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Rossano (Cosenza) - S'io fossi foco...


Nell'ambito della rubrica "mercoledìconletizia", l'autrice Letizia Guagliardi stavolta ha scritto una storiella, mettendosi nella veste del coronavirus.
di LETIZIA GUAGLIARDI - S'io fossi foco...e invece sono Covid-19… e sono mooooolto meglio! Io vi osservo ancora un po’. S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo; s’i’ fosse vento, lo tempesterei; s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei. Io ho dimostrato di essere più di loro, più del vento, dell’acqua, del fuoco! Sì, perchè io sono il Coronavirus!

Approfitto di un momento di temporanea assenza di Letizia per intromettermi anche qui: mi è piaciuta molto questa vostra abitudine di condividere tutto e siccome io ho fatto qualcosa di cui vado molto fiero, voglio fare lo stesso. Mi devo sbrigare, voglio pubblicare subito questa mia letterina per voi, prima che lei ritorni e continui, davanti a questo dannato computer, con questa DIDATTICA A DISTANZA che avete escogitato per supplire alle scuole chiuse. E bravi!

Già me la vedo quando si siederà davanti a questa tastiera e si accorgerà che è successo qualcosa di strano e poi… quando vedrà che è uscito un articolo da questo giornale online...che divertimento!

Sì, devo ammettere che mi sto divertendo tanto in questi ultimi mesi e ancor di più in questi ultimi giorni, dal 18 maggio. Finalmente vi siete decisi a uscire di casa… eh? Come non condividere con voi l’orgoglio che provo in questo momento?

È stata una strategia geniale, la mia. Farvi credere che mi fossi indebolito, che avessi allentato la presa su di voi e farvi sentire più tranquilli. Mi fate tenerezza.

Avervi visto uscire sorridenti dai vostri portoni, lunedi mattina, camminare sui marciapiedi, bere finalmente un caffè al bar, andare dal parrucchiere… non vi posso esprimere quello che ho provato. Se dico che non posso è perché è vero. Non ho un cuore, come voi, eppure lo stesso provo quella cosa che chiamate rabbia, quando vi vedo passeggiare, ridere e conversare con gli amici, fare attività fisica all’aperto. Quanto vi odio. Vi odio perché vi invidio ma se avessi un cuore vi amerei, anche, perché finalmente vi state riunendo, vi state assembrando, state assaporando di nuovo tutte le piccole, belle cose della vostra vita e io posso riprendere a contagiarvi come si deve.

La cosa veramente ingegnosa, comunque, è che non mi potete vedere. Non nel senso che mi odiate, nel senso che, davvero, non mi vedete perché sono invisibile ai vostri occhi. Eppure mi avvertite, sapete che esisto, proprio come il vento: non lo vedete ma lo percepite, quando vi scompiglia i capelli, quando sentite il fruscio delle foglie sui rami, quando vedete l’acqua del mare incresparsi. 

Fate i bravi, continuate così, non state a perder tempo con guanti e mascherine, l’avete visto com’è difficile procurarvele, no? E continuate a buttarli per strada, vi prego, chi ve la fa fare a cercare gli appositi contenitori! Sì, mi state piacendo, vi vedo più rilassati, finalmente. Mi dispiace solo che non tutti i negozianti hanno aperto. Ma perché… mi chiedo… perchè mi dovete far innervosire!

E quanto mi  fanno innervosire, poi, medici e infermieri… con i turni massacranti che fanno. Se avessi le mani spaccherei a pugni lastre di acciaio, quando li vedo fare l’impossibile per strappare alla morte un contagiato.

Ma quanto rido, in compenso, quando vi vedo impegnati a tappare tutte le falle del vostro sistema scolastico, quello sanitario e bla bla bla. Se avessi gli occhi mi uscirebbero delle lacrimucce, credetemi, davanti a quelle mamme, i loro bambini e gli insegnanti che fanno lezione attraverso uno schermo. E i ragazzi più grandi, poi, quando fremevano chiusi in casa tutto il giorno e tutti i giorni, senza vedere gli amici, senza palestra, senza incontri in piazzetta, senza… lasciamo stare, non voglio infierire su di me. Vi odio, perché avete tante cose, piccole, belle e preziose e solo ora ve ne state accorgendo.

E che invidia che ho provato, anche, quando vi vedevo impastare, infornare, riunirvi a tavola come mai prima per assaporare pizze, pane, biscotti, torte! Avrei voluto avere il naso, per sentire gli stessi profumi e aromi che sentite voi.

E anche quella mania che vi ha preso di stare alle finestre e sui terrazzi per salutarvi, per cantare, per coltivare piante aromatiche e ortaggi, voi… che prima nemmeno vi ci affacciavate, da quei balconi e da quelle finestre. Quanto avrei voluto prendervi a schiaffi, se avessi avuto le mani.

E tutte quelle canzoni, poi? Tutti cantanti, tutti musicisti, tutti ad emozionarvi  con il vostro inno nazionale. Vi detesto, perché non posso provare ciò che la musica vi suscita, quindi nemmeno voi dovete beneficiarne.

Io vi osservo ancora un po’, devo resistere alla tentazione di scendere subito giù, per le strade, nei locali, nei parchi. Non ancora. Aspetto che vi sentiate un altro po’ più tranquilli. E guardiamo anche l’altro lato della medaglia, per favore, perchè me lo merito: vi faccio assaporare un po’ più a lungo i vostri piaceri e i vostri divertimenti.

Purtroppo ora devo concludere, sento che lei sta salendo le scale. Mi raccomando: fate i bravi. Continuate così, anzi…fate ancora di più. Quando vi impegnate siete molto creativi.

Non mi deludete e non mi fatte innervosire. Se avessi le mani me le sfregherei per la contentezza. Dai, datevi da fare. Ci vuole così poco per tornare indietro…

Il vostro

Covid-19 Coronavirus

P.S.: Cari umani, vi state chiedendo perché vi sto avvisando delle mie prossime mosse, vero? Esaudisco subito la vostra curiosità. Perché mi sono stufato di vincere facile, non voglio approfittare più del fatto che per voi sono invisibile e anche perchè questo gioco per me sta diventando noioso.  Perciò voglio donarvi questo vantaggio. Poi…non ditemi che non vi avevo avvertito!


di Letizia Guagliardi | 27/05/2020

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