We're sorry but our site requires JavaScript.

 


Crosia (Cosenza) - Quando il virtuale si impossessa del reale


di MARIANNA ANDREOLI - E quando poi come una doccia fredda una mamma vede il proprio figlio di soli 24 anni davanti a un computer per ben 48 ore ininterrottamente, senza mangiare né dormire, è forse giunto il momento di porci dei perché. Il mondo virtuale s’impossessa di quello reale, la dipendenza dal videogame ti divora psicologicamente e fisicamente senza fartene accorgere, risucchia ogni tua risorsa, ti rende un automa, coordini soltanto le dita alla tastiera e ti diverti ad azzardare. Si, perché quel gioco d’azzardo potrebbe forse cambiare la tua vita, farti guadagnare soldi soldi soldi, comodamente da casa e lontano da occhi indiscreti. Basta un computer, un collegamento a internet e una carta di credito per trasformarsi in giocatore accanito di casinò. Un casinò online dove si giocano soldi veri però. Si cade in un circolo vizioso in cui il soggetto rimane incastrato. Un baratro senza uscita, una vita che non è vita ma che fai tua. Si trascurano  rapporti sociali e familiari. Devi solo vincere, a tutti i costi, il resto è nulla.  È successo in Toscana, potrebbe succedere dovunque, a chiunque. Ed  è poi solo di pochi giorni fa anche la notizia della madre di famiglia che invece, a Pescara, è arrivata a vendersi persino i vestitini e i giocattoli dei figli per ottenere  i soldi da giocare alle macchinette. E allora questa società, la nostra società, quella che viviamo quotidianamente, è forse in preda, a una profonda instabilità degli eventi? Caratterizzata dall’incertezza esistenziale degli individui, dalla frammentazione di una loro identità? È un mondo dunque liquido, precario, instabile, effimero, in cui si è alla continua ricerca di se stessi. E così, spesso, troppo spesso, oggigiorno ci si smarrisce nella selva oscura dove le tre belve che si incontrano non sono la lonza, il leone e la lupa come quelle incontrate nell’Inferno da Dante, bensì l’incombente precarietà, la mancata autostima, il mancato autocontrollo. Ci si fa allora divorare da queste belve dando man forte alla caducità umana,  e riponendo le speranze nel gioco d’azzardo che forse, potrebbe cambiare la nostra vita. Ebbene si, la vita la si cambia, in peggio. Ci si imprigiona in un mondo irreale, dove non esistono emozioni né sentimenti, ci si lascia soggiogare da un pc o da una slot machine e non si ha più via di scampo. Si rovina la propria vita e quella di chi è al nostro  fianco.

 


di Marianna Andreoli | 21/09/2016

Pubblicità


Testata Giornalistica - Registrazione Tribunale di Rossano N° 01/08 del 10-04-2008 - Nessun contenuto può essere riprodotto senza l'autorizzazione dell'editore.

Copyright © 2008 - 2018 Ionio Notizie. Tutti i diritti riservati - Via Nazionale, Mirto Crosia (CS) - P.IVA: 02768320786 - Realizzato da CV Solutions

Ogni forma di collaborazione con questo quotidiano on line è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita - E-mail: direttore@ionionotizie.it