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Morano Calabro (Cosenza) - L’Auditorium comunale ospiterà “L’Anfitrione” della Compagnia salernitana “La Proposta”


“Anfitrione”, due atti comici di Angelo Belgiovine (da Plauto) della compagnia salernitana "La proposta" è lo spettacolo che sarà in scena, domani pomeriggio, domenica 12 febbraio, alle 18,30 all’auditorium comunale per la XVI Rassegna di TeatroMusica, artisticamente diretta da Franco Guaragna.  La farsa, diretta da Alfredo Crisci, ruota intorno ad un ingegnoso inganno escogitato da Giove ai danni di Anfitrione, eroico generale dell’esercito di Ercolano impegnato in guerra contro i Cumani. Approfittando della sua assenza, Giove, il padre degli Dei, vuole giacere con la bellissima e virtuosa Alcumena, sposa di Anfitrione. Per ordire questa congiura si servirà dell’aiuto di suo figlio Mercurio. Entrambi assumeranno rispettivamente le sembianze di Anfitrione e del suo servo Sosia. Contrariamente all’idea di Plauto che rifugge ogni introspezione psicologica dei personaggi, portandoli sulla scena come “tipi umani”, in questo lavoro si è cercato di caratterizzarli come singoli e soprattutto unici individui, ognuno con le proprie caratteristiche. Infine, la scelta di adottare una rivisitazione in lingua napoletana ha lo scopo di dare maggiore forza comica al testo. Infatti, momenti esilaranti di comicità caratterizzeranno il “dramatis personae” del povero Anfitrione. È una commedia interamente riadattata e rielaborata ma che conserva nella sua riscrittura scenica tutti i tratti divertenti e crudeli dell’opera plautina. Essa fa ridere e nello stesso tempo mette inquietudine e paura, perché ha in sé un sottile equilibrio tra una comicità a volte farsesca e una drammaticità ironica che sconfina nella tragedia. In questo dramma personale di Anfitrione, gli Dei per soddisfare i loro capricci, si accaniscono sui personaggi schernendoli e beffeggiandoli duramente, tanto da indurli in una condizione di forte disagio, trascinandoli in un vorticoso ed esilarante gioco di scambi di identità. E’ una bellissima storia – spiega il regista Alfredo Crisci - che non risente affatto del trascorso dei tempi, anzi si riveste di significati nuovi. Anche noi che oggi viviamo una realtà ipertecnologica, ci sentiamo coinvolti e sperduti in questo turbinio di informazioni che ci martellano e ci fanno vivere un senso di disagio facendoci capire che in questo mondo tutto è mutevole.    

 

                                                                                                           


di Redazione | 11/02/2017

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