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Cosenza (Cosenza) - Massimo Ranieri commuove il Rendano con il Gabbiano di Cechov


Un grande successo per l'ultimo appuntamento della Rassegna L'AltroTeatro. Giovedì scorso sold out per “Il Gabbiano” di Anton Cechov e il ritorno sul palco del Teatro Rendano dell'istrionico Massimo Ranieri. Finanziato dalla Regione Calabria, quale evento storicizzato- sull'avviso pubblico per la selezione e finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali, la qualificazione e il rafforzamento dell'offerta culturale- vede, inoltre, il supporto dell’Amministrazione comunale di Cosenza. Organizzato dalla società “L'AltroTeatro” guidata dal gruppo di operatori del mondo dello spettacolo locale: Enzo Noce, Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano. Sul palco del Teatro A. Rendano 19 appuntamenti all’insegna della grande drammaturgia senza dimenticare, però, il divertimento e il puro spettacolo. Prosa, dai grandi classici agli autori contemporanei e poi, commedie e musical, questi gli ingredienti del cartellone ideato da “L’AltroTeatro”.

Il Gabbiano” Una grande produzione, un allestimento imponente, in un nuovo e rivoluzionario adattamento di Giancarlo Sepe. La storia di Kostya Treplev, scrittore tormentato, della sua passione per Nina, del suo odio/amore verso la madre Irina, un'anziana e famosa attrice, e poi tutti gli altri splendidi personaggi con le loro intense storie scritte magistralmente dal giovane ?echov, rivivono in una originale messa in scena. In una dimensione onirica e metatetrale Marcel (nei suoi panni Massimo Ranieri), critico musicale, entra ne “Il gabbiano” di Cechov e incontra i suoi personaggi. Prendono vita, simili a fantasmi, uscendo da quinte nere, fra nuvole e nebbie dagli echi brontiani di Cime Tempestose.

Una pietra miliare del teatro mondiale riletto in una chiave del tutto originale da Sepe. Il doppio interpretato dal maturo critico francese Marcel (nei suoi panni Ranieri) che si riflette, come di fronte ad uno specchio, negli occhi del giovane e tormentato Kostya Treplev. Un interessante escamotage per introdurre la storia de “Il gabbiano”. Un autore, dunque, che che vive la sofferenza interiore di chi non riesce a darsi pace per l’insuccesso della sua rappresentazione e, per questo si affida a ?echov e ad una cultura diversa, quella russa dell’epoca. Una scelta originale da parte di Sepe così come il coniugare al racconto di Cechov la musica francese in alcuni suoi brani piu famosi- tra i quali ‘Et maintenant’ di Gilbert Becaud e “Avec le temps” di Leo Ferré- magistralmente interpretati dal cantante e poliedrico artista napoletano, arrangiamento delle musiche affidate a Flavio Mazzocchi. La storia commovente e tragica è quella del giovane scrittore incompreso Kostya Treplev innamorato di Nina, aspirante e bellissima attrice e del suo rapporto difficile con la madre Irina, anziana e invece già nota attrice teatrale, tutta presa dalla sua arte. In mezzo un altro personaggio chiave, Boris Trigorin, un narratore di successo e avanti negli anni che affascina e seduce le due donne fino a far pensare al giovane di porre fine ai suoi tormenti, suicidandosi. Un dramma senza tempo, questo de ‘Il Gabbiano’ capace di commuovere gli spettatori evocando l'universalità dei sentimenti umani con una magistrale messa in scena e con un virtuso adattamento firmato da un maestro come Sepe.

 


di Redazione | 16/04/2019

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