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Cariati (Cosenza) - Lo storico Ferraro ha presentato ai liceali il libro “Resistere. Trincea e prigionia nell’Archivio Barberio”.


Continuano i grandi eventi all’Istituto di istruzione superiore Cariati, guidato dal dirigente scolastico Sara Giulia Aiello. Nei giorni scorsi lo storico Giuseppe Ferraro ha presentato ai liceali il suo volume “Resistere. Trincea e prigionia nell’Archivio Barberio”.

L’iniziativa si è svolta presso l’aula magna del Liceo “Patrizi”. È stato un modo per fare dialogare la ricerca universitaria con la didattica nelle scuole, attraverso questo volume che contiene le biografie dei prigionieri di Dunaszerdahely in Ungheria.

L’incontro, molto partecipato, è stato uno dei tanti incontri con l’autore programmati quest’anno al Patrizi di Cariati ed è stato organizzato dalla prof.ssa Michela Boccuti, docente di storia e filosofia dell’Istituto, grazie alla disponibilità della dirigente Aiello che è intervenuta personalmente e che è sempre pronta ad accogliere iniziative formative di tale pregio. La ds dell’’Iis Cariati che ha introdotto l’evento, ha rimarcato l’importanza didattica di giornate di questo tipo proprio perché “i ragazzi hanno bisogno di capire il passato per meglio comprendere il presente, orientare il loro futuro e incentivare lo sviluppo del senso critico necessario per discernere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, la verità dalla falsità”.

E gli allievi del “Patrizi” sono rimasti incantati ad ascoltare le parole del prof. Giuseppe Ferraro,  docente di storia e filosofia dalla lunga e ricca biografia professionale che riesce a coniugare la ricerca scientifica con la didattica, come dimostra il suo impegno nella formazione dei docenti: è dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di San Marino, ricercatore presso l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’età contemporanea nonché deputato di Storia patria per la Calabria; collabora  con l’Università della Calabria e l’Università per stranieri di Reggio Calabria e fa parte inoltre della redazione della rivista «Giornale di Storia contemporanea» e il «Pensiero storico»; dal 2018 anche del Centro studi “Paolo Prodi” per la Storia costituzionale (Università di Bologna). Le sue ricerche hanno ricevuto importanti riconoscimenti tra i quali: “Spadolini-Nuova Antologia” a Firenze, “P.P. D’Attorre” a Ravenna, “Troccoli Magna Graecia” e “Amaro Silano” in Calabria. Inoltre la sua recente monografia Il prefetto e i briganti (Le Monnier-Mondadori) ha ricevuto anche la menzione speciale al premio “Sele d’oro” ed è stata tra le cinque finaliste nazionali dell’Opera prima SISSCO nel 2017.  Ha pubblicato tantissimi lavori tra i quali spiccano quelli sulla questione unitaria italiana, il brigantaggio, classi dirigenti liberali, la Prima guerra mondiale, il fascismo, le guerre coloniali, gli internati militari (IMI) e la Resistenza; collabora con il Dizionario biografico degli italiani della Treccani e con l’enciclopedia internazionale 1914-1918-online. International Encyclopedia of the Firt World War, su percorsi didattici e questioni relative alla formazione docenti durante la fase del Tfa. Attualmente è presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano-Comitato Provinciale di Cosenza.  

“Resistere. Trincea e prigionia nell’Archivio Barberio” è la sua ultima fatica e ha rappresentato il frutto delle ricerche portate avanti in seno all’Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea con sede presso l’Università della Calabria.

“Attraverso fonti pubbliche e private (italiane e austro-ungariche) anche inedite – ha spiegato la prof.ssa Boccuti nel suo intervento - l’autore è riuscito a ricostruire il complesso mondo delle trincee e dei campi di prigionia durante la Prima Guerra Mondiale.

In particolare - ha continuato la stimata docente del Patrizi - l’esperienza individuale di Bernardo Barberio, capitano nel 142° Reggimento fanteria Brigata Catanzaro, è servita all’autore per ricostruire i modi della partenza al fronte, la vita in trincea, i rapporti con la popolazione civile e con le gerarchie militari, le fasi dei combattimenti, la prigionia nei campi austro-ungarici e i tentativi da parte dei prigionieri di resistere alla fame, al freddo, all’abbattimento umano e morale”.

Tanti sono stati gli interventi da parte degli alunni, che hanno molto apprezzato il grande percorso didattico cui hanno partecipato: i loro contributi sono stati intervallati dalle intermezzi musicali del prof. Antonio Bevacqua; di grande interesse anche l’intervento della prof.ssa Ientile che ha citato Kirchner, artista dell’espressionismo tedesco il quale ha descritto nei suoi dipinti l’alienazione dell’essere umano davanti agli orrori della guerra. Presente anche il sindaco di Cropalati, Luigi Lettieri: molto apprezzato dalla platea il suo intervento.


di Redazione | 18/12/2019

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