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Cosenza (Cosenza) - Trionfa a Sanremo il piccolo coro del Rendano. Note di pace dal Teatro Ariston


di PAOLA PERRI -  Grande successo dei giovani artisti cosentini a Sanremo, finalisti vincitori del GEF (global education festival), il festival mondiale della creatività nella scuola nell'ambito di Sanremo Junior.

Partito grazie agli sponsor Callipo group e Giame srl e al fondamentale sostegno di Comune di Cosenza e Fondazione Carical, da sempre al fianco della promozione sociale, il coro delle voci bianche del teatro cosentino ha conquistato il primo posto della sua categoria, in gara con giovani artisti provenienti da tutto il mondo nella ventesima edizione della kermesse sanremese, che rappresenta il più importante evento dopo il Festival della canzone italiana e il primo della categoria, dal punto di vista musicale e non solo.

Oltre a vedere rappresentati talenti di tutto il mondo nel campo della musica, danza, sport e arti figurative, il GEF è infatti cassa di risonanza di messaggi importanti, quest’anno in linea con il Festival della Canzone italiana vinto da Ermal Meta e Fabrizio Moro con un brano portatore di messaggio di speranza che vince il male che talvolta trasfigura le esistenze (come per le vittime del terrorismo) con le "inutili guerre".

Tema di quest’anno del GEF è stato “bambini in pericolo”, lanciato con un video pregno di intensità ed eloquenti immagini  dei bambini della Siria, che ha commosso la platea dell’Ariston durante la prima serata di Sanremo Junior.

Patrocinato da Unicef, Comune di Sanremo, Provincia di Imperia (il Festival non ha sponsorizzazioni ma solo patrocini istituzionali), Commissione Europea, Senato della Repubblica, Ministero della Difesa, Regione Liguria, UNESCO, UNICEF e altre importanti istituzioni internazionali il Gef porta nel mondo la musica come valore sociale e linguaggio universale che unisce i popoli, intervenendo in situazioni di criticità per portare quello speciale anelito di bellezza che solo i bambini sanno regalare.

Non solo, invita ad una riflessione ulteriore: i patrimoni di una comunità, artistici e no solo, possono divenire risorsa preziosa per un terrritorio, se opportunamente ed efficacemente valorizzati.

La manifestazione canora porta un introito, infatti, di circa 5000 partecipanti e milioni di euro in termini di presenza turistica.

Una macchina organizzativa e un SISTEMA di adeguate competenze, di pubblico e privato, che si muovono in sinergia e propositiva creatività.

E il Progetto “Volare”, presentato alla platea dell’Ariston nella serata conclusiva,  ne è solo un piccolo esempio: un itinerario di opere d’arte (una per ogni canzone vincitrice di tutti i Sanremo), che accompagnerà il turista fino al teatro Ariston e alla scultura dedicata  a Modugno.

Arte, turismo, musica, sociale, valorizzazione delle proprie risorse artistiche e territoriali, promozione turistica nel segno della bellezza e della pace.

E se “la musica, come la vita, si può fare soltanto insieme”(Ezio Bosso), centratissimo è stato l’obiettivo di arrivare oltre la musica a tirar fuori (la parola “educare” vuol dire proprio questo) consapevolezza e attenzione sul dovere del rispetto e della pace; che, come la musica, si costruisce solo insieme.

Ricchissimo quindi il bagaglio che porta a casa il Piccolo coro, da restituire alla città, difficile descrivere l'intensità di quanto vissuto nella quattro giorni dal 18 al 21 aprile scorsi.

Tantissimi gli spunti dati a ragazzi, accompagnatori, famiglie, insegnanti, a cui va il compito di tradurre in semina, nelle proprie realtà, quell’oltre che solo i bambini sanno far gustare.

Oltre la musica diversi temi importanti nelle coreografie, arti figurative, brani eseguiti.

Parole, musica,  emozioni in uno scenario davvero suggestivo, quello della città dei fiori, che ha davvero parlato al mondo grazie alle rappresentanze dei vari Paesi che con diverso sentire hanno detto la loro arrivando al cuore di tutti.

Dal prestigioso palco dell'Ariston luci e attenzione su bullismo, guerra, violenza contro le donne, immigrazione.

Messaggi di pace gravidi di senso e bellezza portati dai bambini:

brani scritti per ricordare a tutti il DOVERE DELLA PACE e monito così dolcemente dichiarato in melodia dalle loro splendide voci.

Non meno importante l’esposizione pittorica sul tema del GEF, concorso nel concorso, con opere realizzate da bambini di tutto il mondo e raffiguranti il dolore di altri bambini, da contemplare più che da guardare.

Prestigiosa la giuria che ha designato i vincitori e il parterre dei personaggi che hanno premiato i primi classificati delle varie categorie.

In giuria del Sanremo Junior anche Franco Fasano, cantautore di spessore del nostro panorama musicale, vicino alla sensibilità dei bambini come autore anche di diversi brani per lo Zecchino d’oro.

Diverse le categorie: scuole, gruppi,  orchestre, squadre e i cori come il nostro, che si porta a casa pergamena e Delfino d'argento.

Meritato premio di una fatica costante, quella della continua preparazione dei giovani talenti cosentini, grazie ai loro instancabili maestri Maria Carmela Ranieri e il pianista Roberto Boschelli che li accompagna, non solo con la sua musica.

Impegno che per il M°Renieri è incastonato in uno più grande e pieno di senso quale referente regionale di El Sistema Italia,  modello didattico musicale ideato in Venezuela da Josè Antonio Abreu, di educazione musicale accessibile a tutti i bambini e inclusiva, con valore di prevenzione delle distorsioni sociali.

Cosenza ha detto la sua, con cinquantaquattro meravigliosi cantori che hanno riempito il palco con il bianco e nero della loro divisa quasi a voler sottolineare l’armonia della diversità che diventa risorsa quando, appunto, è parte di un sistema.

Ben mescolati, i loro, ai tanti colori e sfumature che le quattro serate hanno regalato.

Il blu delle scenografie sul mare degli sbarchi. O il grigio di video e scenografie sugli orrori della guerra. O ancora il nero delle scritte sulle scatole-messaggio dei ragazzi che hanno meravigliosamente danzato il bullismo. Senza dimenticare l’arcobaleno di colori, ai lati del palco dell’Ariston,  dei Paesi partecipanti: Turchia, Kazakistan, Armenia, Bielorussia , Panama (che ha rappresentato una rivisitazione della nostra tarantella) e tanti altri. Tutti a lanciare l’importante messaggio della convivenza e della ricchezza, non solo economica dei popoli,  che è reale quando è di tutti ed è condivisa.

Straordinario, poi, il rosso delle donne che ha acceso e riempito il palco con con un pregnante appello in musica contro la violenza sulle donne, "respect and love", un urlo di richiamo alla consapevolezza e alla coscienza collettiva.

Come l’urlo di Munch, richiamato da un’altra coreografia sulla violenza contro le donne, così come le mani sulla bocca di giovani danzatrici che sul palco erano ben più eloquenti di mille parole.

E premio speciale è andato a chi con l'arte riverbera questo messaggio al mondo, Clayton Norton (il Thorne di beautiful) per il suo impegno cinematografico contro le violenza sulle donne.

Urlo di gioia e pace è partito forte dal palco di Sanremo e dalla sfilata del sabato pomeriggio che ha invaso letteralmente, con le diverse essenze musicali delle performance di un'allegria travolgente, le strade della cittadina ligure.

Perché possa arrivare ad ogni angolo della terra spetta ora alle realtà di ognuno il compito di r-accogliere e disseminare l'importante bottino di valori portato a casa anche dal Piccolo Coro, che al ritorno ha subito simbolicamente portato il Premio  al "suo" Teatro, davanti ad una delegazione che ha salutato con tutto l'entusiasmo e l'orgoglio i suoi piccoli grandi artisti vittoriosi con il volo di palloncini colorati: perché quel sogno di pace, prima di tutto affidato a loro,voli lontano.

Davvero un bel modo di portare alto il nome e i valori del genio musicale di Rendano, nel 165 anniversario della sua nascita (a Carolei, CS nel 1853), bambino prodigio, innovatore nella didattica musicale, inventore oltre che musicista e conquistatore delle più prestigiose sedi musicali del tempo; risorsa preziosa da valorizzare per il nostro territorio.

Come i bambini sanno fare. Cantando e praticando coesione

Perché "contro ogni terrore che ostacola il cammino il mondo si rialza col sorriso di un bambino”. E lo stupore si fa melodia.

 


di Redazione | 26/04/2018

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