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Crosia (Cosenza) - Monsignor De Simone è in quiescenza. Ha lasciato la guida della Parrocchia “Divino Cuore di Gesù” di Mirto. Una folta platea per il saluto


Monsignor Pietro De Simone non è più il parroco del “Divino Cuore di Gesù” di Mirto. Ha lasciato la guida della parrocchia, dopo quarantaquattro anni, per raggiunti limiti di età. Domenica pomeriggio, ha celebrato la sua ultima Messa da parroco. Una funzione semplice e allo stesso tempo commovente. Hanno concelebrato altri sacerdoti, e ha partecipato una folta e attenta assemblea di fedeli. Nel corso della celebrazione si sono succeduti diversi interventi. La professoressa Mirella Pacifico, ha portato il saluto dell’intera comunità parrocchiale. Ha ricordato le diverse iniziative di carattere religioso, sociale e culturale effettuate da don Pietro, forte sostenitore della cultura teologica. Ha sottolineato come il parroco sia riuscito negli anni ad abbellire e arricchire la Chiesa. Ha parlato della sua puntualità e precisione nelle funzioni. Non ha scordato la catechesi per gli adulti e il desiderio di monsignor De Simone di trasmettere agli altri la cultura, di cui egli è ricco. Il presidente dell’Azione cattolica parrocchiale, Antonio Romano, ha parlato delle “fatiche apostoliche”, ha messo in risalto la fedeltà vocazionale di don Pietro De Simone: “tutta una vita spesa per annunciare il Vangelo di Dio”. A giudizio del professore Romano “un prete non va mai in pensione”. Intanto nelle sue parole sono emersi sentimenti di stima, di gratitudine e amicizia sia verso la persona che il sacerdote. Da buon padre, don Pietro ha sempre accettato il confronto e ha dato conforto nei momenti di difficoltà. Il preside Giuseppe Carrisi, Direttore della Schola cantorum e già presidente dell’Azione cattolica della parrocchia, in maniera sintetica ha tracciato quarant’anni di storia e di attività insieme a monsignor De Simone. Un’azione sinergica fra i due finalizzata a creare i presupposti di sviluppo della comunità religiosa e sociale di Mirto, ma anche la crescita socio culturale delle nuove generazioni. Carrisi ha ricordato tanti episodi. Mille iniziative. Una miriade di attività . Fra l’altro ha ricordato le giornate missionarie, con i giovani che in giro per i vari quartieri parlavano alla gente di Gesù. Ha ricordato lo storico Minifestival, i complessini musicali, le attività svolte a Radio Mirto. E poi, l’importanza del coro e i numerosi giovani che man mano si sono succeduti. Il preside Carrisi ha concluso considerando monsignor De Simone come un padre, un punto di riferimento per tutti. Il Sindaco di Crosia, Gerardo Aiello, ha sottolineato con forza “il grande lavoro svolto dal parroco in tanti anni”. Ha fatto notare che anche a livello sociale, in molte occasioni, don Pietro è stato riferimento unico per cercare di risolvere questioni che sembravano insormontabili. Il preside Aiello ha invitato don Pietro a non allontanarsi dalla vita sociale del paese, anzi, al contrario, essere ancora più vicino e più presente a questa comunità che lo ha sempre stimato e apprezzato. Infine l’intervento di Monsignor De Simone. Non un’omelia, ma un caro e affettuoso saluto. In un quarto d’ora circa l’excursus di 44 anni di storia. <<Ho visto nascere Mirto!>> ha detto espressamente. E’ cosi. L’ha vista nascere e crescere. Una piccola contrada che negli anni è cresciuta, si è sviluppata e, per diversi aspetti, è diventata punto di riferimento nell’hinterland. Don Pietro ha raccontato la sua storia sacerdotale, iniziata nel 1954. Ha parlato dei suoi passaggi: Rossano, Longobucco e poi, Mirto. Ha detto che il lavoro più difficile è stato amalgamare i vari gruppi di persone provenienti dai diversi paesi. Ha sottolineato la storia della parrocchia che ha formato ben quattro sacerdoti e una religiosa. Ha parlato poi, del futuro. “Arriverà una ventata di freschezza” – ha detto. Se l’Arcivescovo ha scelto due sacerdoti avrà avuto le sue ragioni. Don Pietro ha sempre amato il piccolo clero (i chierichetti), ma anche la scuola (da docente per numerosi anni). Non ha mai dimenticato i giovani, l’azione cattolica, gli anziani e gli ammalati. Nel suo intervento non è mancato il ricordo delle suore dell’Assunzione che sono state per tanti anni a Mirto, ma anche il ringraziamento per le suore del Preziosissimo Sangue di Cristo che attualmente operano nella cittadina ionica. E poi, il perno del suo Ministero sacerdotale: la Parola di Dio. Antonio Iapichino  

di Redazione | 09/08/2010

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