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Calopezzati (Cosenza) - Alberto Bertoli ha interagito in piazza Garibaldi


Una piacevole serata dalla valenza sociale si è svolta nella centralissima piazza Garibaldi di Calopezzati centro.  Un ospite d’eccezione ha caratterizzato una valida manifestazione estiva. Nella cittadina ionica è giunto Alberto Bertoli, rocker sassolese, figlio del grande Pierangelo. Non solo un concerto, ma soprattutto un momento di interazione sulla vita del cantautore, partendo dalla sua fanciullezza, mediante un viaggio percorso grazie alla musica. L’iniziativa, voluta e organizzata da Greta Astone, in sinergia con le associazioni "Araba Fenice", "Baia di Borea" e Proloco, con il patrocinio del Comune di Calopezzati, ha visto la partecipazione di un folto e interessato pubblico. La manifestazione è stata coordinata dal sociologo e giornalista Antonio Iapichino, il quale ha dato un taglio di carattere socio antropologico al dialogo con l’artista emiliano. Un continuo ping pong giornalistico mediante il quale c’è stata l’opportunità di offrire al pubblico una conoscenza globale del gentile ospite. Ad apertura di serata, dapprima un saluto introduttivo di Greta Astone, letto da Vanessa Scigliano, poi, l’intervento istituzionale del vicesindaco, Pasquale Pedace, il quale ha evidenziato la valenza artistica della musica portata avanti dal cantautore. Nel corso dell’iniziativa, mediante la conversazione con il sociologo Iapichino, Alberto Bertoli ha effettuato una panoramica ampia sul pensiero e il percorso musicale portato avanti dal proprio genitore, Pierangelo Bertoli, quale figura emblematica della canzone d'autore italiana dagli anni settanta ai primi anni 2000, spaziando dalla musica popolare al rock, con testi diretti e densi di riferimenti sociali e politici. Ora Alberto Bertoli, attraverso un  libro, dal titolo ‘Come un uomo’, scritto insieme a Gabriele Maestri, giornalista e amico del cantautore ripercorre e racconta tantissime storie e aneddoti, tra ricordi di vita con il padre e il tour del 2014 dove Alberto ha portato in tutt’Italia il suo primo cd, con grande successo. A Calopezzati ha parlato dei suoi compagni di viaggio, i musicisti, che definisce i “giullari”. A suo giudizio nascere in una famiglia di un cantautore non significa nascere artisti. Ha raccontato che il papà non voleva che lui facesse il musicista. Ha evidenziato il bisogno di farsi comprendere da chi ascolta. Ha sottolineato che cantare a “Muso duro” (scritta nel 1979 dal papà, in cui ha espresso la sua rabbia verso un certo mondo discografico che bada solo alle vendite e al lato commerciale) lui sente che ogni persona vede lustrare la propria dignità. Il cantautore, inoltre, ha fatto cenno alla Statale 106, al bisogno di un ammodernamento e all’azione meritoria dell’Associazione “Basta vittime Ss 106” portata avanti dal presidente Fabio Pugliese. Alberto Bertoli ha riferito che faceva sentire a suo padre ogni pezzo che egli scriveva. Ha parlato dell’importanza delle canzoni dialettali e del suo lavoro di logopedista. Numerosi i brani che egli ha cantato a Calopezzati, molti dei quali del suo nuovo cd “Stelle” e altri del compianto, ma vivo grazie alla musica, del proprio padre Pierangelo.


di Redazione | 03/09/2019

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