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Oriolo (Cosenza) - Dopo 500 anni la reliquia di San Francesco torna al Santuario di Paola


Dopo circa 500 anni la reliquia di San Francesco, nella fattispecie un alluce, torna nei luoghi del santo calabrese, a Paola per l'appunto. Questa reliquia è conservata da secoli nella chiesa Madre di Oriolo (si è allontanata solo nel 2015 per un'esposizione a Lamezia Terme) a testimonianza della grande devozione degli oriolesi nei confronti del santo, festeggiato solennemente il 24 aprile. A dare la notizia del pellegrinaggio che l'alluce mummificato di San Francesco [Paola, 1416 - La Riche (Francia), 1507] farà verso Paola è il vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego, che ha tenuto in questo ultimo periodo i contatti con l'Ordine dei Frati Minimi di Paola, e quindi con Fra Domenico Crupi, addetto alla comunicazione del Santuario. Dopo una serie di colloqui interlocutori conditi dalla disponibilità dei frati e del padre provinciale Gregorio Colatorti, pochi giorni fa è arrivata la conferma nel corso di una vista a Paola dello stesso vicesindaco Diego, accompagnato dal funzionario dell'ufficio cultura del Comune di Oriolo, Giuseppe Maiuri.

La reliquia (nella foto) sarà ospitata presso il Santuario di Paola per la prima volta nella storia, dopo che nel 1562 gli Ugonotti profanarono la tomba del santo, bruciandone il corpo. Il giorno concordato per lo storico evento è il 20 maggio 2018. Dopo la profanazione della tomba, l'alluce di San Francesco finì tra le mani della regina di Francia, Caterina dei Medici (cugina di Donna Fulvia Gattinara consorte di Marcello Pignone, marchese di Oriolo) che ne fece dono a Fra Dionisio Colomba, anch'egli di Oriolo e conosciuto proprio in Francia, come narra lo storico locale, Vincenzo Toscani, in prima linea nella minuziosa ricerca. Che la reliquia fosse custodita ad Oriolo, e proprio in quel convento francescano che oggi grazie all'impegno dell'Amministrazione Comunale sta ritornando alla luce, lo testimonia un atto notarile del 1680, depositato presso l'archivio di Stato di Castrovillari. Quello del 20 sarà un ulteriore passo nella storia dopo il riconoscimento della venerabilità della reliquia, sancito con una lettera del 9 maggio 2008, proveniente da Roma e recante la firma di padre Ottavio Laino, postulatore generale dell'Ordine dei Minimi presso la Sacra Congregazione della Causa dei Santi.

A breve partirà la macchina organizzativa per il pellegrinaggio del 20 maggio a Paola, che vedrà impegnati l'Amministrazione Comunale,  guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa, e la Parrocchia "San Giorgio Martire" di Oriolo, guidata da don Nicola Mobilio. L'accoglienza nel piazzale della Basilica dovrebbe essere previsto per le 9. Seguirà la celebrazione eucaristica. Dal Comune di Oriolo partiranno gli inviti ai sindaci dell'Alto Jonio, al presidente della Provincia di Cosenza. Prevista la partecipazione anche del primo cittadino di Paola, Roberto Perrotta. Viva soddisfazione espressa dal vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego: “Ci prepariamo a vivere una giornata memorabile per la nostra comunità ma anche per tutto il territorio. I fedeli calabresi e quelli sparsi nel mondo conosceranno ancor di più la reliquia e potranno venerarla. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono spesi in questo percorso e soprattutto a quanti nei secoli hanno custodito la preziosa reliquia, simbolo di speranza e carità”.


di Redazione | 21/03/2018

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