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Rossano (Cosenza) - Un calabrese e le opportunità intelligenti


di LETIZIA GUAGLIARDI - Ci sono calabresi attenti e curiosi che le opportunità intelligenti non se le fanno sfuggire di certo. Non importa il luogo in cui nascono e vivono, non ostacolano gli ostacoli che si trovano davanti, non frenano le partenze svantaggiate. Quando nella testa e nel cuore scatta in loro quel qualcosa si avviano, si inoltrano su un terreno sconosciuto e, man mano che proseguono, imparano come arrivare nel posto che hanno intravisto. E lì costruiscono il loro futuro, un futuro che ha tante buone potenzialità, per loro e per chi è intorno a loro.

Il 19 agosto sono stata invitata alla cerimonia di premiazione di un calabrese che, partito  ragazzino  dal suo paesello – Caloveto – ha seguito un sentiero che lo ha portato a essere uno fra i migliori pizzaioli d’Italia. Ha aperto diverse pizzerie, prima a Firenze, poi a Milano, e ha raggiunto un livello altissimo di preparazione in un settore  molto esigente e competitivo.

Lui si chiama Pasquale Pometto e la manifestazione alla quale ha partecipato è “Calovetesi nel mondo – premio conferito ai cittadini di Caloveto che si sono distinti in Italia e nel mondo tenendo alto il nome e i valori di Caloveto”.

In questo post non mi soffermo a descrivere l’originalità dei locali aperti da Pasquale nè la bontà delle sue pizze e del suo panino, il “Pometto” – (in Internet ci sono decine di articoli e centinaia di recensioni su questo). Voglio, invece, concentrarmi su una frase che ha detto in un’intervista:

Sono diventato imprenditore per la mia passione per il marketing; quando lavoravo nelle pizzerie studiavo gli errori dei miei datori di lavoro: non sorridevano mai, non ci sapevano fare coi clienti, non sceglievano mai la strada della qualità, non premiavano il personale valido…

Le frasi in grassetto sono mie perché in questo post voglio evidenziare quello che io condivido con lui: fin da ragazzo aveva una “visione”, la visione della propria vita e ha lavorato sodo per realizzarla. Ha avuto fiducia in se stesso, ha imparato dai maestri nel suo campo, non si è lasciato ingabbiare da confini prestabiliti, ha rispetto per il suo personale e per i suoi clienti.

Se guardi le foto delle sue pizzerie (ma sarebbe meglio andarci di persona) e lo osservi mentre sforna sorridendo le sue prelibatezze o mentre coccola i clienti (fanno la fila davanti la porta ma è un’attesa piacevole perché i camerieri vanno di continuo a offrire assaggini appena sfornati e prosecco) ti accorgi che ha trasformato il suo lavoro nella sua arte.

Quella sera chi lo ha conosciuto da bambino mi ha raccontato che era un vero monello di strada, sempre pronto a fare scherzi e dispetti e poi, parlando con lui, ho visto quello sguardo curioso e birichino che, grazie a Dio, ancora conserva intatto.

Questo mio articolo è dedicato:

a lui perché è un vanto per tutti noi calabresi: quando scrivono articoli entusiasmanti su Pasquale Pometto o lo intervistano o gli consegnano dei premi viene considerata la parte buona e bella della nostra terra;

a tutti i giovani (soprattutto a quelli che si sono appena diplomati e stanno “aspettando” il loro futuro). Il futuro non si aspetta (campa cavallo!). Ciascuno è artefice della propria sorte diceva il senatore dell’antica Roma Sallustio. E io ci credo. Intorno a noi ci sono tante opportunità (a volte sembrano insignificanti), a tutti viene consentito l’accesso a quello che rende la vita abbondante (dopo la famiglia e le relazioni). Per questo bisogna stare con gli occhi e le orecchie sempre aperti e attenti e il cervello sempre attivo;

a tutti gli altri, soprattutto a chi vede il proprio lavoro come un nemico e non come un alleato. Siamo tutti artisti, qualunque sia il nostro campo, e quindi dobbiamo investire nelle risorse che fanno la differenza: grinta, originalità, determinazione, dedizione, coraggio, fede. Chi attinge a questi “pozzi” lascia un segno nella società, come sta facendo il tornado calabrese che continua a sfornare pizze e a stupire da quando aveva quattordici anni e ha vinto il campionato del mondo nel 2004.

Le opportunità di progredire vengono accordate a ognuno di noi. C’è chi le vede e scende in campo e c’è chi si siede e sta a guardare.

Se vuoi, puoi segnalare qualche tuo compaesano che si è distinto in Italia e nel mondo e ha dato valore alla Calabria. Ce ne sono tanti, quindi… che aspetti ?!

Alla fine della cerimonia (Pasquale Pometto, al centro, con la camicia bianca)

Letizia Guagliardi


di Letizia Guagliardi | 28/08/2019

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