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Rossano (Cosenza) - Insegnanti, adolescenti e genitori...adolescenti


di LETIZIA GUAGLIARDI - I sempre più frequenti episodi di scontri verbali e/o fisici tra insegnanti, studenti e genitori mi spingono a scrivere questo articolo. L’adolescenza, si sa, è sempre stata un’età un po’ delicata. È il passaggio dalla pubertà all’età adulta, una terra di mezzo dove il mare è spesso agitato, infuriano tempeste di vario tipo e l’adolescente che l’attraversa ha bisogno di adulti che lo aiutino a non essere sballottato troppo di qua e di là.

Adolescenza significa scuola superiore, corpo che cambia, prime scelte importanti, primi amori, prime preoccupazioni personali, patente di guida. A me fa venire in mente la primavera: volubile e bizzarra ma anche tenera e promettente. A volte un po’ lunatica, altre volte pigra, poi timida e subito dopo sfrontata. Ci sono giorni in cui il sole è incerto ma poi sorride entusiasta e ci sono invece giornate in cui senti un bel tepore e quando meno te lo aspetti ti investe una folata di vento fresco e repentino. Ci sono gemme che si sono dischiuse e altre che sono pronte ad aprirsi. Ma ci siamo abituati… no? Lo sappiamo che, a un certo punto, arriva l’estate (l’età adulta).

L’adolescenza non è un fenomeno recente. Shakesperare, per esempio, ne “Il racconto d’inverno”, la descriveva così: Vorrei che non ci fosse età di mezzo, fra i dieci e i ventitre anni, o che la gioventù dormisse tutto questo intervallo; poiché non c’è nulla in cotesto tempo se non ingravidare le ragazze, vilipendere gli anziani, rubare e darsi legnate.”

Risulta tutto molto attuale, vero? Il fenomeno che invece è recente è quello degli “adultescenti” (adulti che si comportano come adolescenti), padri e madri che faticano a fare i genitori e preferiscono piuttosto atteggiarsi a coetanei dei loro figli. Li accontentano in ogni cosa, li difendono sempre, non danno limiti e non stabiliscono regole. Non li equipaggiano per affrontare i problemi nè li incoraggiano a compiere scelte autonome. Non inculcano concetti tipo responsabilità, impegno, lavoro. Siamo passati da un eccesso all’altro: dai genitori padroni ai genitori servi dei capricci dei propri figli.

Come possono gli adolescenti diventare adulti se i loro genitori ritornano adolescenti?

Gli adolescenti hanno bisogno di adulti stabili,  in grado di assolvere in modo efficace il loro ruolo di educatori, che sappiano affrontare gli attacchi e i conflitti tipici di questa età. Invece vediamo in giro genitori che non si alleano più con i professori ma con il proprio figlio, che usano parole minacciose, gesti violenti e comportamenti aggressivi e lo fanno in sua presenza. Non vedono l’insegnante come un alleato ma come un nemico: appena il loro pargolo viene sgridato o prende un’insufficienza si presentano a scuola, armati in vario modo, sicuri che la “colpa” è certamente del professore di turno.

Educare (ex-ducere: “tirar fuori ciò che sta dentro”) e insegnare (in-signare “incidere nella mente”) sono due compiti molto importanti durante la traversata della terra di mezzo. Genitori e insegnanti, avendo a cuore il bene del ragazzo che sta crescendo, devono tornare a capirsi, imparare a comunicare, devono costruire insieme, devono riconoscere il valore del patto educativo fra scuola e famiglia. Devono aiutare, insomma, la fragile gemma a sbocciare in modo sano… per affrontare il sole forte dell’estate.

Sono richiesti, ancora una volta, coraggio e amore.


di Letizia Guagliardi | 28/02/2018

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