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Crosia (Cosenza) - Svolta a Mirto l’iniziativa diocesana del Mlab “Il lavoro di generazione in generazione”


Alla presenza di una folta e interessata platea, circa 150 persone, si è svolta la consueta Festa di San Giuseppe, pianificata con cura dal Movimento lavoratori Azione cattolica della Diocesi di Rossano Cariati. Quest’anno è stato trattato il tema “Il lavoro di generazione in generazione”. Un argomento interessante e di grande attualità, infatti è in linea con il percorso dell’Azione cattolica nazionale e con la Lettera pastorale dell’Arcivescovo di Rossano Cariati, mons. Giuseppe Satriano. La manifestazione ha inteso valorizzare un luogo di lavoro ma anche i musei del lavoro presenti nella diocesi. L’iniziativa si è svolta presso un’azienda del luogo. Ottima l’ospitalità del padrone di casa, Antonio Longobucco. Numerosi i sindaci del territorio presenti e i responsabili dei musei contadini dell’intera diocesi. La manifestazione, moderata dalla segretaria Mlac, Bennardina Cicala, si è aperta con i saluti dell’assistente spirituale del sodalizio, don Massimo Alato che ha sottolineato come il Papa stia considerando il lavoro come una priorità. “Dare dignità lavoro per dare dignità alla persona” e ancora “la vita sociale – ha affermato don Alato - non è costituita dalla somma delle individualità ma dalla crescita di un popolo”. Sulla stessa scia l’imprenditore Fortunato Amarelli, responsabile del Museo Amarelli, il quale si è soffermato sulla politica aziendale adottata dalla azienda di cui è amministratore delegato. Ha spiegato che il lavoro nella loro azienda è veramente di “generazione in generazione”, un lavoro che si tramanda da padre in figlio arrivando fino al III ricambio generazionale. La nascita del museo inoltre è stato un valore aggiunto alla fabbrica, basti pensare che si contano circa 40mila presenze l ‘anno, ma lo stesso non ha negato la diffidenza iniziale che c’è stata sull’investire in cultura in questo territorio. Mario De Simone, responsabile del Museo della civiltà contadina di Longobucco, ha messo in luce che si tratta di un’esposizione realizzata grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale. Il Museo ospita reperti di archeologia industriale legati alla produzioni manifatturiere tipiche dell’altopiano silano e conta circa 12mila presenze l’anno. La presidente diocesana di Azione cattolica Achiropita Calarota ha evidenziato l’importanza di queste iniziative per una “chiesa in uscita”. I lavori sono stati conclusi da don Pino Straface, Vicario generale della Diocesi di Rossano Cariati, che ha messo in risalto come la chiesa debba occuparsi del lavoro, attraverso azioni mirate a valorizzare le eccellenze e tramite sostegno alle giovani generazioni.


di Redazione | 17/03/2019

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