, culturali e spirituali, con i profili biografici dei vescovi di Catanzaro dal Concilio di Trento sino al Vaticano II, per il nuovo anno l’Arcivescovo emerito Mons. Antonio Cantisani regala alla comunità un volume di oltre seicento pagine sulla storia della diocesi di Catanzaro, edito dalla casa editrice “La rondine”.

Un atto di profondo affetto verso questa chiesa, che si prepara a vivere, proprio del 2021, le celebrazioni per il nono centenario della fondazione della diocesi.

Mons. Cantisani, che ha guidato, sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II, la diocesi di Catanzaro-Squillace dal 31 luglio del 1980 al 5 aprile del 2003, primo Arcivescovo Metropolita dal 2001, facendo un “omaggio d’amore alla Sposa”, che ancor oggi continua a servire ed amare ogni giorno, attraverso questo prezioso testo di ricerca, ha voluto manifestare attenzione al cammino della sua gente nella consapevolezza che “se uno solo dei fedeli rimane ai margini della costruzione della comunità, le mancherà certamente qualche lineamento del volto di Cristo che essa è mandata a vivere”. Un concetto che l’arcivescovo Cantisani applica commentando le pagine del  volume, rileggendo il passato, il presente e con uno sguardo al futuro da pianificare nella luce del Signore, evitando “ritardi e peccati” che hanno segnato anche il cammino umano della Chiesa, tra “luci ed ombre”, ma sempre vivificato dalla misericordia e dalla grazia del Signore. 

Se nel corso dei secoli, dinanzi alla penuria di fonti antiche autentiche, è emerso un filone storiografico che ha nobilitato le origini cristiane di paesi e città, mettendole in relazione con apostoli, santi, martiri, illustri personaggi della cristianità, Mons. Cantisani, pone un pieno fondamento, attraverso fonti, alla nascita della diocesi di Catanzaro, sotto Papa Callisto II nel 1121, che, nel corso un una Visita Apostolica in Calabria, concedette alla città il titolo e la dignità di Vescovado, consacrando la cattedrale intitolandola a Santa Maria Assunta e ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. Una fondazione suggellata anche dalla consegna delle reliquie di San Vitaliano, Vescovo di Capua. Primo vescovo della diocesi fu Giovanni Capuano Romano. 

Tanti i particolari e le curiosità che l’Arcivescovo Cantisani fa emergere nei vari secoli di storia, segnati da tempi di serenità e tempi di dolore, ma sempre ricchi di speranza e di fiducia nella provvidenza di Dio. 

Tra i particolari, emerge nel testo come la Chiesa di Catanzaro ha respirato per due secoli con “due polmoni”, Oriente e Occidente, vivendo il passaggio dal rito bizantino al rito latino. Ricordiamo che, sempre grazie a Mons. Cantisani, nel 1999 l’antica chiesa di Sant'Omobono, legata in origine al rito greco-ortodosso di Costantinopoli, fu acquistata dalla diocesi, per ritornare a risplendere nella città capoluogo di regione con il suo stile bizantino e normanno. 

In questi secoli di storia, Mons. Cantisani fa emerge anche l’attenzione dei Vescovi verso le povertà e la formazione del clero, ricordando come dal ‘700 in poi anche Catanzaro è stata segnata da belle figure presbiterali come: Ignazio Marincola Pistoia, Antonio Masciari,  Luigi Spadola, Raffaele Fiorentino, Gioacchino Pace e Francesco Antonio Caruso, oggi venerabile. Presbiteri dal cuore grande, che hanno camminato in una comunità diocesana e in una città che sin da subito ha invocato sempre l’aiuto del Signore Gesù e la materna protezione di Maria Santissima, venerata con innumerevoli titoli, assieme anche ai tanti santi patroni, che ancor oggi sono il segno della pietà popolare d’altri tempi sempre viva. Prova né è la tradizionale processione della “Naca” del venerdì santo, che richiama il popolo a rivivere e meditare la passione del Signore per le vie della città. 

 “L’attento lettore – scrive Mons. Antonio Cantisani – potrà scoprire altri aspetti in una realtà che rimane sempre misteriosa. Sposa, dunque, la Chiesa, e, nonostante tutto, Sposa bella. Sarà però senza rughe e senza macchie solo alla fine dei tempi. Oggi, perché raggiunga il suo fine ha bisogno della cooperazione di tutti i membri, libero costruttori di storia. E’, in fondo, un problema di corresponsabilità. Nessun fedele può tirarsi indietro. Tutti dovranno farsi carico appassionatamente dell’edificazione di una Chiesa che assicuri davvero la presenza liberante di Cristo nella storia”. Anche attraverso quest’opera, come sempre, l’Arcivescovo Cantisani invita tutti a saper vivere con gioia ed impegno in una Chiesa “sinodale”, “in uscita”, “inquieta”, “che non prende pace affinché non abbia rivelato il volto di Cristo ad ogni creatura umana”. 

Una Chiesa che possa vedere protagonisti tutti i battezzati, soprattutto i giovani, “perché essi, per la loro età, sono le antenne che percepiscono in anticipo le strade lungo le quali la storia è chiamata a camminare”. g.s.


di Redazione | 13/01/2021

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