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Oriolo (Cosenza) - Il saluto commosso del sindaco Bonamassa nel giorno della cittadinanza a D'Adamo


L’ultimo Consiglio Comunale dell’Amministrazione Bonamassa  Oriolo ha registrato, lunedì 20 maggio, il conferimento della cittadinanza onoraria a Vito Maria Rosario D’Adamo, originario della provincia di Potenza e funzionario della presidenza del Consiglio dei Ministri – Mibac. “Per aver contribuito al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del nostro Comune […] nonché per l’esemplare affezione e interessamento verso la nostra comunità [… ]”, così si legge sulla pergamena consegnatagli dal sindaco Giorgio Bonamassa nel corso dell’assise e sottoscritta anche dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Vincenzo Diego e dal presidente del Consiglio Comunale, Alfredino Acciardi. Presenti alla seduta, anche i consiglieri Domenico Bonamassa, Chiara Vivacqua e Maria Grazia Farina; nonché il segretario comunale, Carmela Liguori. Ospite della seduta, il prefetto della Provincia di Cosenza, Paola Galeone che ha rimarcato la sua vicinanza ai comuni, esprimendo simpatia e allo stesso tempo impegno verso i paesi dell’Alto Jonio.

“Quando mi sono insediata, l’anno scorso, mi hanno subito proposto di visitare i comuni del Tirreno cosentino – racconta il rappresentante del Governo sul territorio -. Ma io ho pensato anche di conoscere l’Alto Jonio cosentino (al quale mi sento legata, essendo originaria di Taranto) con tutti i suoi comuni interni portando la vicinanza dello Stato”. Tra gli scranni dell’assise anche il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo; il presidente del Consiglio Comunale, Maria Francesca Aloise e l’architetto Mariano Bianchi per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Presenti anche la locale Polizia Municipale e i Carabinieri della Caserma di Oriolo. Nella prima parte del Consiglio Comunale è stato approvato il rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2018 (senza il voto della minoranza, assente) che permette di lasciare in eredità alla futura amministrazione un bilancio sano.

“Un atto di responsabilità - ha ricordato il presidente del Consiglio Acciardi - apprezzato anche dal Prefetto che ha sottolineato come non tutte le Amministrazioni a fine mandato si preoccupano di adottare questo provvedimento, lasciando poi subito questa incombenza alla nuova assise. E’ toccato, invece, al vicesindaco Vincenzo Diego presentare la persona di Vito D’Adamo, che incarna la figura esemplare del funzionario dello Stato, animata da rettitudine e professionalità. D’Adamo si è messo da subito a disposizione per il recupero, prima, della Cappella di San Rocco (del 1650) che è stato consegnato alla storia come un intervento di perfetta sinergia istituzionale e messa in pratica reale della progettazione con l’effettivo utilizzo delle risorse economiche dovute. Dopo appena un anno dalla presentazione del progetto, l’opera è stata inaugurata: cosa rara in Calabria. «Non ho mai visto tanta gente commuoversi davanti all’inaugurazione di una cappella. Una delle più belle feste che ricordi degli ultimi 20 anni. Lo Stato ha il dovere di dedicarsi anche ai piccoli monumenti dei piccoli comuni, che raccolgono la storia di una comunità», ha commentato così il dottore D’Adamo nel prendere la parola dopo la consegna della pergamena e dopo aver esordito dicendo: “Oggi è anche il giorno del mio compleanno”.

D’Adamo ha sostenuto il Comune di Oriolo anche per il restauro della Chiesa Madre di San Giorgio Martire, dove per la prima volta i finanziamenti della CEI sono stati abbinati a quelli del MIBAC, diventando così una sorta di progetto pilota che sarà preso a modello anche in altre parti d’Italia, a cominciare dal Patriarcato (diocesi) di Venezia che intende utilizzare questo modus operandi per le proprie chiese. E in ultimo, il contributo del dottor D’Adamo è stato significativo per quel che riguarda il recupero dei resti del convento di San Francesco d’Assisi – datato 1439 e illustrato ai presenti dallo storico Vincenzo Toscani – rinvenuto su un terreno privato e poi donato al Comune dalla signora Maria Antonietta Chippari che nella seduta del Consiglio Comunale ha ricevuto una targa di ringraziamento. “In questo momento dichiariamo ufficialmente aperto al pubblico il sito archeologico del convento”, ha dichiarato il vicensindaco Diego, che con questa azione consegna alla comunità e ai futuri amministratori il suo testamento politico di impegno e risultati raggiunti.

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Vito Maria Rosaria D’Adamo si colloca, infatti, a suggello di un percorso di recupero di Beni Culturali che ha visto l’Amministrazione Comunale di Oriolo, sotto la spinta propulsiva dell’assessore alla Cultura, Vincenzo Diego, programmare, intercettare finanziamenti e realizzare recuperi che hanno permesso ad Oriolo di collocarsi in una posizione di privilegio nel circuito turistico. “Adesso, chi viene ad Oriolo sa cosa fare”, ha esclamato il presidente del Consiglio Comunale, Acciardi. L’assise si è conclusa con il saluto commosso alla cittadinanza del sindaco Giorgio Bonamassa, che non si è ricandidato dopo cinque anni di mandato. “E’ stato per me un onore essere il primo cittadino di questa comunità. I risultati sono sotto gli occhi di tutti – ha commentato Bonamassa -. Ogni azione amministrativa è stato il frutto di un’analisi attenta dei reali bisogni dei cittadini. Mi scuso se ho mancato in qualcosa – ha concluso -. Ma sono sereno, perché sono consapevole di avere sempre agito per amore di Oriolo e degli oriolesi”.


di Redazione | 25/05/2019

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