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Cariati (Cosenza) - La “Giornata della memoria”, celebrata nel liceo cittadino


Nell’aula magna del Liceo “Patrizi” di Cariati, si è celebrata la “Giornata della memoria”: gli studenti hanno incontrato il Commissario prefettizio del Comune di Cariati, Antonio Reppucci e i carabinieri locali. In occasione della  “Giornata della memoria 2018”, anno nel quale tra l’altro ricorre l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali, anche il Liceo di Cariati ha voluto celebrare questa triste ricorrenza per commemorare le vittime dell’Olocausto e lo ha fatto attraverso i ragazzi: sono stati loro, infatti, i protagonisti indiscussi di questa iniziativa. L’evento, fortemente voluto dal dirigente scolastico, Ornella Campana e   organizzato dalle docenti Fortunata Tucci e Mariagiovanna Romanello, in collaborazione con gli insegnanti del Dipartimento dell’area umanistica dell’Istituto (lettere, lingue, filosofia e arte) ha inteso sottolineare l’importanza di questa celebrazione, istituita in ricordo  del 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Oswiecim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e rivelando al mondo l'orrore del genocidio nazista,  chiamato Shoah perché ben sei milioni di morti appartenevano al popolo ebreo. A dare inizio alla giornata commemorativa è stata proprio la dirigente Campana che, dopo i saluti di rito ha  colto l’occasione per sottolineare che “la celebrazione della Giornata della Memoria è una consuetudine ormai consolidata nell’istituto superiore di Cariati, infatti fa parte dell’offerta formativa della scuola,  come momento di riflessione importante per gli studenti.  Ha  rimarcando, inoltre, che con questo tipo di attività si cerca proprio di mantenere vivo il ricordo di tali atrocità nei giovani che, a causa di una distanza temporale tendono a sentire queste tematiche sempre più lontane da loro. Molto apprezzato dagli alunni  è stato anche l’intervento del Commissario prefettizio che  ha esortato i giovani a “uscire da questo stato di apatia e abulia nella quale purtroppo oggi, in una società dominata dalla tecnologia, dalla robotica e dall’era digitale,  si tende a cadere, perdendo a volte lo spirito comunitario e la voglia di stare insieme”. E ha sottolineato che “ricordare le vittime di quegli anni lontani può sembrare qualcosa che non tocchi direttamente i giovani, ma in realtà la giornata della memoria – ha spiegato il dottor Reppucci - non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa, ma serve soprattutto a ricordarci che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi e delle quali noi stessi  spesso siamo i responsabili,  senza rendercene conto”.


di Redazione | 30/01/2018

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