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Paludi (Cosenza) - Concluso il Piccolo Festival delle Spartenze


“Spartenze come partire, ripartire e fare ritorno in una terra che può e deve tornare a essere un luogo in cui vivere… per sempre». Sta tutta qui, nelle parole di Giuseppe Sommario, ispiratore, ideatore e anche direttore del Piccolo Festival delle Spartenze, la filosofia di un evento pensato per chi ha lasciato la terra del Sud per non farvi più ritorno e per i tanti giovani che oggi, invece, vogliono trovare un motivo, un’ancora solida per non abbandonare le proprie origini. Siamo terra di diaspora ma possiamo essere nuovamente terra di ritorno”. Si è conclusa a Paludi, tra musica, sapori dell’identità e messaggi forti la quarta edizione del Piccolo Festival delle Spartenze, contenitore artistico-culturale promosso dall’associazione AsSud, quest’anno dedicato al valore della Casa come luogo di ritrovo e di condivisione, che per quattro giorni ha animato con concerti, momenti di dibattitto e confronto, viaggi e “colazioni” enogastronomiche i piccoli centri della Sila Greca e portato alla scoperta dei tesori della grande Corigliano-Rossano. "Il Festival delle Spartenze – racconta Giuseppe Sommario – parte da un’espressione, che è stata quasi un viaggio onirico nel tempo, di Za’ Chiara di Cropalati, una donna emigrata con il suo carico di speranze e nostalgia, in Argentina: “U’ vi scurdat e nua”. Ero lì, insieme ad altri amici, a Buenos Aires, sul Rio de la Plata, qualche anno fa e quella frase mi ha aperto un mondo, consegnandomi una responsabilità. Quella di raccontare l’emigrazione. Con il Piccolo Festival delle Spartenze  vogliamo raccontare tutti. Le singole storie di emigranti di chi ce l’ha fatta, di chi è tornato e anche di chi è appena partito lasciando questa terra". Ma un altro obiettivo del Festival, spiega ancora Sommario, è quello di tessere legami, di favorire incontri.  Il Piccolo Festival delle Spartenze è anche non avere paura dell’altro. “Spartire e dividere esperienze – aggiunge Sommario – è essenziale per dare forza a chi rimane di essere vere sentinelle del loro territorio senza avere paura delle diversità. E questo è un discorso che vale soprattutto in Calabria dove i calabresi per secoli e anche oggi hanno rappresentato e rappresentano  il “diverso”. Nonostante tutto abbiamo contribuito a fare le fortune delle civiltà in cui siamo emigrati. Ecco, dovremmo avere il coraggio adesso – precisa – di saper fare il contrario: di accogliere e fare leva sulla diversità”. I premi Spartenze quest’anno sono stati assegnati a Carmine Lupia, presidente della Riserva naturale Valli Cupe, e alla Maison Cestino, che ha scelto di continuare a lavorare e produrre con il suo atelier nella Sila Greca. 


di Redazione | 11/08/2019

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