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Cariati (Cosenza) - “All’onda del mare”, un successo la rappresentazione teatrale


Dopo varie rappresentazioni nel territorio regionale, l’opera teatrale “All’onda del mare. Storia di donna in un borgo di Calabria”, è tornata a casa, sulle rive del mare Ionio, dov’è nata.

La piéce scritta da Assunta Scorpiniti e interpretata e diretta da Imma Guarasci, è stata infatti portata in scena con grande successo, lo scorso 18 aprile, presso il teatro comunale di Cariati, luogo d’ispirazione del testo e dei suoi contenuti narrativi. 

 Il pubblico intervenuto, fra cui una rappresentanza assai numerosa di studenti degli istituti scolatici, ha assistito con emozione e interesse alla rappresentazione che, nel suo nucleo centrale racconta la storia vera del naufragio della barca del pescatore Nicola, avvenuto nel 1947, ma nell’insieme costituisce un compendio di storia marinara in  cui il personaggio di  Catarina, la moglie del pescatore, diventa, con il suo essere e il suo sentimento, il simbolo della donna universale. 

Lo spettacolo, prodotto dall’associazione “Maschera e volto”, è stato aperto dal prologo dell’Autrice che con riferimenti poetici e riflessioni antropologiche ha chiarito il senso del testo (“un omaggio alla donna e all’eterna bellezza del mare, un racconto delle nostra identità mediterranea, l’impegno civile a favore delle classi lavoratrici”).

Subito dopo Imma Guarasci ha riempito la scena con un’intensa interpretazione del monologo di Catarina “all’onda del mare” in attesa della barca del suo uomo, e la simultanea azione drammatica, immersa nell’atmosfera mediterranea creata dalla musica “live” di Paolo Presta, che ha interpretato anche alcuni personaggi maschili, e dai giochi di luce curati da Liborio Salerno.

L’attrice, nella straordinaria performance, ha dato vita a una vera e propria narrazione della vita marinara e alla contestuale espressione di considerazioni e sentimenti profondi di fronte al mare in tempesta, sdoppiandosi nella continua interazione con le immagini video girate da Nicola Labate sul mare di Cariati (con la partecipazione dei pescatori locali come attori e la regia della stessa Guarasci) e proiettate sulla scena.

Il pubblico, completamente catturato nell’attenzione e  nell’immaginazione, è stato da lei condotto in un mondo di pesca, ritrovando personaggi ed episodi appartenenti alla memoria collettiva e commuovendosi, nei momenti più toccanti della drammaturgia.

Il finale, con la presenza sul palcoscenico dei protagonisti insieme a pescatori locali e delle anziane figlie di Nicola e Catarina, e la presentazione, da parte dell’autrice, della “veste a cinta”, ovvero l’abito tradizionale cariatese indossato dalla Guarasci, ha suggellato l’opera nella sua valenza di teatro sociale e di ricerca.(Foto: Cataldo Formaro)                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   


di Redazione | 23/04/2018

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