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Longobucco (Cosenza) - Ricordato l’eroico sottotenente Angelo Parrilla


Il Comune di Longobucco, con la collaborazione dell’Icsaic, nell’ambito del progetto che sta portando avanti da un anno con il supporto della Regione Calabria, nel Centenario della Grande Guerra, ha ricordato un proprio eroe, Angelo Parrilla, medaglia d’oro al valor militare. La manifestazione si è svolta domenica 28 ottobre 2018 ore 10.30 e la figura e la vicenda del sottotenente Angelo Parrilla sono state tratteggiate da Giuseppe Ferraro, dottore di Ricerca, dirigente dell’Icsaic. Con l’occasione, presso il Museo dell’Artigianato e degli Antichi mestieri, l’amministrazione comunale ha voluto organizzare un mostra con oggetti personali del giovane combattente. All’incontro, che ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, hanno portato il loro saluto il sindaco Giovanni Pirillo, il suo vice Giuseppe Davide Federico, nonché l’assessore al Turismo e alla promozione del territorio Serafino Greco.

Angelo Parrilla, sottotenente, medaglia d’oro al V.M., come si legge sul sito del Comune, era uno dei ragazzi del ’99 che, a guerra quasi finita, fu crivellato di colpi il 28 ottobre 1918 a Castello di Susegana. Nato a Longobucco il 1 gennaio 1899. Trasferitasi la famiglia a Mantova, entrò come studente nel locale R. Istituto Tecnico. Nominato nel 1918 aspirante ufficiale di complemento, fu subito inviato al fronte. Promosso sottotenente venne assegnato al VI Reparto d’assalto. Motivazione decorazione: “Chiesto ed ottenuto il comando della pattuglia di punta, composta da cinque arditi, alla testa di essa precedeva il proprio reparto d’assalto. Avuto sentore della presenza di imprecisate forze nemiche in un fabbricato, dopo averne mandato sollecito avviso al proprio comandante, risolutamente e per primo si slanciava nel fabbricato stesso, affrontandone, con insuperabile audacia, a colpi di bomba a mano, i difensori di gran lunga più numerosi. Alla violenta reazione di questi, impegnava, insieme coi suoi, una accanita mischia, corpo a corpo, abbattendo un ufficiale avversario. Pugnalato a sua volta, continuava disperatamente, coi suoi arditi, nella strenua ed impari lotta, mettendo fuori combattimento numerosi nemici, finché crivellato di colpi, gloriosamente cadde, fulgido esempio di eroico valore”.

 


di Redazione | 03/11/2018

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