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Rossano (Cosenza) - Per te è sempre la solita pizza?


di LETIZIA GUAGLIARDI - Siamo tutti felici per il riconoscimento da parte dell’Unesco di uno dei nostri tanti tesori: la pizza napoletana, l’unica e verace, è finalmente patrimonio dell’umanità. Molto bella anche la motivazione: “Le competenze legate alla produzione della pizza, che include gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”.

E dire che è nata povera, nelle bettole di Napoli, eppure, nel corso degli anni, si è arricchita sempre di più (di certo non per magia) fino a conquistare il mercato mondiale che supera i 60 miliardi di euro di fatturato.

La pizza è senza tempo e  per questo c’è stato bisogno di tanta passione, determinazione, pazienza e sacrifici. Siamo orgogliosi di lei, perchè sappiamo che dietro ci sono tentativi, impegno, dedizione, condivisione e anche allegria (chi è triste, abbattuto e chiuso in se stesso difficilmente credo riesca a preparare una buona pizza nè a gustarla).

Anche in questo post ritorno sul tema del lavoro fatto bene perchè la pizza, per essere bella e buona, deve essere armoniosa e chi la prepara deve:

  • scegliere con cura gli ingredienti e stare attento ai tempi e alle temperature;
  • seguire la stagionalità;
  • curare gli abbinamenti cromatici e gastronomici.

Preparare una buona pizza è come dirigere un’orchestra e noi (se vogliamo farla) siamo i direttori. Il nostro compito è accordare tutti gli orchestrali in modo da ottenere la migliore esecuzione:

  • ogni volta gli ingredienti devono essere freschi, di qualità, e di stagione (i colori, i profumi e i sapori si esprimono al loro massimo);
  • vanno dosati con sapienza: l’olio, per esempio, deve essere versato a filo sulla “tela” con un movimento a spirale;
  • i colori sono importanti (qualsiasi piatto, quando è presentato bene, si mangia prima con gli occhi): bianco/rosso/verde – bianco/verde/marrone/giallo – /rosa/rosso/verde/bianco…
  • gli ingredienti della farcitura vanno accostati con diligenza e senza restrizioni perchè il nostro estro non conosce limiti: fiori di zucca, alici e fior di latte, gorgonzola, mozzarella, formaggi erborinati, cipolla e aceto balsamico…
  • fra gli orchestrali ci sono anche il nostro cuore, la nostra mente e il nostro amore, per noi e per gli altri: una pizza che si presenta bene e che viene portata a tavola con il sorriso fa emozionare. I cinque sensi si mettono in moto e riaffiorano i bei ricordi. Ti viene in mente quando eri bambino e la mamma la sfornava…
  • in mano non abbiamo la bacchetta per dirigere l’orchestra, abbiamo le nostre mani e, anche stavolta, vanno usate nel modo giusto: bisogna toccare l’impasto per “sentire” il punto di pasta, il panetto lievitato va steso, appiattito, guarnito e infornato.

La pizza è un’armonia di bontà, di bellezza e di cultura. È una sinfonia di gusti, divertimento, allegria, passione e amore. È un’ instancabile ricerca del lavoro fatto bene, del bisogno di migliorarsi sempre di più, del desiderio di donare qualcosa di utile… come dobbiamo fare, ogni giorno, con la nostra vita.

Perciò… ripeto: per te è sempre la solita pizza?!


di Letizia Guagliardi | 13/12/2017

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