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Rossano (Cosenza) - Achiropita, l'omelia dell'Arcivescovo e il ringraziamento del sindaco alla Vergine Maria.


La sintesi dell’omelia dell’Arcivescovo di Rossano Cariati,  mons. Giuseppe Satriano Satriano del 15 agosto in onore della SS Achiropita e il saluto e il ringraziamento alla Vergine Maria SS. Achiropita, Santa Protettrice di Rossano e dell’intera Diocesi del Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro con la tradizionale donazione del Cero Votivo nella celebrazione eucaristica, in Cattedrale, presieduta da S.E. Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo emerito della Diocesi di Cosenza-Bisignano.

Sintesi dell’omelia dell’Arcivescovo,  mons. Giuseppe Satriano Satriano: 

“Ieri e oggi Maria ha fatto visita alle nostre case.

È uscita dalla sua casa per toccare e segnare al suo passaggio la nostra vita, i nostri spazi, le nostre relazioni.

Molti di noi, in questi giorni della quindicina hanno reso omaggio a Maria.

Con semplicità e affetto abbiamo portato il nostro cuore ai suoi piedi, invocandola, supplicandola, ringraziandola, ma sempre affidandogli noi stessi e i nostri cari.

Ho colto con forza quanto grande sia l’affetto per Maria.

Miei cari fratelli questa è la nostra forza!

Questa è la forza con cui dobbiamo guardare al futuro.

La consapevolezza di essere amati da questo sguardo di luce deve spingerci con audacia …

… a guardare la vita delle nostre famiglie dove spesso l’individualismo si annida, lacerando la comunione e l’unità;

… a guardare dentro i quartieri, le contrade dove abitiamo incuranti della solitudine e della povertà di chi ci è accanto;

… ad aver cura della nostra città, delle nostre città, dove spesso il malaffare si annida nelle pieghe di scelte apparentemente lecite e di atteggiamenti paludati.

Donaci o Maria il coraggio dell’accoglienza.

Come te desideriamo fare spazio nella nostra storia alle irruzioni di Dio che spesso guasta le attese ma non rovina la festa.

Viviamo blindati, senza fiducia nell’altro mentre il sospetto si insinua come un serpente nelle nostre relazioni.

Aiutaci o Vergine santa a deporre le armi della diffidenza e ad accogliere con cuore sincero chi bussa alle porte del nostro vivere.

Donaci lo Stupore dell’amore o Vergine Achiropita.

Intorpiditi dalla rassegnazione, siamo stanchi e incapaci di trasalire dinanzi alle primizie della vita.

Abbiamo perso la capacità di guardare dentro le cose e sempre più avido di possedere, il nostro cuore non sa più gioire per il sorriso di un bambino o lo sbocciare di un fiore.

O Regina del popolo rossanese, oggi più che mai abbiamo bisogno di te!

Non solo qui ma in tutto il mondo viviamo tempi difficili. Come credenti avvertiamo il tempo della sfida e sentiamo il bisogno di offrire una maggiore testimonianza di comunione.

Liberaci dall’autosufficienza delle nostre scelte, dall’orgoglio che ci indispone e apri i cuori alla speranza.

Spalanca le finestre di questa Chiesa, di questo popolo perché il vento dello Spirito possa irrompere nel vissuto di ciascuno e renderci capaci di anticipare la gioia della Risurrezione nella storia dei nostri giorni.

O Maria Dolcissima stendi il tuo manto su questa città che custodisce il tuo santuario, perché risorga dalle ceneri dell’abbandono e sappia divenire, giorno dopo giorno, luce sul monte per chi qui giunge, desideroso di trovare consolazione e ristoro interiore”.

 

Discorso integrale del Sindaco di Rossano Stefano Mascaro

“Le feste patronali rappresentano il momento in cui una comunità si ritrova, ritrova il senso dello stare insieme, nella tradizione popolare. Ci si sente uniti anche al di là del credo di ognuno.

Si rincontrano per strada le persone che pur vivendo qui non vengono a contatto durante un intero anno, ormai anche per i ritmi incessanti della vita di oggi. Ma soprattutto tornano quelli che sono stati portati lontano dal bisogno del lavoro o perché, più semplicemente, hanno seguito il cuore spinti dal sentimento verso la persona vista come quella giusta per la loro vita: in ogni caso tornano per sentirsi a casa, per rivivere quelle emozioni che hanno caratterizzato la loro adolescenza e la loro gioventù. Tornano perché nessuno recide mai definitivamente le proprie radici.

Ed a questa festa il popolo non può non corrispondere la vicinanza tra le autorità civili e quelle religiose, portate a verificare continuamente le ragioni di un possibile cammino condiviso; i motivi di una proficua collaborazione per il perseguimento del bene comune. Ancor più quando si avverte che la gente affidata alle proprie cure soffre come senza dubbio oggi la gente di Rossano soffre un forte disagio sociale ed economico.

 

Sono Sindaco della Città da poche settimane ed ho avuto modo di affrontare già molte emergenze, che hanno richiesto e richiedono tanta tenacia e buona volontà.

Occorre forza.

Confesso di avere ricevuto conforto dall’incontro con il nostro Arcivescovo, persona di alta spiritualità e di viva umanità, ma anche dotato di un incredibile senso pratico.

Le sue parole mi sono state molto utili. Per me è stata una fortuna. La vicinanza è stata indotta dalla coincidenza del mio insediamento con il ritorno del Codex e l’inaugurazione del nuovo Museo Diocesano. Ecco, mi pare questo un terreno su cui i rapporti di collaborazione non potranno non intensificarsi e consolidarsi, coltivando entrambi l’interesse a che’ il Codex bene unico, diventi sempre più attrazione per la sua ormai conosciuta valenza universale in forme ufficiali e solenni.

Credo che i prossimi anni saranno decisivi per l’affermazione di un turismo religioso, utile sia alla Chiesa che alla Città, evidentemente per profili diversi ma complementari.

Non è e non sarà solo questo l’unico punto di contatto tra Chiesa locale e Comune.

Nel rispetto della laicità delle istituzioni, che appartengono a tutti, credenti e non, cattolici e fedeli di altre religioni, la presenza forte della Chiesa guidata da Monsignor SATRIANO su questo territorio, può rappresentare insieme una spia per meglio rilevare i bisogni della gente ed uno strumento per alleviare, nei limiti del possibile, i disagi di coloro i quali vivono nell’indigenza e nell’emarginazione, o addirittura di coloro i quali nemmeno arrivano ai margini perché respinti per il solo pregiudizio.

Credo che nel prossimo imminente futuro saremo chiamati a comuni riflessioni ed al concerto di azioni combinate per far nascere e crescere una vera sensibilità dell’accoglienza, che sia di breve o lungo periodo non ha importanza.

Quel che è certo è che non è dato a nessuno di girarsi dall’altra parte di fronte alla richiesta disperata di aiuto ed alla sofferenza rappresentata da immagini di bambini lasciati soli che tendono le braccia verso la speranza.

L’insegnamento ed il messaggio di Papa FRANCESCO su certi temi viene riconosciuto come universalmente valido da organizzazioni politiche mondiali e da capi di Stato, a prescindere dalla confessione religiosa: noi non abbiamo che da recuperarlo e tentare di applicarlo nella nostra piccola dimensione territoriale.

Ecco, la comunità di cui dicevo all’inizio, e che si ritrova oggi attorno alla Santissima ACHIROPITA, è chiamata ad un grande impegno corale, nella consapevolezza che le sfide che abbiamo davanti potranno essere vinte solo con il concorso di tutti, se ciascuno di noi, secondo le proprie forse e possibilità, farà la sua parte.

Come Sindaco della Città e a nome mio personale auguro a sua eccellenza Mons. SATRIANO e, suo tramite, alla Chiesa locale un sereno15 AGOSTO, in cui, accanto a momenti di svago e spensieratezza, i fedeli ed i credenti pregheranno la Madonna ACHIROPITA invocandone la protezione ed in cui tutti,  indistintamente tutti, rifletteremo sulle ragioni di unità e coesione delle nostre comunità”.


di Redazione | 17/08/2016

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