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Rossano (Cosenza) - La carruba: un frutto dimenticato!


di VALENTINA POMETTI - La fine del mese di agosto e l’inizio di settembre caratterizzata dall’arrivo di qualche pioggia, porta con sé un po’ di malinconia, ma anche un po’ di dolcezza. Ed è proprio questo il periodo in cui gli alberi di carrube, caratteristici per la loro chioma molto ombrosa, dopo la lenta maturazione estiva iniziano a lasciare andare generosamente i propri frutti.

La carruba è sicuramente un alimento nutraceutico perché racchiude in sé importanti proprietà nutrizionali e salutistiche. Essa è il frutto dell’albero sempre verde, il carrubo (nome botanico Ceratonia Siliqua). Spontaneo e tipico della Sicilia può raggiungere i 500 anni di età.

Grazie alla versatilità di cui è dotato ha ispirato parecchi detti popolari e sembra essere universale la credenza che sotto i suoi alberi siano sepolti i tesori, tanto più grande è l’albero, tanto più grande è il tesoro.

Negli ultimi anni l’indagine scientifica agro alimentare ha definito i suoi frutti (la carruba) “frutti dimenticati” proprio ad indicare l’enorme importanza dei suoi utilizzi in campo alimentare, dietetico e salutistico, che per tanto tempo sono stati trascurati.

Eppure nonostante sia caduta in disuso, la pianta di carrubo possiede delle straordinarie proprietà per combattere i fastidi provocato dal colon irritabile, disordine del tratto gastrointestinale, molto diffuso soprattutto tra le donne, che provoca frequenti dolori addominali e problemi di malassorbimento.

La carruba riesce ad assorbire grandi quantità di liquido pari a 50 – 100 volte il suo peso. Questo effetto è assicurato dalla presenza di particolari sostanze dette “pectine”, che assorbendo l’acqua formano un gel capace di distendere le pareti intestinali e contrastare le contrazioni dolorose tipiche del colon irritabile.

La polpa di carruba ha un sapore che ricorda vagamente quello del cioccolato, ma a differenza di quest’ultimo è molto meno calorica e più ricca di fibre, vitamine (riboflavina) e minerali (calcio, potassio, rame e manganese), utile per sostenere le funzioni metaboliche e nutrire anche i tessuti nervosi.

Inoltre l’assenza di caffeina e teobromina, tipiche del cioccolato, la rendono utilizzabile da tutti coloro che presentano allergie e ipersensibilità a tali sostanze.

Infine le carrube sono totalmente prive di glutine e quindi possono essere consumate anche da chi soffre di celiachia.

I frutti del carrubo hanno una forma simile al baccello del fagiolo benché di dimensioni maggiori e di colore marrone scuro.

Dalla loro lavorazione si ricavano sostanze coloranti e ben tre tipi di farine:

  • farina di semi che viene utilizzata in pasticceria come additivo: la cospicua pectina in esso contenuta svolge infatti una funzione addensante (simile a quella dell’amido di mais ma con meno calorie), inoltre aiuta a stabilizzare e omogenizzare i gelati e per realizzare torte prive di latte e uova.
  • Farina di polpa che ha un sapore molto simile al cacao e viene spesso adoperata come sostitutivo di questo alimento nella preparazione di dolci. Gode di un minor impatto ambientale e sociale e a, differenza del cacao, è priva di caffeina; inoltre non contiene colesterolo, è ricca di calcio e di ferro ed è estremamente zuccherina.
  • Farina dell’intero baccello, più rozza e fibrosa, viene spesso utilizzata in ricette tradizionali per la preparazione di piatti anche salati come gli gnocchi o i risotti.

 

Gli studi clinici sugli impieghi della carruba iniziati negli anni ’40 hanno confermato le proprietà astringenti e antisettiche delle carrube. Importanti studi hanno riguardato la capacità di abbassare il colesterolo e le potenzialità antiossidanti e chemio-preventive. La carruba presenta capacità di ridurre il colesterolo, come testimoniano gli studi condotti dall’ Università tedesca Potsdam.

I ricercatori hanno concluso che il consumo quotidiano di cibi arricchiti di polpa di carruba ha effetti benefici e può rivelarsi utile per prevenire e curare l’ipercolesterolemia.

 Ricerche di altra natura condotte dall’Università Heidelberg, hanno preso in esame le varie classi di sostanza polifenoliche contenuta nella fibra delle carrube rilevando un notevole assorbimento di antiossidanti fenolici, tra questi spiccano l’acido gallico e i flavonoidi (Antocianidine) per delle patologie vascolare e degenerative.

 

Farmacia Noto in Viale Sant’Angelo Rossano Scalo (CS) 

Di seguito riporto i link della mia pagina Facebook e del mio blog personale.  

https://www.facebook.com/Mangio-dunque-Sono-344309098981574/?ref=hl

http://mangiodunquesono.blogspot.it 

(In questo articolo sono presenti messaggi promozionali). 

 


di Valentina Pometti | 03/09/2016

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