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Cosenza (Cosenza) - Gran Galà per il Teatro Rendano. Aspettando il nuovo anno. Tenuta una serata in musica tra lirica, operetta e melodie napoletane


“E l'amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.” E’ in queste parole di Luigi Pirandello che si riassume il viaggio emozionale che ha condotto il pubblico del Teatro Rendano della città di Cosenza in una “folle serata” da Napoli a Vienna, passando per le magie di Parigi. Uno spettacolo a sorpresa sulla tradizione del “pastiche” storico della scuola melodica napoletana tra lirica, operetta e melodie partenopee per la regia di Vincenzo Grisostomi Travaglini. Il ricavato della serata sarà destinato al restauro completo del Sipario storico conservato nel Teatro Rendano, pregevole tela disegnata da Domenico Morelli ed eseguita da Paolo Vetri nel 1901, che illustra il festoso arrivo in Cosenza nel 1433 di Luigi III d’Angiò, Duca di Calabria, e della sua giovane sposa Margherita di Savoia. Il restauro verrà eseguito sotto l’egida della Soprintendenza, che ne curerà le varie fasi, secondo quanto previsto dalla normativa per i beni patrimonio della città. A questo proposito richiamiamo un’idea contenuta in “Il sipario racconta”, un buon articolo estratto dalla tesi di laurea della restauratrice Serena Sarti: è indubbio “che il ruolo dei sipari storici sia stato non solo quello di mediare tra finzione e realtà, ma anche quello di educare il pubblico, di raccontare, di rappresentare e di rispecchiare momenti, atti e luoghi significativi nella vita dei paesi e delle città”, un concetto che ben esprime la volontà dell’Associazione Polimnia di riavvicinare la città alla sua storia, alla sua corte ed anche alle idee di rinnovamento estetico e di spirito civile: benché – infatti - i sipari facciano parte integrante della storia di un teatro, sono spesso considerati manufatti di difficile gestione, restauro e utilizzo, e l'incuria ed il tempo decidono la loro sorte; una sorte che si vuol provare a mutare per lasciare ai posteri un'opera d'arte. E, in questa mutazione inevitabile, reciterà il ruolo di complice anche il teatro, spazio del continuo divenire e testimone di un ennesimo "cambio di scena". Come accaduto ieri sera: una fusione tra il teatro di tradizione e la rinomata scuola austro-danubiana con inserimenti, così come d’uso alla corte viennese a cavallo tra Ottocento e Novecento, di musiche da lavori celebri quali “Il Pipistrello” e “La Vedova Allegra”. Da Napoli a Vienna, dal melodramma all’operetta, senza dimenticare la prosa con un testo capace di narrare - in raffinato intreccio - il brio, le passioni e le attese dell’ultimo dell’anno che si risolvono nell’immancabile brindisi di un elegante salotto “Libiamo, libiamo ne' lieti calici, che la bellezza infiora; e la fuggevol' ora s'inebrii a voluttà”. E’ questo il saluto e l’augurio che l’Associazione Polimnia e la direttrice artistica Luigia Pastore porgono alla città di Cosenza, attraverso la messa in scena di questo teatro nel teatro, il primo di una serie di importanti appuntamenti patrocinati dal Comune di Cosenza - come ha ricordato  Alessandra De Rosa presidente della Commissione Cultura - previsti all’interno di un progetto più ampio teso non solo alla  valorizzazione dei beni storico-artistici della città ma anche e soprattutto alla valorizzazione delle realtà artistiche del territorio e che, per tal ragione, ha visto esibirsi sul palco – al fianco di artisti nazionali -  diverse maestranze locali i Soprani Sarah Baratta, Maria Carmela Conti, Silia Valente, i Tenori Andrea Tanzillo, Stefano Tanzillo e Federico Veltri, il Baritono Luca Bruno, il Basso brillante Alessandro Calamai, al pianoforte Andrea Bauleo e Luca Bruno, al violino solista Alessandro Acri. Presente anche il Coro di Clarinetti del Conservatorio “S. Giacomantonio” diretto dal M° Giorgio Feroleto, il Coro Sol Vox Cantori diretto dal M° Antonio Fratto e i Danzatori del Teatro della Ginestra/ADAC. Voci recitanti Rino Amato, Rosa Cardillo e Felicita Cinnante. Un ensemble perfettamente amalgamato capace di dar spicco alla personalità di ciascuno, la ricchezza dei talenti cittadini e del territorio in un incontro con il pubblico che prende spunto dall’antica consuetudine di incontrarsi dopo il Natale ed in attesa dell’anno nuovo nella sala del Massimo, il teatro cittadino e nei grandi saloni dei palazzi dell’aristocrazia, per una serata spumeggiante.  

I costumi di scena sono stati curati da Otello Camponeschi e Fabrizio Onali, Coordinamento scenico Glenda Pirandello Sevald, consulenza Sisowath Ravivaddhana Monipong, Lighting designer Giovanni Pirandello, Aiuto regia Francesco Liuzzi.

 


di Redazione | 31/12/2016

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