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Rossano (Cosenza) - L’Arcivescovo Satriano scrive ai detenuti e alla Polizia penitenziaria


“Gentilissima Direttrice e Carissimi tutti, in questo tempo delicato, e duro per tutti, il mio cuore si pone accanto al vostro. Le disposizioni messe in campo dal Governo, protese a proteggere la vita di ciascuno, impongono una distanza che per tutti risulta forzata e contraria a quanto il nostro cuore desidera.

Se questo risulta faticoso e pesante ad ogni cittadino, ed in particolare ad una famiglia, ancor più viene a pesare sul mondo carcerario e su ciascuno degli attori delle nostre case di reclusione: reclusi e corpo di polizia penitenziaria.

     A tutti desidero far giungere la mia vicinanza paterna, colma di ammirazione e affetto per quanto siete costretti a vivere, e per il modo, ricco di civiltà e rispetto, con cui state vivendo questo momento. Mentre vi scrivo sono in cappella, dinanzi al SS. Sacramento e a Lui, a Gesù, affido ciascuno di voi e le vostre amate famiglie.

     Quella che stiamo attraversando è una dura prova, non mandata da Dio, ma frutto di una sfrenata corsa egoistica al benessere che ora si ritorce contro noi stessi.

Supereremo questo momento se ciascuno saprà assumersi la propria responsabilità, non solo nell’osservanza dei decreti legge del Governo, ma soprattutto se saprà assumersi la responsabilità dell’altro, in una reciprocità attenta e premurosa.

     Il Signore non ci abbandona, Egli non gioca ai dadi con noi, ma con noi combatte e soffre.

Tutti siamo chiamati a riflettere su quanto ci accade. L’aver dimenticato il valore della vita che ci è stata donata, ha armato la pistola del nostro egoismo giungendo a colpire tanti innocenti.

Accecata dal potere e dal successo l’umanità ha dimenticato valori come la giustizia, la verità, il rispetto, l’amore. Anche in momenti come questi troviamo persone capaci di approfittarsi della paura e della sofferenza dei propri simili, tentando di accumulare denaro e non immaginando che da un momento all’altro gli potrà essere chiesto conto della propria vita.

     Quanto viviamo in questi giorni è una forte provocazione per tutti noi, nessuno escluso: un minuscolo essere, un virus, sta mettendo in ginocchio le potenze del mondo, l’economia e migliaia di vite umane.

     Il nostro orgoglio sferzante è impotente dinanzi a qualcosa di infinitamente piccolo. Dio ci è accanto, anche Lui nella logica della piccolezza e oggi ci invita a guardare alla vita, agli altri partendo da piccoli, ma significativi, sinceri gesti d’amore.

     L’esempio di tanti medici e operatori sanitari che stanno dando la loro disponibilità, la loro vita, per salvare quella di tanti uomini e donne, o quello di un sacerdote 72enne di Bergamo che ha rifiutato il respiratore, donatogli dalla parrocchia, per salvare la vita di un giovane ricoverato con lui, sono testimonianze forti per considerare come la vita va affrontata in questo tempo

     Siamo chiamati alla conversione, una conversione radicale che ci faccia riconsiderare tutto del nostro vivere e ci faccia tornare a Dio e alla bellezza della vita con tutto il cuore.

     Coraggio, fratelli e figli amati, siamo tutti chiamati a lottare, non fuori di noi, bensì dentro il nostro cuore: il Signore dall’alto della croce non ci farà mancare la sua forza e la sua misericordia.

Questo virus che soffoca la nostra esistenza non ci toglierà il respiro del cuore, apriamolo a Dio e nella preghiera, sincera e personale, rivestiamoci delle “armi della luce”: mitezza, pazienza, umiltà, bontà.

     Con il mio saluto vi giunga il saluto della nostra intera Comunità ecclesiale. Auguro a tutti voi ogni bene e, non potendoci vedere per Pasqua nel vivere la lavanda dei piedi, bacio i piedi di ciascuno per ricordarvi l’amore grande con cui il Signore desidera abbracciare la vita di tutti noi. Buon cammino e buona Pasqua di Risurrezione. Coraggio, tutti insieme ce la faremo! Vi benedico con affetto grande". + Giuseppe Satriano - Arcivescovo


di Redazione | 13/04/2020

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