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Cosenza (Cosenza) - Bartucci racconta un’esperienza ponte per il futuro dell’Unical e della Calabria


di PAOLA PERRI - “L’avventura di Andreatta in Calabria – un campus per competere nel mondo” Franco Bartucci racconta un’esperienza ponte per il futuro dell’Unical e della Calabria. In occasione delle celebrazioni dei 60 anni della Rai in Calabria, la direzione della Sede regionale per la Calabria, nell’ambito dell’iniziativa “Leggere in Circolo” promossa dalla Direzione Coordinamento Sedi Regionali ed Estere insieme all’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” ha promosso la presentazione del libro: “L’avventura di Andreatta in Calabria – un campus per competere nel mondo” di Franco Bartucci, con prefazione di Enrico Letta, pubblicato da Pellegrini Editore.  

La manifestazione, svoltasi nella sala polifunzionale “Corrado Alvaro” della sede Rai di Cosenza e moderata da Pasqualino Pandullo, vice caporedattore del Tgr Calabria, si è aperta con i saluti del direttore di Rai Calabria, Demetrio Crucitti,  della presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, Patrizia Piro, e con dei video-messaggi di Enrico Letta, già Presidente del Consiglio, e della Signora Giana Petronio Andreatta.

Ponte ideale tra la memoria e il futuro di quella che fu un’operazione determinante per la Calabria ed il Sud Italia,  il libro è un documento scritto con certosino approfondimento dei primi intensissimi anni di istituzione e organizzazione di un Ateneo un po’ diverso da come è oggi ma già immaginato e sognato nelle sue potenzialità e nel suo valore.

Hanno relazionato Daniele Gambarara, docente di Filosofia del linguaggio, e Antonio Aquino, professore emerito di Economia presso l’Università della Calabria.

Presente l’autore del libro, instancabile e appassionato ricostruttore di un’esperienza per lui segnatamente indimenticabile, essendo lui stesso stato al fianco del primo Rettore e attraversato da tutto il valore che quell’operazione portava con sé.

Fu lo stesso Andreatta a volerlo per l’Ufficio Stampa dell’Unical, servizio che ha svolto con passione, impegno e dedizione per lunghissimi anni.

Nei mesi scorsi il dott.Bartucci aveva ricordato quegli anni, con emozione e garbo, e quella che è stata una storia decisiva per la Calabria,  durante la cerimonia di intitolazione con  targa a ricordo, del ponte di Campagnano (che unisce Rende a Cosenza) proprio a Beniamino Andreatta alla presenza della figlia e della signora Andreatta, dell’on.Letta e delle autorità istituzionali comunali, provinciali e regionali.

Durante la cerimonia, dopo i relatori, le testimonianze di chi ha seguito, come studente, docente, non docente e politico il lavoro del primo Rettore dell’Università della Calabria, prof. Beniamino Andreatta e che oggi cede il passo alle nuove generazioni che dovranno portarne il testimone.

“L’Avventura di Andreatta in Calabria” è un libro che inizia parlando dell’approvazione della legge istitutiva dell’Università della Calabria, della quale  quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della sua approvazione, entrando poi nel merito dei primi quattro anni di vita e gestione dell’Università (1971/1975) con risultati a dir poco strabilianti e ricchi di indicazioni progettuali.

Sono stati quattro anni di intenso lavoro per l’organizzazione della macchina amministrativa e gestionale delle quattro Facoltà e ventuno Dipartimenti, ma soprattutto per la scelta del territorio dove far sorgere il complesso universitario sulla base delle indicazioni della legge istitutiva, attraverso un regolare concorso internazionale.

Sono pagine che mettono a fuoco l’evoluzione dei primi tre anni accademici dell’Università, per entrare anche nel rapporto Università – territorio e di conseguenza conoscere studi e raccomandazioni per come meglio organizzare la collocazione dell’Università in un contesto territoriale cittadino con sullo sfondo la creazione della “Grande Cosenza”.

Il libro si chiude con un capitolo finale nel quale vengono ricostruiti tutti gli eventi che l’Università ha promosso negli anni per ricordare la figura del suo primo Rettore, dove trovano spazio pure dei brevi ricordi e testimonianze di quattro studenti di quella prima generazione: Tommaso Chiodo, Nicola Coppoletta, Franco Mollo e Aldo Semeraro.

Pagine di ricordi ed emozioni per un pezzo di storia cruciale per il futuro culturale e non solo della Calabria, di un tempo di coraggiose scelte e di visioni di alto spessore.

Un ponte tra un tempo di grandi lacune, quello di un Sud che chiedeva riscatto, e un futuro intravisto e voluto nonostante tutto, come non a caso riporta il titolo del libro: “un campus per competere nel mondo”.

 


di Paola Perri | 11/12/2018

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