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Palmi (Reggio Calabria) - Gli


Continua la stagione concertistica e teatrale organizzata dagli "Amici della musica" di Palmi, che, ormai si svolge interamente nelle ospitali cittadine dell'hinterland, con due spettacoli di grande spessore culturale.

 Quanto mai suggestiva la combinazione di musica ed immagini nel concerto presentato a Rosarno da Riccardo Ascani. Con Antonio Aucello al sax alto e sax soprano, Roberto Ippoliti alla chitarra flamenco e Riccardo Magni alle percussioni, tutti musicisti di grande livello tecnico-musicale, Ascani ha offerto ad un pubblico attento ed entusiasta un percorso di conoscenza e di recupero del rapporto con i mari del mondo. Non poteva che intitolarsi "Oceani" questo concerto dai mille spunti di riflessione e che, partendo da una musica descrittiva, si è poi tradotto in un messaggio per l'essere umano che, talvolta, e sempre più spesso purtroppo, dimentica che la vita sulla terra dipende dal mare. Ascani, con le sue musiche, ha dato voce a quella vita silenziosa e nascosta delle profondità marine, che fosse il canto delle sirene o il sogno dell'immaginario continente di cui ci ha raccontato Platone. Attraverso gli arpeggi della sua chitarra, la ritmica incalzante delle percussioni e del basso e i suoni lanciati quasi  come grida di aiuto, espressi dal sassofonista, Ascani ha interpretato il linguaggio delle balene e di tutti gli esseri, vittime dei cacciatori di frodo e dell'inquinamento che uccide. Un incontro di arti diverse, tra immagini, musica e letteratura, con riferimenti a  Federico Garcia Lorca, ad Ernest Hemingway, ad Omero e Baricco, per parlare della Natura e del rispetto che per essa bisogna recuperare. Naturale è il desiderio di conoscenza come Ulisse insegna, ma naturale è anche il desiderio del ritorno a casa e la nostra casa è questo mondo, questo pianeta meraviglioso che ancora dobbiamo imparare a capire e ad amare. Ascani non vuole che la sua musica sia classificata in alcun modo e non potrebbe essere altrimenti tanto ricca di spunti intellettuali e passionali. Certo è frequente il richiamo ai ritmi del flamenco che egli sente più vicino al suo spirito di compositore, ma, in fondo, la sua è una musica libera perché interpreta la bellezza, l'eleganza, la danza degli esseri viventi e dei fenomeni naturali. È la musica della maturità e della saggezza. 

A Polistena, in un auditorium stracolmo anche di molti palmesi che neppure il maltempo ha tenuto lontani dalla vera cultura, una travolgente Sabrina Impacciatore ha interpretato "Venere in pelliccia" per la regia di Valter Malosti, anch'egli sulla scena nel ruolo di Thomas Novachek. La storia è nota: Novachek è alla ricerca della protagonista della sua commedia che rivisita un romanzo di Von Sacher-Masoch dal medesimo titolo. Due attori..... ma quanti personaggi!!!!! La Impacciatore non ha avuto alcuna difficoltà a passare più volte e repentinamente dalla volgare, ignorante, accattivante attricetta superficiale in cerca di un lavoro, alla attrice impegnata che conosce benissimo ogni parola del copione, che ha studiato ogni aspetto dei personaggi, che ha approfondito ogni pronuncia, inflessione, atteggiamento. Un gioco di seduzione che rivela il potere delle donne e la debolezza degli uomini. Una sorpresa per il pubblico che, pur conoscendo già la trama, è rimasto coinvolto in questo turbinio di personaggi e, soprattutto, di ruoli.


di Redazione | 28/01/2018

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