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Rossano (Cosenza) - Allergia alle proteine del latte vaccino o intolleranza al lattosio?


di VALENTINA POMETTI - Allergia alle proteine del latte e intolleranza al lattosio sono argomenti di comune discussione, anche se spesso i termini, le cause o le terapie sono confuse. Facciamo un po’ di chiarezza:

Con il termine allergia alle proteine del latte s’intende una reazione del sistema immunitario ad alcune sostanze, normalmente innocue, presenti nei cibi (allergeni). Questi allergeni sono quasi sempre delle proteine (principalmente caseina e beta-lattoglobulina). Le proteine sono nutrienti essenziali che formano il nostro corpo, insieme a vitamine, minerali, carboidrati e grassi. Gli altri componenti dei cibi, quali lattosio e zucchero, non hanno effetti allergenici.

Si tratta della più comune allergia alimentare e colpisce tra il 2% e il 3% dei bambini, generalmente prima del terzo anno d'età, con un picco tra i primi 3-5 mesi.

L’ APLV (allergia alle proteine del latte vaccino) presenta un ampio spettro di sintomi:

  • -  gastrointestinali (vomito, diarrea)
  • -  dermatologici (eczema, orticaria, irritazioni cutanee)
  • -  respiratori (rinocongiuntivite, asma, edema)

Quindi, cosa fare di fronte ad una diagnosi di allergia alle proteine del latte?

 Bisogna porre attenzione a:

a) Indicazioni riportate in etichetta che possono indicare la presenza di proteine del latte, aroma artificiale di burro, aroma di caramello, aromi naturali, burro, cagliata, caramello (colore), caseinati, caseine, concentrato di sieroproteine, crema, crema di latte in polvere, derivati del latte, E 150 (caramello), formaggio, grasso di burro, lattoalbumina, latte, latte in polvere, latte pastorizzato, lattoglobulina, panna, polvere di latte scremato, proteine del latte, siero, siero delattosato, siero demineralizzato, sieroproteine, yogurt.

b) Alimenti che possono contenere latte come ingrediente o contaminazione, alcuni prodotti per l'infanzia (minestra, pappe e altro), alimenti cotti nel burro, besciamella, biscotti, budini, caffè o cappuccini istantanei, caglio, caramelle, carne in scatola, cereali per colazione (in certi tipi), cioccolato al latte, cioccolato fondente (tracce), colorante o aroma di caramello, condimenti per insalata, creme per dolci, creme vegetali, dolciumi, dolci, fette biscottate, lieviti, formaggi vari, frappè, gelati, gomme da masticare, hot-dogs, insaccati vari, latticini, maionese, meringhe, muesli, muffins, pane (certi tipi), pastella, pizza bianca e rossa), polveri per bevande frizzanti, preparati per zuppe, prosciutto cotto, puree istantanee, ragù, ripieni, salsicce, sughi contenenti panna, tisane (alcuni), wafer, wurstel, zuppe in scatola.

 

Di conseguenza gli alimenti che possono essere inseriti senza alcun rischio sono
cereali (farro, orzo, riso, kamut, etc…), legumi, verdura e frutta fresche, carne, pesce, derivati della soia: tofu e tempeh, seitan, latte e yogurt vegetali (mandorle, riso, avena, orzo, cocco…), biscotti bio e vegani, crackers e gallette bio, tè, tisane, caffè.
 

Alcuni autori hanno studiato la possibilità di utilizzare, eventualmente, per i bambini soggetti a forme allergiche al latte di mucca, il latte di altri mammiferi, come per esempio:

  • bufala;
  • capra;
  • pecora;
  • giumenta;
  • cammella;
  • asina.

Latti di altre specie animali: il latte di capra e pecora non va impiegato per l’alta cross- reattività? con le proteine del latte di mucca con il rischio di reazioni anafilattiche. Esistono in letteratura segnalazioni di buona tollerabilità? dei latti di asina, cavalla e cammella che non danno comunque sufficienti garanzie dal punto di vista nutrizionale.

L’intolleranza al lattosio, è nettamente differente perché non coinvolge il sistema immunitario. È dunque l’incapacità dell’organismo di digerire il lattosio a causa della carenza di un enzima, la lattasi, deputato alla sua scissione a livello intestinale; questo può causare sintomi quali diarrea, dolore e gonfiore addominale, meteorismo e coliche. Questa condizione però non richiede l’esclusione permanente di alimenti contenenti lattosio, ma una loro riduzione in base alla tolleranza individuale.

Il lattosio è lo zucchero presente nel latte di tutte le specie animali e nei suoi derivati (yogurt, formaggi e formaggini, panna, burro, gelati, ecc.).
Nonostante il latte e i suoi derivati siano le principali fonti di lattosio, spesso l’industria alimentare ne fa uso aggiungendolo in misura variabile ad alimenti, che normalmente non lo conterrebbero, definiti così fonti nascoste di lattosio. (Vedi tabella 1)

 

TABELLA 1

pane e prodotti da forno

salse e sughi pronti

cereali per la prima colazione

snack (salatini, pizzette, ecc.)

biscotti, merendine, torte industriali e prodotti di pasticceria

purè in scatola

budini, preparati per torte

alimenti precotti (zuppe, preparati per risotti, ecc.)

caramelle e dolciumi vari

piatti pronti
(tipo 4 salti in padella)

sorbetti

preparati per brodo

cioccolato e creme dolci spalmabili

alcuni cibi in scatola

 

STRATEGIE PER RICONOSCERE ED EVITARE LE “FONTI NASCOSTE” DI LATTOSIO

Leggere attentamente gli ingredienti degli alimenti confezionati riportati nelle etichette nutrizionali. In particolare la presenza di voci tra gli ingredienti quali: latte, latticello, siero di latte, latte condensato, latte disidratato, latte in polvere, ecc. suggerisce la presenza di lattosio.

Informarsi sul tipo di ingredienti utilizzati per la preparazione dei cibi;

 

Bibliografia

1)WorldAllergyOrganization(WAO)DiagnosisandRationaleforActionagainstCow’sMilk Allergy (DRACMA) Guidelines 2010

2) American College of Allergy, Asthma, & Immunology. Food allergy: a practice parameter. Ann Allergy Asthma Immunol. 2006;96(Suppl 2):S1– S68.

3) El-Agamy EI. The challenge of cow milk protein allergy. Small Ruminant Research. 2007;68:64 –72.

4) U.O.C. di Dietetica e Nutrizione Clinica di Padova

5) Sicherer SH, Sampson HA. Food allergy: epidemiology, pathogenesis, diag- nosis and treatment. J.Allergy Clin Immunol 2014 ; 133: 291-307

 6) Boyce J,A, et al; Guidelines for the diagnosis and management of food aller- gy in the United States : report of the NAID –sponsored expert panel, J Aller- gy Clin Immunol, Dec. 2010; 126:S1-S58

Farmacia Noto in Viale Sant’Angelo Rossano Scalo (CS) 

Di seguito riporto i link della mia pagina Facebook e del mio blog personale.  

https://www.facebook.com/Mangio-dunque-Sono-344309098981574/?ref=hl

http://mangiodunquesono.blogspot.it 

(In questo articolo sono presenti messaggi promozionali). 

 


di Valentina Pometti | 17/12/2017

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