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Oriolo (Cosenza) - Seconda Guerra Mondiale, una mostra per raccontare la Resistenza al Sud


Recuperare tutto l'orgoglio del Meridione che con la propria Resistenza ha contribuito in maniera importante alla Liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo. Una storia dimenticata, conosciuta da pochi che con la mostra "1943-1944 – Il Sud fra Guerra e Resistenza" sta girando l'Italia. La mostra per diverse settimane ha fatto tappa anche al Castello di Oriolo. Pochi giorni fa, in occasione della chiusura della mostra, si sono recati nel paese dell'Alto Jonio, inserito tra "I Borghi più belli d'Italia", i curatori della mostra: il professor Nicola Oddati, presidente dell'associazione "Parco della Memoria della Campania", e il professor Antonio Palo, direttore del Museo dello Sbarco e Salerno Capitale, che assieme al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e l'Istituto Luce-Cinecittà patrocinano la mostra.

Ad accogliere gli ospiti al castello c'erano il sindaco di Oriolo, Giorgio Bonamassa e il vicesindaco con delega ai Beni e alle Attività Culturali, Vincenzo Diego. I professori Oddati e Palo hanno ringraziato l'Amministrazione Comunale di Oriolo per l'ospitalità offerta alla mostra che in queste settimane ha accolto studenti, turisti, cittadini. Fotografie, articoli di giornali, documenti storici. Lungo il percorso guidato, fatto di pannelli e di filmati d'epoca proiettati sulle pareti si ha come l'impressione di passeggiare tra le pagine di un libro di storia. Scoprendo, ad esempio, le Quattro Giornate di Napoli, nel corso delle quali civili e militari del Regno del Sud liberarono alla fine di settembre del '43 la città partenopea dai tedeschi: «la prima città europea che è riuscita a liberarsi in autonomia», ricorda il professor Oddati, che consentì a Napoli di essere insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Un Sud con un ruolo importante, dunque, se pensiamo anche ai governi di unità nazionale Badoglio-Bonomi  a Salerno dal '43 al 44' con i rappresentati di tutti i partiti presenti nel Comitato di Liberazione Nazionale che gettarono qui, al Sud, le basi per la nuova Carta Costituzionale.

La Resistenza è l'elemento predominante della mostra. Una Resistenza sicuramente diversa tra Nord e Sud. Mentre nelle città settentrionali la Resistenza era concepita come lotta armata, con i partigiani a fare la voce grossa; al Sud la Resistenza appariva in taluni casi come un concetto di sopravvivenza quotidiana, dove, ad esempio, i contadini, si ribellavano contro le angherie dei nazi fascisti visti come usurpatori dei loro beni di prima necessità. La mostra riprenderà ora il suo cammino itinerante alla volta delle Marche, dell'Abruzzo, sino a Firenze. Il professor Oddati nell'attribuire, inevitabilmente, un valore didattico alla mostra ha auspicato una maggiore attenzione alla Storia nella programmazione ministeriale.


di Redazione | 19/04/2018

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