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Crosia (Cosenza) - “Mani unite per il Congo”, 250 persone all’iniziativa della parrocchia “San Francesco d’Assisi”


Anche l’edizione 2020 dell’iniziativa “Mani unite per il Congo” ha ottenuto un gande successo. Un’azione di solidarietà proposta dalla parrocchia “San Francesco d’Assisi” della frazione Sorrento di Crosia. Circa 250 persone hanno aderito alla una “Cena di solidarietà” che la comunità parrocchiale, guidata da don Claudio Cipolla, ha lanciato ai propri parrocchiani. L’iniziativa, realizzata presso il “Castello Flotta” di Mandatoriccio Mare, dove sono tate messe a disposizione, gratuitamente, la sala ricevimento e le cucine, oltre ad alcuni cuochi della stessa struttura. I giovani della parrocchia si sono prodigati nella preparazione dell’evento e nel servire tutta la sera. Tanti benefattori  hanno donato pasta, carne, vino, frutta torta ecc.  Il tutto è nato da un’idea di Antonella Scatigna, pluri-premiata chef pugliese, che nel 2010, in occasione di un viaggio ha deciso di dare una mano concreta a dei piccoli orfani con poche speranze, creando uno spazio autosufficiente per i bambini. A lei si sono aggiunte presto tante altre persone desiderose di aiutare. “Partii da sola e fui ospitata da un orfanotrofio il cui nome in italiano – ha commentato la stessa signora Scatigna - significa ‘Segno di speranza’. Condividere le mie giornate con i bambini dell’orfanotrofio, in Congo ha completamente cambiato le mie priorità. Veder soffrire piccoli innocenti per cause per noi impensabili, come la mancanza di cibo o di medicine, è un’esperienza che non si dimentica facilmente e senza voler provare a fare qualcosa per donare un aiuto”. Don Claudio Cipolla e i giovani della parrocchia della frazione Sorrento di Crosia hanno conosciuto per caso Antonella nel suo ristorante e sono rimasti immediatamente colpiti dalla tenacia e dall’ambizione di questo progetto. Già lo scorso anno è stata organizzata la prima cena di solidarietà per contribuire al progetto della realizzazione di una piccola clinica per i bambini di Katana. Mani Unite per il Congo, ha un solo obiettivo rendere il mondo un posto migliore e i parrocchiani di “San Francesco d’Assisi” hanno contribuito, ancora una volta,  a far si che questo si possa realizzare.  Ai tavoli ogni segnaposto aveva il nome di un bambino in segno di ringraziamento per quello che hanno ricevuto. Anche ogni tavolo aveva il nome di un bambino all’interno di un vaso con un ramo d’ulivo, per rappresentare il seme piantato, con la preghiera e la speranza che possa germogliare e rendere davvero il mondo un posto migliore. Se gli eventi di beneficenza costituiscono il momento di condivisione del progetto e di raccolta delle risorse, è la seconda fase del programma a rappresentare, annualmente, la vera opera di solidarietà: nel mese di febbraio di ogni anno, infatti, la stessa coordinatrice del progetto parte alla volta di Katana per consegnare personalmente le somme raccolte e programmare l’avanzamento dei lavori. Il contributo ai programmi di autocostruzione dell’orfanotrofio e di scolarizzazione dei giovani ospiti rappresenta un’opportunità di sviluppo indispensabile per la comunità e per la crescita dei suoi bambini, in una condizione di grave difficoltà economica ed emarginazione.  


di Redazione | 15/01/2020

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