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Cariati (Cosenza) - L’attualità di Gianni Rodari, riparte il progetto dell’Istituto comprensivo


Nell’Istituto Comprensivo di Cariati, diretto da Agatina Giudiceandrea, è ripartito il progetto “C’era due volte… Anno Rodariano cariatese”, iniziato lo scorso anno con l’avvio delle celebrazioni che si sono svolte in tutta l’Italia per i cento anni dalla nascita del grande scrittore e poeta, avvenuta a Omegna il 23 ottobre 1920.

Sono stati la stessa dirigente scolastica e i docenti dell’Istituto a voler dare continuità al progetto, curato dall’insegnante Assunta Scorpiniti, che ha coinvolto gli alunni dei tre gradi di scuola dell’Istituto in un percorso integrato nella didattica e caratterizzato da partecipazione e grande entusiasmo, oltre che da spunti importanti e attualissimi.

Mai come ora, infatti, gli elementi fondamentali dell’opera e della pedagogia di Rodari, come la ricerca dell’essenziale, l’ottimismo della fantasia, il senso di comunità, la coscienza ambientale, lo spirito solidale, la comprensione dei più piccoli, esprimono il loro potenziale educativo, diventando simboli di “resistenza” di fronte alle difficoltà e alle paure di questo difficile tempo di pandemia.

Numerose, quindi, le iniziative che hanno dato il via alla seconda annualità del progetto, nel giorno del compleanno del Maestro.

La scuola secondaria di primo grado, mediante risorse audio e video disponibili, ha approfondito la figura e l’opera rodariana, avviando confronti ed elaborazioni sui più svariati temi. La favola dell’uomo “che rubava il Colosseo”, ad esempio, ha dato spunto al dibattito sul tema del “mio”, del “tuo” e della condivisione;  il racconto “C’era due volte il Barone Lamberto” (che dà il titolo al progetto), ha fatto riflettere sul rispetto umano; molte delle innumerevoli fiabe sono state lette, ascoltate, smontate, ricostruite con nuovi significati.

La scuola primaria, invece, oltre a soffermarsi sullo scrittore, le sue storie, le celebri filastrocche, ha dato vita (nelle singole classi, nel rispetto delle norme anti-covid) a reading di alunni, letture condivise, incontri di matematica giocosa, e “inviato” toccanti lettere di buon compleanno; alcuni esempi: “Ti dico grazie per aver reso la scuola più divertente, e la vita un sogno”; “Grazie per avermi fatto conoscere il significato di inventare”; “Le tue filastrocche per tutte le materie ci fanno imparare divertendoci”; “Leggendo in classe le tue storie sono felice”; “Hai insegnato a far studiare con la fantasia e non con la noia”; “La tua arte è fantastica, meravigliosa, immortale, le tue parole resteranno incise nel cuore”.

La scuola dell’infanzia, infine, ha lavorato sull’ascolto e sui disegni; ma sono state tantissime, in tutto l’Istituto, le rielaborazioni “artistiche” delle fiabe e delle filastrocche… in molti casi piccoli capolavori.

L’opera che però ha più ispirato le attività nei diversi gradi di scuola è stata l’immancabile  “Favole al telefono”; le storie raccontate ogni sera dal ragionier Bianchi, rappresentante farmaceutico in trasferta, alla figlioletta che non riusciva ad addormentarsi, sono forse la metafora più azzeccata di questo tempo che ci vuole fisicamente lontani, ma comunque vicini.


di Redazione | 06/11/2020

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