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Cosenza (Cosenza) - Il 6 aprile al “Rendano” il concerto di Noa, che riceve il premio “Un ponte fra le stelle”


Nel suo tour mondiale “Love Medicine” sono davvero poche le tappe italiane, tra queste c'è Cosenza. Sarà il Teatro “Alfonso Rendano” ad accogliere il concerto di Noa, che il promoter Ruggero Pegna ha voluto nei suoi “Fatti di Musica 2018”, testimonianza di un impegno che va oltre la proposta musicale, di altissima qualità, per abbracciare ciò che all'imprenditore calabrese sta molto a cuore, l'impegno sociale, la solidarietà, il contributo alla diffusione di un'idea di pace che sembra sempre più lontana. La presentazione dell'evento, nello stesso teatro di tradizione, è anche il lancio, o forse dovremmo dire il ri-lancio, di un progetto, quel 'Ponte fra le stelle' che, nel 2002, fu un format televisivo per Rai1, firmato Pegna, che a Cosenza, ancora una volta nel Teatro di Tradizione bruzio, raccolse grandi artisti per una speciale Befana a favore dei bambini vittime della guerra, allora era l'Afghanistan. Ancora oggi si parla di guerra e quel progetto, con il sostegno dell'Amministrazione comunale, attraverso l'assessorato alla comunicazione guidato da Rosaria Succurro, diventa un Premio – firmato dal Maestro orafo Gerardo Sacco – che sarà consegnato a Noa, testimonial di pace, proprio dall'assessore Succurro, la sera del 6 aprile, alle ore 21, sullo stesso palcoscenico dal quale subito dopo l'artista israeliana incanterà il pubblico, accompagnata da musicisti altrettanto straordinari: Gil Dor alla chitarra, Gadi Seri alle percussioni e Adam Ben Ezra al contrabbasso. “Per Cosenza – afferma l’assessore - è una conferma nello scenario dei grandi eventi con un progetto che vuole mettere in risalto la capacità della musica e dell’arte di veicolare messaggi di pace, di amore e di rispetto per la dignità di ogni uomo. In questo messaggio sociale  l'Amministrazione comunale si riconosce totalmente e non può che sostenere il premio che lo accompagna”.

“Ricomincio da questo Premio – aggiunge Ruggero Pegna, riallacciando le fila di un discorso che sembra non essersi interrotto - ripensando a quel lontano progetto e legandolo oggi all'opera simbolo della Città di Cosenza, il ponte di Calatrava intitolato a San Francesco di Paola”.  Ecco il ponte che diventa dunque “luogo simbolo -  aggiunge l'assessore Succurro - e si offre come contributo alla riflessione sui valori di solidarietà, di pace, di difesa dei diritti umani sui quali non bisogna smettere mai di insistere, tanto più all'interno di grandi eventi musicali e di spettacolo che parlano anche ai giovani”.

La creazione originale di Gerardo Sacco, si lega nella presentazione del Maestro orafo al ricordo dell'amico Fabrizio Frizzi, “questa stella mi fa pensare a lui e alla sua bambina – afferma commosso - e a lui, uomo e artista generoso e umile, voglio dedicarla. Quando una creazione serve una causa nobile raccontarne il significato simbolico è per me cosa facile e allla quale presto volentieri il mio lavoro creativo”.

Nella tarda mattinata del 6 aprile, Noa si recherà a Tarsia, che fu sede del primo e più grande campo di internamento d'Italia, in cui transitarono circa quattromila cittadini ebrei. Guidata dal sindaco Roberto Ameruso, visiterà anche il Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia. “Nel Ponte del premio – così Roberto Ameruso – vedo il legame tra queste due realtà, Cosenza e Tarsia, entrambe sulle rive del Crati. La presenza di Noa a Tarsia ha per la cittadina un grande valore, ricordiamo che, seppure campo di internamento, quello di Tarsia fu però un luogo in cui non vennero mai calpestati la dignità e i diritti umani”. Il sindaco di Tarsia ricorda poi il ruolo che quegli internati ebbero nella formazione di Israele e afferma “farà piacere a Noa trovare all'ingresso del campo di Ferramonti la bandiera di Israele”.

 “Il concerto di Noa – sottolinea Ruggero Pegna – è uno dei più belli ed emozionanti del panorama mondiale, per la sua voce, per l’atmosfera speciale che sa creare e per la bravura dei suoi musicisti. Circa due ore di concerto con una scaletta che spazia nella sua ricca discografia, con brani in varie lingue e suoni stupefacenti, regalano al pubblico suggestioni uniche. L’Ave Maria conclusiva di ogni suo concerto è una perla impareggiabile che lascia il pubblico senza fiato!”


di Redazione | 30/03/2018

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