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Rossano (Cosenza) - La via giusta


di LETIZIA GUAGLIARDI -  Se "cosa sei" e "cosa fai" coincidono,  allora hai trovato la via giusta. Coerenza, dal latino cohaerentia, è derivato di cohaerìre: “essere unito, connesso”. Il lavoro che faccio… rispecchia ciò che sono, ciò che penso e i valori in cui credo? Quello che faccio mi dà soddisfazione? Mi fa sentire bene? Mi fa sentire utile? Sento di aver trovato il mio posto nel mondo? A cosa sono connesso (esclusi Facebook e gli altri social)?

Anche oggi sono in vena di manifesti, perciò pubblico alcuni dei 52 punti del Manifesto del lavoro ben fatto – quelli che ritengo più adatti a questo articolo.

7. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dell’amore per quello che si fa e del piacere di farlo.

16. Non importa quello che fai, quanti anni hai, di che colore, sesso, lingua, religione sei. Quello che importa, quando fai una cosa, è farla come se dovessi essere il numero uno al mondo. Il numero uno, non il due o il tre. Poi puoi essere pure il penultimo, non importa, la prossima volta andrà meglio, ma questo riguarda il risultato non l’approccio, nell’approccio hai una sola possibilità, cercare di essere il migliore.

17. Lavoro ben fatto è mettere sempre una parte di te in quello che fai.

18. Lavoro ben fatto è il calore che fai quando fai bene qualcosa, qualunque cosa tu faccia, progettare un ponte, pulire una strada, lavare il pavimento del bar dopo che hai abbassato la saracinesca.

19. Lavoro ben fatto è rispetto di sé, visione, fiducia, voglia di non arrendersi.

20. Lavoro ben fatto è soddisfazione, conoscenza, creatività, potenziale, intelligenza, intraprendenza, connessione, autonomia, innovazione, dedizione, professionalità. Delle persone e delle organizzazioni.

22. Lavoro ben fatto è intelligenza collettiva, bellezza che diventa ricchezza, cultura che diventa sviluppo, storia che diventa futuro.?

29. Il cambiamento riguarda tutti.

51. Siamo quelli del lavoro ben fatto e vogliamo cambiare il mondo.

52. Nessuno si senta escluso.

Riconosco che parlare di lavoro ben fatto, di questi tempi, può sembrare una provocazione, vista la  scarsità di posti, i lavori precari e quelli mal retribuiti. Eppure credo che dare valore al lavoro ben fatto possa essere un incentivo al cambiamento, quello che potrebbe portare a migliorare lo stato delle cose e che potrebbe darci la motivazione giusta, quella che ci spinge a portare avanti un progetto o qualsiasi altro obiettivo nonostante gli ostacoli.

Purtroppo si vedono molto spesso lavori svolti controvoglia, senza orgoglio e in modo approssimativo. Chi ha stima di se stesso, che sa chi è e cosa vuole per la sua vita, non vuole accontentarsi di essere mediocre nel suo lavoro. Non è che non vuole… proprio non ci riesce! Ha una via che ha già tracciato, che lo rende felice e grato, e che genera integrità (pensiero e azione diventano la stessa cosa) e fiducia (nel senso di affidabilità: chi ti concede fiducia lo fa perché crede nei tuoi valori e nelle tue competenze).

Non servono a niente i bei discorsi,  le belle promesse e i “sepolcri imbiancati”.

La nostra vita deve parlare per noi. È lei il nostro messaggio.

«Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità.» (I Giovanni 3,18)


di Letizia Guagliardi | 16/10/2019

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