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Cariati (Cosenza) - Cufari: Nuova minaccia per le colture agricole


“La Calabria rischia di pagare cara la nuova minaccia per le colture del settore agricolo: le specie aliene. Batteri, insetti e altri animali che, per via del cambiamento climatico, del trasporto delle merci tra continenti diversi e dell’intervento umano su alcuni ambienti, si stanno spostando e propagando anche in aree dove non erano presenti sinora”. È quanto ha evidenziato Francesco Cufari, presidente della Federazione calabrese dei dottori agronomi e forestali. “I due esempi più pericolosi ed eclatanti in Italia – ha detto - sono la Xylella e la cimice asiatica (Halymorpha halis), la prima che ha intaccato il patrimonio olivicolo pugliese, la seconda che invece sta mettendo a serio rischio le colture di tanti agricoltori, sinora prevalentemente nella Pianura Padana, ma che adesso sembra essere arrivata fino alle nostre latitudini. La Calabria deve innanzitutto attivare un’azione di mitigazione della diffusione e dell’impatto di queste specie; e poi imparando da quanto accaduto anche in altre regioni, attivare tutte quelle misure di prevenzione e controllo, che permettono di ridurre i rischi per le colture e limitare la diffusione delle specie aliene anche ad altri territori”. A giudizio del dottore Cufari “come già proposto dalla Federazione dell’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali della Calabria, c’è bisogno che la nuova giunta regionale intervenga su queste materie con azioni concrete, il settore della Difesa fitosanitaria va potenziato e qualificato in considerazione delle diverse emergenze (Xylella, Cimice asiatica, patogeni alieni agrumi, ecc.) che potrebbero colpire le nostre colture tipiche anche attraverso la costituzione di una specifica task force (Regione, Università, Centri di Ricerca, Arsac). E vanno tempestivamente pubblicate linee guida informative di azione e contrasto, solo così la nostra agricoltura potrà limitare i danni causati da queste e altre specie aliene che certamente nei prossimi anni arriveranno a colpirci e contaminarci”. Per Cufari c’è bisogno di “informazioni chiare e di un’azione sinergica tra i diversi attori coinvolti,  poiché ci deve essere, da una parte la certezza di controlli rigorosi, dall’altra che ai controlli seguano le azioni giuste per mitigare questi fenomeni e garantire che le nostre colture tipiche non vengano danneggiate in maniera seria”. Il presidente Cufari ritiene che “un rapporto stretto tra esperti, università, Arsac, agricoltori ed enti pubblici sia la strada migliore per affrontare problematiche enormi e impattanti come quella delle specie aliene”.

 


di Redazione | 11/02/2020

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