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Rossano (Cosenza) - C'è chi vede e c'è chi osserva


di LETIZIA GUAGLIARDI - Vedere ci viene naturale: basta che apriamo gli occhi e, se c’è luce sufficiente, le cose ci appaiono. Osservare, invece, richiede uno sforzo e un’intenzione: dobbiamo fare attenzione ad ogni minimo particolare, cogliere quello che non è evidente ad una prima occhiata, riuscire ad immaginare quello che potrebbe essere il collegamento fra ciò che vediamo e ciò che potrebbe diventare.

Le persone normali vedono… e basta. Le persone creative osservano.

Lo spunto per questo post me l’ha offerto un’altra traccia dei temi di Italiano degli esami di maturità di quest’anno: scrivere un saggio breve sulla creatività.

In base alla mia esperienza mi sono convinta di tre cose:

la creatività è uno stile di pensiero. Non la si può insegnare ma si può impararla, allenandosi tutti i giorni;

tutti possiamo essere creativi, non è una peculiarità dei geni;

la creatività richiede immaginazione, quindi è una prerogativa di noi umani, ma non ne abbiamo l’esclusiva: ci sono animali che, dopo numerosi tentativi ed errori, hanno scoperto soluzioni creative per soddisfare un loro particolare bisogno.

C’erano dei corvi, per esempio, che avevano un problema: rompere le noci. Un giorno, dopo numerose prove fallite, le hanno messe a terra, dove passavano le macchine, e… le loro ruote schiacciavano i gusci! Ma c’era un altro problemino, non indifferente: recuperare le noci senza farsi schiacciare dalle ruote. Prova che ti riprova, un corvo più geniale degli altri ha scoperto che le noci andavano sì messe sulla strada, ma vicino ad un semaforo. Lì, ogni tanto, le macchine si fermano un po’ e allora loro hanno il tempo di raccoglierle prima che si rimettano in moto.

Anche i delfini, nelle vicinanze di banchi di corallo, avevano un problema: si ferivano il naso! Allora, un bel giorno, uno di loro ha scoperto che, infilando nel muso una spugna, l’urto con i coralli viene attutito.

Ultimo esempio… la scimmia (anzi, la macaca) Imo. Lei e il suo gruppo mangiano tante patate ma è stufa di patate sporche di terra. Un giorno, vicino ad un ruscello, una le cade lì dentro e Imo osserva che la terra viene tolta dall’acqua. La mangia e scopre che adesso è molto più buona. Da allora tutti, nel suo gruppo, lavano le patate nel ruscello. Ma Imo non smette di osservare: un altro bel giorno si accorge che, lavando le patate nel mare, queste sono ancora più saporite. Anche questa volta le sue compagne la imitano e lavano le patate nell’acqua salata, non più in quella dolce. Forse solo i maschi anziani, quelli allergici alle novità, ancora continuano a mangiare patate sporche di terra.

La creatività è osservazione, intuizione, tenacia, libertà di pensiero, originalità, consapevolezza, accettazione del rischio, curiosità, flessibilità, apertura, elaborazione, rivoluzione. E poi è… preparazione, capacità di ritagliare momenti di solitudine (per fare ordine, per riposarsi, per ricaricarsi), motivazione, discernimento. È saper selezionare e combinare.

Troppe cose? Forse… ma una volta cominciato l’allenamento, col passare del tempo tutte queste caratteristiche diventano sempre più spontanee e preziose per aiutarci a vivere ogni nostra giornata in modo creativo.

Nulla è insignificante per una mente superiore. Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare (Arthur Conan Doyle)

P. S. : non è mai troppo tardi per far uscire la creatività che è già dentro di noi.


di Letizia Guagliardi | 04/07/2018

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